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  • 04/03/2011 Olio deodorato, la parola all’esperto: E. Corradetti (Arpam) (Silvia Biasotto, http://www.helpconsumatori.it)

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    Si parla sempre di più di "olio deodorato" gridando allo scandalo. A parte gli esperti di settore, pochi sanno di cosa si tratti. HC ha intervistato il responsabile del Servizio chimico dell'Arpam, Ernesto Corradetti, per fare chiarezza e informare i consumatori sui temi legati alla qualità dell'olio.

    L'"olio deodorato" sta diventando sempre di più l'incubo di giornalisti ed esperti di settore. La scoperta di 450mila chili di olio extravergine di oliva con documenti di trasporto falsificati e sospettati di essere stati deodorati ha fatto scattare un acceso dibattito nei confronti del Regolament"target="_blank">che entrerà in vigore il prossimo 1° aprile. La norma europea stabilisce un limite per la concentrazione degli alchil esteri superato il quale un olio non potrà essere denominato come extravergine. La soglia è di 75 mg/kg di alchil esteri + metil alchil esteri a oppure un contenuto di alchil esteri + metil alchil esteri inferiore o uguale a 150 e superiore a 75 con un rapporto tra esteri etilici/esteri metilici inferiore o uguale a 1,5.

    Sul tema Help Consumatori ha voluto dare la a un tecnico o meglio al responsabile del Servizio chimico dell' Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente marchigiano (Arpam), Ernesto Corradetti, che lo scorso dicembre aveva presentato, nel corso di un convegno organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino Marche, i risultati di un'indagine condotta per la rilevazione degli alchil esteri su 68 campioni di olio extravergine.

    Ricordiamo i risultati dell'indagine: "Abbiamo effettuato le analisi su 33 campioni di oli provenienti dai frantoi e 35 di oli comprati presso esercizi commerciali con la dicitura "miscela di oli comunitari" - ha spiegato Corradetti - I primi presentavano una concentrazioni media di alchil esteri pari a 8 mg per chilo, mentre gli oli reperiti nei supermercati pari a 130 mg per chilo".

    Stando alla normativa europea che sta per entrare in vigore, quanti campioni sarebbero fuori legge?

    "Un terzo dei 35 oli prelevati dagli esercizi commerciali presentavano concentrazioni di alchil esteri pari o superiori a 150 mg per chilo, la soglia fissata dal regolamento. In tre casi i valori superavano addirittura i 500 mg. Proprio riguardo la soglia è bene precisare che il valore di 150 mg/kg vale solo se vi è un certo rapporto tra gli esteri etilici e quelli metilici (inferiore o uguale a 1,5, ndr)".

    A proposito di precisazioni, cosa sono gli alchil esteri?

    "Parlare di alchil esteri significa parlare di esteri metilici ed etilici di acidi grassi che nell'olio possono essere presenti a causa delle olive conservate male tra il momento della raccolta dall'albero al momento della oleificazione in frantoio. Di regola le olive devono essere conservate fino a un massimo di due settimane in cassette con pareti e fondo fessurati per permettere l'aerazione del prodotto. Conservare male le olive significa invece stoccarle in grossi cumuli alti come colline o in cassoni di autocarri per periodi molto lunghi. In questi casi si innesca un processo di fermentazione e degradazione della materia che porta alla produzione di alcol metilico ed etilico, prodotti gassosi e acqua. Spesso i bravi produttori di olio testano le olive conservate toccando il prodotto al centro della massa per verificare il livello di temperatura, che, se troppo alto, potrebbe indicare un processo di degradazione. In questi casi gli alcoli metilico ed etilico reagiscono chimicamente con gli acidi grassi per formare gli alchil esteri. Essendo questi sostanze liposolubili, durante il processo di oleificazione seguono l'olio e non l'acqua.
    La conclusione è che gli alchil esteri nell'olio rappresentano un indicatore di qualità del prodotto, nel senso che più ce ne sono più l'olio risulta scadente, ovvero le olive da cui deriva l'olio non sono state conservate bene.".

    E cosa significa "deodorare" un olio?

