13/11/2006 Liberi da Ogm (Matteo Auriemma, www.verdi.it)

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  • Il governo favorevole a difendere le colture bio dal biotech. "Ma la Ue rema contro, bisogna correre ai ripari", chiedono i Verdi

    No agli Ogm negli alimenti bio. Questa è la richiesta presentata dalle associazioni che compongono la coalizione “Liberi da Ogm” al ministro delle Politiche agricole e forestali Paolo De Castro, che ha risposto positivamente all'appello nel corso dell’incontro che si è svolto l’8 novembre a Roma.

    “L’adesione del ministro De Castro al Manifesto della coalizione Liberi da Ogm è il segno di una posizione forte ed unitaria del Governo a difesa della qualità dell’agricoltura e della produzione alimentare del Paese. Ora è necessario far valere con decisione la scelta italiana a Bruxelles, sostenendo con un provvedimento nazionale le chiare opzioni già espresse dalle Regioni.” Così Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, commenta la posizione assunta da De Castro nel corso della riunione.

    La proposta di regolamentazione presentata dalla Commissione europea – che entrerà in vigore nel 2009 – prevede il divieto di impiego di organismi geneticamente modificati negli alimenti bio, ma di fatto ammette una presenza di Ogm dello 0,9% nei cibi di produzione biologica, valore pari alla soglia di contaminazione accidentale prevista per gli alimenti convenzionali.

    Prevedere una soglia di tolleranza per gli Ogm nei prodotti biologici – aggiunge De Petris - comprometterebbe irrimediabilmente la fiducia conquistata presso i consumatori, sulla quale si è costruito il successo del settore, e gli agricoltori sarebbero costretti a fronteggiare costi insostenibili per tentare di contenere la contaminazione”.

    Parere negativo alla proposta Ue viene espresso anche da Legambiente. Francesco Ferrante, direttore generale dell’associazione ambientalista, che infatti ritiene “assolutamente necessario che l’Italia assuma un ruolo di primo piano per spronare la Commissione europea ad introdurre, sia per tutte le sementi che per le produzioni biologiche, una soglia di contaminazione accidentale pari al livello di rilevabilità dello 0,1%”.

    Altrimenti, come stima la Coldiretti sulla base dell’indagine su “Opinioni degli italiani sull’alimentazione”, se l’agricoltura biologica fosse contaminata da organismi geneticamente modificati, si verificherebbe un crollo del 60% nei consumi per una crisi di fiducia nei confronti degli alimenti scelti e pagati di più proprio perché garantiscono sicurezza e naturalità nel metodo di produzione.

    “Si tratterebbe - sottolinea la Coldiretti - di un duro colpo per un settore con un fatturato complessivo stimato pari a 1,5 miliardi di euro che dopo alcuni anni di stagnazione ha ripreso a crescere mettendo a segno nel secondo quadrimestre del 2006 un aumento record del 6,4 per cento negli acquisti familiari di prodotti confezionati, secondo i dati Ismea AcNielsen”.

    Tolleranza zero nei confronti degli alimenti geneticamente modificati viene chiesta anche dalla Cia – Confederazione italiana agricoltori. Alberto Giombetti, coordinatore della Giunta nazionale della confederazione, ha ribadito “la sua netta contrarietà alla proposta della Commissione Ue che consente nella produzione biologica una contaminazione accidentale da Ogm fino ad una soglia dello 0,9 per cento. Una proposta che non va nella giusta direzione e dimostra ancora una volta confusione e poca coerenza tra le istituzioni comunitarie”.

    Necessario, dunque, che la Commissione ascolti “la sensibilità largamente prevalente nei cittadini – sottolinea la De Petris – e impedisca che le scelte determinanti per l’alimentazione siano condizionate dagli interessi di alcuni grandi gruppi multinazionali”.

    Nel frattempo, il ministro De Castro e il sottosegretario alle politiche agricole Tampieri hanno proposto una strategia politica non elusiva, grazie alla quale l'intero territorio nazionale dovrebbe essere dichiarato libero da Ogm.

    Non una moratoria, quindi, ma una legge nazionale, simile a quella dell'Austria, che superi le possibili fratture e le differenze regionali. Perché come anche hanno dimostrato le ultime ricerche in fatto di coesistenza presentate il 7 novembre in Toscana dall’Arsial e dall’Inran francese, la presenza di Ogm comporta inevitabilmente la contaminazione delle colture convenzionali e biologiche e un aggravio dei costi per tutti gli operatori della filiera.


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