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  • Missionario - chi è (da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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  • Compagnia di Gesù - cosa è


  • Un missionario è colui che si impegna a diffondere una religione in aree in cui non è ancora diffusa.

    Etimologia

    Il termine missione prende corpo verso la metà del '500 e sono i Gesuiti a promuoverne l'utilizzo, esso proviene dall'introduzione del quarto voto da parte di Ignazio Di Loyola durante la costituzione della Compagnia di Gesù.

    L'origine teologica del termine è la traduzione latina della parola greca apostolo; Non sempre la diffusione della propria religione è il compito principale del missionario, specialmente quando questi operi in zone con elevata eterogeneità culturale; Benché nell'accezione comune missionario riguardi prevalentemente il Cristianesimo anche altre religioni con vocazione universale formano missionari.

     

    Vocazione missionaria nella Bibbia

    Il primo fondamento biblico delle missioni può essere ricercato nella Genesi, 12:1-3, dove Abramo è benedetto da Dio perché attraverso egli e la sua discendenza siano benedetti tutti i popoli della Terra.

    La vocazione missionaria dei cristiani è ben descritta dagli ultimi versi del Vangelo di Matteo 28:18-20:

    E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

     

    Missioni cristiane

    Le prime missioni furono quelle che seguirono la scoperta dell'america, dove il passo evangelico prima enunciato viene interpretato in modo decisamente troppo letterale. i missionari, in nome della diffusione della parola di dio saranno parte attiva nel sistema coloniale che li vedrà al fianco degli eserciti, corona spagnola in prima linea, e dei commercianti. Nell'atmosfera di piena controriforma, l'approccio dei missionari nell'incontro con l'alterità radicale, risulterà in un primo momento distruttivo, tuttavia, non peggiore di quello che sarebbe stato l'approccio da parte dell'esercito, o dei cercatori d'oro.

    Con il Congresso di Losanna del 1974 promosso dai cristiani Evangelici una definizione di missione cristiana largamente accettata a livello ecclesiastico: è "formare un fattibile movimento indigeno per l'insediamento della chiesa". Questa definizione è motivata da analisi teologiche degli atti necessari a migliorare la reputazione di Dio (solitamente chiamata "gloria" o "onore"). La definizione pretende di riassumere gli atti del ministero di Gesù, che sono presi a modello per tutti i ministri. La motivazione viene detto sia la volontà di Dio, apertamente dichiarata nella Bibbia, compreso il Vecchio Testamento.

    Molti missionari promuovono lo sviluppo economico, l'educazione, la letteratura, la medicina e la cura di orfani e vittime di guerre e conflitti.

    Tuttavia la dottrina cristiana impone alle popolazioni evangelizzate una cultura prettamente 'occidentale', cioè essa non riconosce l'eterogeneità culturale, si impone su una cultura presistente modificandone gli schemi mentali propri. Per questo atteggiamento etnocida il missionario vive un rapporto conflittuale con l'antropologo

    Bisogna altrettanto citare che vi sono esempi di missionari che, talvolta in contrasto con l'apparato ecclesiastico centrale, fondono la cultura esistente nel luogo nel quale sono inviati con il concetto di amore universale proprio della religione (cattolica prevalentemente). Si può citare l'esempio di padre Alex Zanotelli, missionario dapprima in Sudan e poi in Kenia.

     

    Missionari cattolici

    Per approfondire, vedi la voce Comunità missionarie.

    Durante l'Era della scoperta dell'America, la Chiesa Cattolica Romana stabilì diverse missioni cristiane in America e nelle altre colonie, al fine di diffondere la Cristianità nel Nuovo Mondo e di occidentalizzare i nativi '"infedeli"'. Queste sono probabilmente le missioni più note nella storia.

    Poiché la chiesa solitamente si organizza su base territoriale, era logico che le missioni, specialmente nelle prime fasi, venissero prese in carico in gran parte da ordini e congregazioni, che sono più flessibili e "personali" rispetto alla gerarchia secolare. Nel corso del tempo nelle aree missionarie vengono fondate delle nuove strutture, spesso partendo da giurisdizioni speciali note come prefetture apostoliche o vicariati apostolici, che tendono a conseguire lo status di normali diocesi. Spesso sopra a queste vengono posti uno o più arcivescovi, o perfino un cardinale, quando la giovane chiesa viene considerata "cresciuta", in particolare a seguito dell'indipendenza delle ex colonie.