    "L'olio deodorato è un olio trattato perché non commestibile e quindi non commercializzabile sia per l'alta presenza di alchil esteri, che per l'eccessiva acidità, forte odore e sapori indesiderati. Si tratta di un processo chimico -fisico non consentito nella filiera di produzione dell'olio extravergine.


    La presenza di un certo valore di achil esteri, pensiamo al limite dei 150mg per chilo, è un indicatore certo di un processo di "dedorazione" dell'olio?

    "La presenza di alchil esteri nell'olio è un indicatore di una non corretta conservazione delle olive da cui l'olio stesso deriva. Noi non sappiamo se un prodotto abbia subito un processo vietato di deodorazione, ma sicuramente una elevata presenza di alchil esteri indica l'impiego di una materia prima (olive) di scarsa qualità, conservata male".

    Secondo lei la soglia fissata dal Regolament"target="_blank">è troppo alta?

    "Il limite dei 150 mg per chilo è troppo alto e non garantisce pienamente la qualità delle olive da cui è stato ottenuto l'olio. Avrei piuttosto accettato un limite intorno ai 30 mg per chilo al fine di offrire al consumatore un prodotto di qualità e preservare sicuramente il prodotto stesso da processi irregolari come la miscelazione con oli deodorati. D'altra parte pensiamo ai risultati della nostra indagine che vede gli oli di frantoio con una media 8 mg/kg e quelli industriali con una media di 130 mg/kg. Il limite fissato dal Regolamento non è però un limite inutile in quanto adesso esiste un parametro di valutazione. Inoltre, anche se non è obbligatorio, l' indicazione facoltativa del contenuto di alchil esteri sull'etichetta sarà sicuramente uno strumento utile per una scelta consapevole del consumatore.

    A cura di Silvia Biasotto
    La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori

    02/02/2011 SICUREZZA ALIMENTARE. UE vara Regolamento sull'olio "extravergine" d'oliva: stop alle truffe (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Da Bruxelles arriva un fermo divieto a chi fin'ora ha messo in commercio oli d'oliva extravergine "taroccati", cioè oli venduti con l'etichetta "extravergine", ma mescolati con oli "deodorati" ottenuti da olive di scarsa qualità importate da altri paesi mediterranei come Tunisia, Algeria, Spagna e Marocco. L'Unione Europea ha varato un nuovo Regolamento, il 61/2011, relativo alle caratteristiche degli oli di oliva e degli oli di sansa d'oliva, ed ai relativi metodi di analisi. Sarà possibile scoprire la presenza di questi oli deodorati negli oli extravergine d'oliva grazie al nuovo parametro dei metil esteri degli acidi grassi (MEAG) ed etil esteri degli acidi grassi (EEAG) introdotto nella valutazione.

    Secondo Federconsumatori il nuovo regolamento introdotto dall'Unione Europea è positivo perché aumenta la tutela dei consumatori, ampliandone l'informazione e promuovendo i prodotti di qualità. "E' indispensabile proseguire su questa strada. La sicurezza alimentare è un campo delicatissimo, che merita la massima attenzione da parte delle istituzioni nazionali e comunitarie - dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori - Per questo riteniamo necessaria un'intensificazione dei controlli e delle verifiche in questo settore, oltre all'accelerazione dei decreti attuativi relativamente all'applicazione delle nuove norme che prevedono l'obbligatorietà dell'indicazione di origine in etichetta per tutti i prodotti alimentari nel nostro Paese".

    Il regolamento è stato accolto positivamente anche dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC) che spiega: "L'elevata presenza degli alchil esteri nell'olio può essere l'allarme di una frode: ovvero dell'impiego di olive che hanno iniziato un processo di degradazione. Il dubbio in particolare è che siano olive che provengano dalle grandi produzioni industriali spagnole, che giacciono in cumuli grandi come campi di calcio. L'aggiustamento dell'olio avviene tramite una pratica vietata, appunto, la deodorazione".

