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  • 27/12/2005 Perchè gli Edifici del WTC e le Torri Gemelle sono crollati (Steven E. Jones)

    Ricerca personalizzata

    11 Settembre 2001
    Nello scrivere questo lavoro, chiedo un’indagine seria sull’ipotesi che il WTC 7 e le Torri Gemelle furono abbattuti non tanto per i danni e gli incendi, ma tramite l’uso di esplosivi precedentemente posizionati. Prendo in considerazione i rapporti ufficiali di FEMA, NIST e Commissione 11 Settembre secondo i quali i danni degli incendi più il danno in sé causarono il crollo completo di tutti e tre gli edifici. E porto le prove per la teoria della demolizione con esplosivi, che è suggerita dai dati disponibili, verificabile e confutabile e che ancora non è stata presa in seria considerazione in nessuno degli studi finanziati dal governo USA.
    Iniziamo dal fatto che, alla base di tutte e tre le costruzioni, sotto i detriti, si ritrovarono grandi quantità di metallo fuso. Un videoclip ci fornisce la testimonianza visiva del metallo al suolo. La fotografia (clicca sulla foto per ingrandire) mostra la rimozione di parte del metallo rovente dalle rovine della Torre Nord circa otto settimane dopo l’11 settembre. Nota il colore della parte inferiore del metallo estratto – questo ci dice molto della temperatura del metallo e ci offre importanti indicazioni riguardo la sua composizione, come vedremo.

    Adesso vi invito a considerare il collasso del palazzo di 47 piani, il WTC 7, che non fu colpito da un aereo, come base per una ulteriore discussione. Questo è l’edificio prima e come si presentava l’11 settembre:

     


    WTC 7: Edificio con struttura in acciaio di 47 piani


    Il WTC 7 il pomeriggio dell’11 settembre. Il WTC 7 è il grattacielo alto sullo sfondo a destra. Visto dalla zona del WTC 1.


    Il WTC 7 completamente crollato, sul proprio ingombro.


    Ora che avete visto queste istantanee è importante per la discussione che segue che voi osserviate il video del crollo di questo edificio, quindi andate su:
    http://911research.wtc7.net/talks/wtc/videos.html
    Su quella pagina internet cliccate le tre foto in alto in modo da vedere i video del crollo del WTC 7. Se avete il sonoro è meglio.

    Quindi prendete in considerazione un’inquadratura dello stesso edificio (angolo sud-ovest) mentre comincia la sua fine:
    http://st12.startlogic.com/~xenonpup/Flashes/squibs_along_southwest_corner.htm

    Cosa avete notato?

    Simmetria: l’edificio è collassato venendo giù verticalmente (in modo quasi simmetricamente) – oppure è crollato ruzzolando al suolo?

    Velocità: con che rapidità è caduto l’edificio? (Alcuni studenti ed io calcoliamo meno di 6,6 secondi; misuratelo!)

    Fumo/lancio di detriti: avete osservato lo sbuffo di fumo/detriti che fuoriesce dall’edificio? Per favore guardate per comodità vostra la sequenza ed il rapido susseguirsi degli sbuffi, o “scoppi”, osservati. Tenete conto che il riferimento alle pagine web in questo lavoro è utilizzato principalmente per l’importanza di vedere il video, accrescendo in questo modo la riflessione sulle leggi della meccanica e della fisica in generale. Fotografie ad alta definizione che mostrano i dettagli del crollo del WTC 7 e delle Torri del WTC si possono trovare su libri (Hufschmid, 2002; Paul and Hoffman, 2004), riviste (Hoffman, 2005; Baker, 2005), e su: http://911research.wtc7.net/wtc/evidence/photos/collapses.html.

    Le mie ragioni per proporre l’ipotesi della demolizione con esplosivo in contrapposizione all’ipotesi “ufficiale” di crollo causato da incendi sono queste:

    1. Ci sono diverse osservazioni di metallo fuso nei seminterrati di tutti e tre gli edifici, i WTC 1, 2 (le Torri Gemelle) e 7. Per esempio il Dr. Keith Eaton ha ispezionato Ground Zero e ha dedotto su The Structural Engineer:

     

    “Ci hanno fatto vedere molte diapositive interessanti” ha continuato [Eaton], “spaziando dal metallo fuso che era ancora rovente settimane dopo l’evento alle lastre d’acciaio da 4 pollici tranciate e piegate nel disastro” (Structural Engineer, September 3, 2002, p. 6; enfasi aggiunta).