     

    Missioni protestanti

    L'Esercito della Salvezza (inglese Salvation Army) è la principale organizzazione missionaria protestante di origine metodista, fondata nel 1865 da William Booth a Londra con lo scopo di diffondere il cristianesimo e portare aiuto ai bisognosi. Nel 1887 l’Esercito della Salvezza arrivò in Italia. L'agenzia Avventista di Soccorso e di Sostegno allo sviluppo, ADRA, che è legata alla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno è presente in oltre 120 paesi e assiste ogni anno oltre 15 milioni di persone. Nell' Africa centro-orientale, il Congo è un Paese con una significativa presenza avventista . Infatti, nel territorio congolese vi sono ben 626 chiese avventiste con circa 328 mila membri adulti battezzati. La Chiesa avventista del 7° giorno in Congo appartiene all’area geografica dell’Africa centro-orientale dove ci sono 805 scuole elementari, 303 scuole superiori, 6 college e università (a Lukanga c'è una università avventista che rilascia lauree su scienze teologiche e dell’educazione, gestione e informatica, salute pubblica, master in educazione). Inoltre, nel territorio del Congo esiste anche un ospedale e un lebbrosario, oltre a diverse cliniche, ambulatori e centri medici, tutti gestiti dalla Chiesa avventista del 7° giorno.

     

    Missionari dei testimoni di Geova

    I Testimoni di Geova sono noti per le loro attività missionarie. Tutti i Testimoni adulti spendano parte del loro tempo dando "testimoniando" nella loro zona di residenza. a seconda delle leggi delle varie nazioni, e ciò avviene predicando "la Buona Notizia del Regno di Dio" di casa in casa e in tutti i luoghi ove vi siano persone, anche la distrubuzione delle riviste o meglio ausili "La torre di guardia" e "Svegliatevi!" avviene proprio per questo motivo.

    Alcuni Testimoni si offrono volontari per dedicare settanta ore al mese (pionieri regolari) o cinquanta ore (pionieri ausiliari) nella zona di residenza. Chiamato "servizio pionieristico", è di particolare importanza in aree dove il bisogno della predicazione della Parola di Dio è maggiore. Questi pionieri frequentano speciali corsi e seminari per raffinare le loro capacità di insegnamento. I Testimoni di Geova non ricevono stipendio per la loro opera ministeriale. Un pioniere si sforza di essere autosufficiente, spesso lavorando part time o a tempo pieno assolvendo contemporaneamente il proprio ministero. I missionari che si spostano in terre straniere, si prodigano a compiere la predicazione della Buona Notizia anche in aree sperdute di paesi, in cui occorre portare le persone a conoscenza della Parola di Dio. Ciò richiede molto impegno. Addirittura dove vi è un'alta percentuale di analfabetismo, vengono allestite piccole scuole dove insegnare a bambini e ad adulti a leggere e scrivere. I missionari hanno anche il compito, come avvenne anche nel caso dell'apostolo Paolo e Pietro nei tempi antichi, di aprire nuove "congregazioni" in zone dove non ve ne sono (Atti 11:22-30), predisporre la costruzione di "sale del Regno" dove accogliere le congregazioni che si riuniscono per rafforzare la loro fede, e il vincolo di unione e d'amore che caratterizza questi cristiani. Al fin di prepararli a questo, esiste un addestramento semestrale per i Testimoni di Geova che desiderano volontariamente dedicarsi a questa opera, che si chiama Scuola di Galaad (frequentata per lo più da coppie sposate che abbiano dimistichezza con le lingue straniere). Tutti i bisogni fondamentali (compresi cibo, vestiti, riparo e trasporti) di questi missionari all'estero, vengono sostenuti dall'associazione mondiale dei cristiani Testimoni di Geova, che ritornano ai loro paesi d'origine almeno una volta ogni cinque anni. Inoltre, in tempi recenti, è stata fondata una scuola per: (anziani e ministri del culto), la Ministerial Training School. Questo addestramento di tre mesi consiste in un programma simile a quello della Galaad, per quanto concerne i corsi, ma le scuole sono dislocate. Dopo il diploma, gli studenti tornano alle loro congregazioni madre per un periodo di tempo, dopo il quale sono mandati dove c'è bisogno. In tutto il mondo vengono aperti "gruppi multilingue", e i missionari che aderiscono a sostegno di queste "congregazioni" di lingua straniera, ne imparano la lingua e predicano per aiutare persone di ogni razza a conoscere le vie di Geova, anche in un paese che non è il loro (Atti 2:7-11).

