21/09/2006 Menù Europei a Base di Veleni. WWF lancia Allarme (LS, www.helpconsumatori.it)

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  • In vista del voto finale della Commissione ambiente sul REACH, WWF ha presentato un rapporto sulle sostanze chimiche negli alimenti europei. Risultato delle indagini: 119 sostanze tossiche appartenenti a 8 diversi gruppi di composti chimici in 27 campioni di alimenti di largo consumo presi in esame in 7 paesi europei.

  • 29/08/2006 Studio WWF: "Trovato DDT nel Pesce Spada"
    Allarme per il pesce spada nel Mediterraneo. Uno studio del WWF e dell'Università di Siena rivela che nel pescato...

    Rapporto Legambiente Pesticidi nel piatto 2005

    La principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni) è l'alimentazione. A lanciare l'allarme è il WWF in un nuovo dossier "La catena della contaminazione globale: il ruolo dell'alimentazione" realizzato in vista del voto finale della Commissione ambiente sul Reach, il regolamento Ue contro l'inquinamento chimico.

    Il WWF ha rinvenuto, in 27 campioni di alimenti di largo consumo (prodotti caseari, carne, pesce, pane, olio d'oliva, miele, succo d'arancia), 119 sostanze tossiche, appartenenti a 8 diversi gruppi di composti chimici. I 27 campioni di alimenti provenivano da Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia, Spagna, Grecia e Finlandia. La catena di contaminazione, si legge nel comunicato del WWF, è un percorso complesso che i composti chimici compiono intorno al mondo dai produttori ai prodotti di consumo, alla fauna selvatica fino agli esseri umani. Sono presenti nelle case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola.

    "Neanche la dieta più salutare ci mette al riparo saldagli inquinanti chimici tossici oramai - commenta Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia - Per questo noi crediamo che le sostanze chimiche debbano essere sottoposte ad una normativa più efficace. Siamo alla vigilia del voto su REACH, lo strumento dell'Ue per la regolamentazione delle sostanze chimiche, e chiediamo ai parlamentari europei che siano bandite le sostanze più pericolose e applicato il principio di sostituzione, siano fissati requisiti severi per i produttori al fine di garantire trasparenza di informazione su tali sostanze. E' necessario, inoltre, che il consumatore sappia quali sostanze sono presenti nei prodotti di uso quotidiano."

    Nessuno dei prodotti, tutti comprati in supermercati e di marche comuni - precisa il WWF- è risultato esente da tracce di sostanze chimiche, al contrario in tutti sono stati rinvenuti, in varia misura e secondo miscele differenti, i 119 composti tossici appartenenti agli 8 gruppi di sostanze presi in esame. Sono stati rintracciati inquinanti come ftalati nell'olio d'oliva, nei formaggi e nella carne, pesticidi organoclorurati (come il DDT) nel pesce nel burro, nella carne di renna, muschi artificiali e organostannici nel pesce, ritardanti di fiamma ancora nella carne e nel pesce

  • 21/09/2006 Tabella Completa con i Risultati dell'Indagine
    Scarica la tabella dell'indagine WWf...

    Neppure la lasagna è stata risparmiata dall'indagine del WWF, che grazie alla collaborazione dell'Università di Siena ha effettuato test su campioni di prodotto, acquistati nei supermercati di 4 città italiane: sono stati rintracciati più di 40 pesticidi, tra cui il DDT.

    "I livelli di contaminanti rilevati negli alimenti analizzati - avverte l'associazione - non sono ingrado di causare conseguenze dirette o immediate sulla salute, ma deve essere seriamente valutato l'effetto di un'esposizione cronica, anche a basse dosi, di un cocktail di contaminanti attraverso la dieta, soprattutto nel feto in via di sviluppo, nei neonati e nei bambini". Per sensibilizzare i politici di Bruxelles sulle sostanze chimiche pericolose alla vigilia del voto del REACH il WWF ha prodotto anche uno spot shock con 4 parlamentari europei, scaricabile sul sito dell'associazione al link http://detox.panda.org/tvspot/index.cfm

    21/09/2006 Occhio ai Veleni (www.verdi.it)

    Indagine del Wwf su 27 prodotti alimentari, dal pane alle carni: trovate tracce di 119 composti tossici. Spot shock alla vigilia del voto sul regolamento Ue Reach sulle sostanze chimiche
     
    Un nuovo dossier del WWF rivela che la principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni), è l’alimentazione.
     
    Lo dimostrano le analisi condotte da tecnici dell’associazione su 27 campioni  di alimenti, prelevati nei supermercati di Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia, Spagna, Grecia e Finlandia.
     
    I livelli di contaminanti rilevati negli alimenti analizzati, precisa subito il Wwf, non sono in grado di causare conseguenze dirette o immediate sulla salute, ma deve essere seriamente valutato l’effetto di un’esposizione cronica - anche a basse dosi - di un cocktail di contaminanti attraverso la dieta, soprattutto nel feto in via di sviluppo, nei neonati e nei bambini.
     
    I prodotti messi sotto esame dall’associazione vanno dai prodotti caseari (latte, burro e formaggio), a vari tipi di carni (salsicce, petti di pollo , salame, bacon), al pesce (salmone, tonno, aringhe) e ancora pane, olio d’oliva, miele, succo d’ arancia.
     
    Nessuno dei prodotti, sottolinea il Wwf, è risultato esente da tracce di sostanze chimiche, al contrario in tutti sono stati rinvenuti, in varia misura e secondo miscele differenti, i 119 composti tossici appartenenti agli  8 gruppi di sostanze presi in esame.
     