    L’osservazione sul metallo fuso a Ground Zero fu pubblicamente sottolineata da Leslie Robertson, l’ingegnere strutturale responsabile della progettazione delle Torri del World Trade Center, che disse che “Qualcosa come 21 giorni dopo l’attacco, gli incendi ardevano ancora e scorreva ancora acciaio fuso” (Williams, 2001, p. 3; enfasi aggiunta).

    Sarah Atlas faceva parte della New Jersey’s Task Force One Urban Search and Rescue ed è stata tra i primi sul campo a Ground Zero col suo collaboratore canino Anna. Ha detto a Penn Arts and Sciences nell’estate 2002:

     

    “Nessuno è sopravvissuto. Gli incendi continuavano e acciaio fuso colava nel cumulo di macerie che ancora si trovava sotto i suoi piedi” (Penn, 2002; enfasi aggiunta).


    Allison Geyh faceva parte di un gruppo di ricercatori della salute pubblica della Johns Hopkins che visitò il luogo del WTC dopo l’11 settembre. Nel numero di fine autunno 2001 della rivista della Johns Hopkins Public Health scrisse: “In alcune cavità che si stanno scoprendo ora si sta trovando acciaio fuso”. Ulteriori informazioni in materia sono disponibili su:
    http://globalresearch.ca.myforums.net/viewtopic.php?p=11663.

    Come già detto, un videoclip ci fornisce la testimonianza visiva del metallo al suolo. L’osservatore può notare che la superficie visibile del metallo è ancora rosso-arancio circa 6 settimane dopo l’11 settembre. Ciò implica la presenza di una grande quantità di un metallo con relativamente bassa conduttività termica e grande capacità termica in una localizzazione sotterranea. Come il magma nel cono di un vulcano, questo metallo può rimanere ardente e fuso per molto tempo – una volta che il metallo sia sufficientemente caldo da fondersi in gran quantità e sia mantenuto in una posizione sotterranea.

    Quindi, fu ripetutamente notato e ufficialmente segnalato metallo fuso tra le macerie delle Torri del WTC e del WTC 7, metallo che sembrava acciaio fuso. Tuttavia ci vorrebbero analisi scientifiche, quali per esempio la fluorescenza a raggi X, per appurare l’effettiva composizione del metallo fuso.

    Io sostengo che queste diffuse osservazioni siano coerenti con l’uso della reazione della thermite ad alta temperatura, impiegata per tagliare o demolire l’acciaio. La thermite è una miscela di ossido di ferro e polvere di alluminio. I prodotti finali della reazione della thermite sono ossido di alluminio e ferro fuso. Quindi la reazione alla thermite genera direttamente ferro fuso, e produce abbastanza calore da far fondere e addirittura evaporare l’acciaio con cui viene a contatto durante la reazione. L’impiego dello zolfo insieme alla termite accelera l’effetto distruttivo sull’acciaio, e processi legati alla presenza di zolfo sono stati effettivamente osservati in alcuni dei pochi pezzi recuperati dalle macerie del WTC. (Vedi http://www.911research.wtc7.net/wtc/evidence/metallurgy/index.html.)

    D’altro canto, edifici che cadono (senza esplosivi) hanno una energia diretta insufficiente a produrre la fusione di grandi quantità di metallo. I rapporti del Governo ammettono che gli incendi negli edifici non erano sufficienti a far fondere travi d’acciaio -– e allora da dove è arrivato il metallo fuso? L’esperto in metalli il Dr. Frank Gayle (che lavora col NIST) ha detto:

     

    La vostra reazione a caldo è quella che il carburante aereo ha causato incendi molto intensi, e molta gente si è immaginata che proprio questo abbia prodotto la fusione dell’acciaio. Invece non è andata così, l’acciaio non si è fuso” (Field, 2005; enfasi aggiunta).

    Steven E. Jones
    Department of Physics and Astronomy
    Brigham Young University
    Provo, UT 84604

    Titolo originale: Why Indeed Did the WTC Buildings Collapse?

    Note: Prof. David Ray Griffin has written a complementary paper on this topic, available at:
    http://911review.com/articles/griffin/nyc1.html

    Prof. James H. Fetzer has also written complementary paper on this topic, available at:
    http://www.d.umn.edu/%7Ejfetzer/fetzerexpandedx.doc

    Prof. Steven E. Jones will provide an invited seminar open to the public at Utah Valley State College in Orem, Utah, on February 1, 2006:
    "9/11 Revisited: Scientific and Ethical Questions"
    Steven E. Jones, Professor of Physics, Brigham Young University, 7:00-8:30 p.m., CS 404 (Center for the Study of Ethics, Cosponsored with the School of Science and Health)

    The views in this paper are the sole responsibility of the author (not Brigham Young University).

    Link:http://www.physics.byu.edu/research/energy/htm7.html

    Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di ORIENTE

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