     

    Missionari della chiesa dei santi degli ultimi giorni

    I Mormoni sono attivi praticanti moderni del lavoro missionario. Solo tra i 19 e i 26 anni di età, sono incoraggiati a imbarcarsi in una missione biennale di proselitismo a tempo pieno. Questa viene solitamente prestata in una nazione estera o in un'area diversa del paese, rispetto a quella in cui vive il missionario. Anche giovani donne e coppie di pensionati possono servire in questo tipo di missione. I missionari solitamente passano uno o due mesi nel Centro di Addestramento missionario di Provo, nello Utah, o in altri centri sparsi nel mondo, studiando le scritture, imparando nuove lingue, e preparandosi in generale alla cultura nella quale andranno a vivere. La chiesa dei santi degli ultimi giorni ha circa 60.000 missionari in tutto il mondo. [1]

     

    Missionari in religioni non cristiane

     

    Islam

    L'Islam, la seconda più diffusa religione al mondo dopo il Cristianesimo, si è diffuso rapidamente dalla penisola arabica insieme agli esploratori, i mercanti e le carovane oltre che durante le successive conquiste militari della Spagna, dell'Africa del nord e del Medio oriente.

    Nel XX secolo molti governi mussulmani hanno cominciato a fornire fondi ad organizzazioni islamiche per l'apertura di scuole islamiche e moschee anche in paesi non a maggioranza mussulmana, i fondi sono utilizzati anche per promuovere lo sviluppo economico. L'emigrazione dai paesi islamici ha consentito all'Islam di affermarsi in Europa.

     

    Nuove religioni

    Alcune religioni e movimenti religiosi nati in epoche recenti favoriscono la vocazione missionaria in tutti i loro fedeli.

     

    Ebraismo

    In tempi antichi, il patriarca ebraico Abramo e la moglie Sara erano considerati come i principali ruoli modello per "convertire" le masse al monoteismo basato sui versi della Genesi:

    "Dio disse ad Abramo, 'Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò ... Abramo dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistato in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan..." [2] (Genesi 12:1;5).

    "Le persone che lì si erano procurate" viene usato per indicare le persone che Abramo e Sara avevano convertito all'Ebraismo adorato da loro stessi.

    Inoltre c'è l'esempio della conversione della donna moabita Ruth come sta scritto nel Libro di Ruth. Tale conversione è indicata come precedente per le conversioni moderne.

    In epoca moderna, i maestri ebraici hanno ripudiato la proselitizzazione dei gentili allo scopo di convertirli. la ragione di ciò è che i i gentili hanno già una relazione completa con Dio tramite il patto noaico (si veda legge noaica). Non c'è quindi bisogno per essi di diventare ebrei, cosa che richiede loro più lavoro. Inoltre, l'ebraismo sposa un concetto di "qualità" e non di "quantità". È più importante agli occhi degli ebrei di avere convertiti che sono completamente impegnati nell'osservare la legge ebraica, che avere convertiti che violeranno il patto abramiticoal quale sono appena stati iniziati.

    Tuttavia, molti gruppi religiosi ebrei incoraggiano il "raggiungimento" di ebrei ormai fuori dal loro contesto culturale a causa di assimilazione o matrimonio misto. Il movimento incoraggia gli ebrei ad essere più osservanti della Legge religiosa ebraica (halakha). Coloro che diventano religiosi sono chiamati Baal teshuvas. Il vasto gruppo giudaico Hasidic, noto anche come Chabad Lubavitch ha promosso tale "raggiungimento" su scala mondiale. Altri gruppi come il National Jewish Outreach Program fanno altrettanto in Nord America.

    Recentemente, membri del movimento American Reform (Giudaismo riformato), hanno dato inizio ad un programma per convertire l Giudaismo, gli sposi non ebrei nei matrimoni misti e i non ebrei interesati al giudaismo. La loro ragione è che, dato il grande numero di perdite dovute all'Olocausto, i nuovi venuti devono essere cercati e accolti. Questo approccio è stato ripudiato dal Giudaismo ortodosso e gli ebrei conservatore come irrealistico e pericoloso. Sostengono che questi sforzi facciano credere che il giudaismo sia una religione aperta a tutti e facile da osservare, quando l'essere ebrei comporta molte difficoltà e sacrifici.

    Tuttavia, queste pratiche di conversione attiva non appaiono essere più attuali e sebbene ci possa essere stata una pubblica conoscenza di esse, non sembra essere rappresentativa in pieno del giudaismo riformato. Si veda http://rj.org/policies.shtml per la storia e le politiche del giudaismo riformato.

     

    Effetti sociali dei missionari

     

    Critiche

    Benché i missionari abbiano contribuito alla diffusione del cristianesimo a volte contemporaneamente diminuisce la fede cristiana nelle nazioni di origine, fenomeno che si osserva specialmente in Europa.

    Nel passato i missionari cristiani sono stati parte integrante del colonialismo, ad esempio durante la colonizzazione europea delle Americhe, dell'Africa e dell'Asia; a volte il risultato è stata la distruzione di intere antiche culture, religioni e tradizionali dei popoli conquistati. Per questo si sono spesso verificati dei conflitti tra i missionari e i nuovi convertiti, per la proibizione della partecipazione a riti che fanno parte della cultura locale.

     

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