    Sono stati rintracciati, informa un comunicato dell’associazione, inquinanti vecchi e nuovi, come ftalati nell’olio d’ oliva, nei formaggi e nella carne, pesticidi organoclorurati, come il DDT, nel pesce, nel burro, nella carne di renna, muschi artificiali e organostannici nel pesce, ritardanti di fiamma ancora nella carne e nel pesce.
     
    In parallelo, grazie in collaborazione con il professor Focardi dell’Università di Siena, sono stati effettuati test su campioni di lasagna acquistate nei supermercati di 4 città italiane e sono stati rintracciati più di 40 pesticidi, tra cui il DDT.
     
    Dopo 10 anni di lavoro del WWF in questo ambito, si legge in un comunicato, “appare chiaro che le sostanze chimiche di sintesi costituiscono parte integrante dello stile di vita moderno”.
     
    “Neanche la dieta più salutare ci mette al riparo dagli inquinanti chimici tossici oramai - commenta Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia - Le sostanze chimiche debbano essere sottoposte ad una normativa più efficace. Siamo alla vigilia del voto su REACH (il regolamento europeo sulle sostanze chimiche),  e chiediamo ai parlamentari europei che siano bandite le sostanze più pericolose e applicato il principio di sostituzione, siano fissati requisiti severi per i produttori al fine di garantire trasparenza di informazione su tali sostanze. E’ necessario, inoltre, che il consumatore sappia quali sostanze sono presenti nei prodotti di uso quotidiano.”
     
    Le analisi sono state condotte alla vigilia del probabile voto conclusivo sul Reach che dovrebbe tenersi a ottobre. Un iter tribolato, che ha registrato numerosi stop and go causati dal duro scontro tra industria chimica e fautori della linea della massima precauzione sulle sostanze pericolose, sostenuta soprattutto dagli ambientalisti.
     
    Per sensibilizzare i politici di Bruxelles il WWF ha prodotto uno spot shock che sarà trasmesso su Euronews ed è scaricabile sul sito dell’associazione

    21/09/2006 Cibi Tossici nei Piatti Europei (www.lanuovaecologia.it)

    Sequestro di pesce Ftalati nell'olio e Ddt nel pesce e nel burro. Uno stodio del Wwf scopre 119 sostanze nocive negli alimenti venduti in Europa PDF: La tabella / Truffe a Tavola

    Ftalati nell'olio d'oliva, nei formaggi e nella carne, pesticidi organoclorurati, come il Ddt, nel pesce nel burro, nella carne di renna, muschi artificiali e organostannici nel pesce, ritardanti di fiamma ancora nella carne. Sono alcune delle sostanze ritrovate da uno studio del Wwf in alimenti comuni acquistati in supermercati comuni di sette

    Alimentazione italiana paesi europei. Più di cento sostanze tossiche, esattamente 119, appartenenti a 8 diversi gruppi di composti chimici sono state infatti rinvenute nei 27 campioni di alimenti di largo consumo presi in esame in 7 paesi europei dal dossier del Wwf “La catena della contaminazione globale: il ruolo dell'alimentazione”. Lo studio rivela che la principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il Ddt e i Pcb banditi da decenni) è l'alimentazione.

    «Neanche la dieta più salutare ci mette al riparo saldagli inquinanti chimici tossici oramai – commenta Michele Candotti, Segretario generale del Wwf Italia – Per questo noi crediamo che le sostanze chimiche debbano essere sottoposte ad una normativa più efficace. Siamo alla vigilia del voto su Reach, lo strumento dell'Ue per la regolamentazione delle sostanze chimiche, e chiediamo ai parlamentari europei che siano bandite le sostanze più pericolose e applicato il principio di sostituzione, siano fissati requisiti severi per i produttori al fine di garantire trasparenza di informazione su tali sostanze. È necessario, inoltre, che il consumatore sappia quali sostanze sono presenti nei prodotti di uso quotidiano».

    I 27 campioni di alimenti, provenienti da Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia, Spagna, Grecia e Finlandia, appartengono a categorie molto diverse l'una dall'altra e di largo consumo come prodotti caseari (latte, burro e formaggio), carne (salsicce, petti di pollo , salame, bacon), pesce (salmone, tonno, aringhe) e ancora pane, olio d'oliva, miele, succo d'arancia. Nessuno dei prodotti - tutti comprati in supermercati e di marche comuni - è risultato esente da tracce di sostanze chimiche, al contrario in tutti sono stati rinvenuti, in varia misura e secondo miscele differenti, i 119 composti tossici appartenenti agli 8 gruppi di sostanze presi in esame. Sono stati rintracciati inquinanti vecchi e nuovi, come ftalati nell'olio d'oliva, nei formaggi e nella carne, pesticidi organoclorurati, come il Ddt, nel pesce nel burro, nella carne di renna, muschi artificiali e organostannici nel pesce, ritardanti di fiamma ancora nella carne e nel pesce. In parallelo con la collaborazione del Prof. Focardi dell'Università di Siena sono state effettuati test su campioni di lasagna, acquistate nei supermercati di 4 città italiane e sono stati rintracciati più di 40 pesticidi, tra cui il Ddt.

    I livelli di contaminanti rilevati negli alimenti analizzati non sono in grado di causare conseguenze dirette o immediate sulla salute (i consumatori non devono allarmarsi o evitare questi cibi), ma deve essere seriamente valutato l'effetto di un'esposizione cronica - anche a basse dosi - di un cocktail di contaminanti attraverso la dieta, soprattutto nel feto in via di sviluppo, nei neonati e nei bambini.


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