    Il Movimento Difesa del Cittadino aveva già presentato l'importanza della metodologia di indagine EMEAG. Nell'ambito del progetto "Le Marche a Tavola" il Movimento Difesa del Cittadino Marche aveva, infatti, organizzato lo scorso novembre ad Offida un convegno sul tema della qualità delle olive e dell'olio, in occasione del quale l'Arpam di Ascoli Piceno aveva diffuso i dati di una rilevazione effettuata su campioni di extravergine tramite l'esame EMEAG: la gran parte degli oli extra vergini prelevati nei frantoi marchigiani contiene meno di 1 mg/KG di alchil esteri e solo il 20% contiene mediamente 10 mg/kg di alchil esteri. Mentre circa il 70 % degli oli extra vergini venduti presso esercizi commerciali ne contiene mediamente 130 mg/kg, arrivando in alcuni casi a 1000 mg/kg.

    "Se si raffronta il limite introdotto dal nuovo Regolamento UE di 75 mg/Kg con il dato di - 1mg/kg (fino a 10 mg/kg nel 20% dei campioni) rinvenuto dopo accurate indagini dall'ARPAM di Ascoli Piceno negli oli dei frantoi marchigiani, si comprende l'eccellenza della qualità delle produzioni italiane, quando però sono davvero tali! Altrettanta fiducia il consumatore ad oggi non può riporre negli oli extravergini che trova etichettati nella distribuzione commerciale. Gli alchil esteri indicano la cattiva o troppo prolungata conservazione delle olive dopo la raccolta a prima della molitura - dichiara Micaela Girardi, segretario nazionale MDC e presidente MDC Marche - e soltanto la capillare rete di frantoi italiani, che la Spagna non possiede, è in grado di offrire la molitura di olive irreprensibili. Finalmente è giunto questo nuovo regolamento che permetterà una valutazione più puntuale e severa sulla qualità degli oli d'oliva e una migliore tutela del consumatore e della sua salute".

    24/02/2011 ALIMENTAZIONE. Scandalo olio deodorato spacciato per extravergine. Polemica su Regolamento UE (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Sono notizie poco confortanti quelle che giungono oggi in merito alla qualità e alla sicurezza di uno dei prodotti principali della dieta Mediterranea: l'olio extravergine d'oliva. Proprio a pochi giorni dal varo del Regolamento europeo sull'olio, che ha stabilito un limite per la concentrazione degli alchil esteri, oltre il quale un olio non può essere etichettato come extravergine, il Nucleo agroalimentare Forestale di Roma del Corpo forestale dello Stato ha scoperto una maxi frode ai danni dei consumatori: presso diversi stabilimenti di confezionamento a Firenze, Reggio Emilia, Genova e Pavia, sono stati riscontrati documenti di trasporto falsificati utilizzati per regolarizzare una partita di 450 mila chilogrammi di olio extravergine di oliva destinata ad essere commercializzata, per un valore di circa 4 milioni di euro.

    Secondo gli investigatori i documenti sarebbero stati contraffatti per ingannare sulla vera natura del prodotto che, secondo la Procura di Firenze, conterrebbe olio di oliva deodorato, di bassa qualità e dal valore commerciale 3 volte inferiore a quello etichettato come extravergine. La deodorazione, infatti, è un'operazione di rettifica dell'olio di oliva che consente di trasformare oli di oliva non commestibili di scarsa qualità in oli di oliva senza difetti, ma che una volta subito questo trattamento non possano più essere commercializzati come oli di oliva extravergine.

    Secondo la Coldiretti lo scandalo della possibile contraffazione di 450mila chili di olio di oliva "spacciati" come extravergine di qualità potrebbe aiutare a spiegare i prezzi stracciati a cui viene venduto spesso l'extravergine di oliva sugli scaffali dei supermercati. "Prezzi che non basterebbero neanche a coprire le spese di raccolta delle olive in molte regioni". Un pericolo per i consumatori ai quali la Coldiretti consiglia di scegliere i prodotti che presentano il miglior rapporto prezzo/qualità, ma non inferiore ai 6 euro al litro e che riportano sull'etichetta l'origine nazionale delle olive senza affidarsi esclusivamente ai grandi marchi che spesso sono in realtà di proprietà straniera.

    Coldiretti ricorda che purtroppo il Regolamento europeo "entrerà in vigore dal prossimo 1° aprile e gli olii imbottigliati entro questa data avranno una scadenza di 18 mesi. La norma - conclude la Coldiretti - pone fine alla concorrenza sleale nei confronti della produzione nazionale che provoca ricorrenti difficoltà di mercato mettendo a rischio l'uliveto italiano che può contare su 250 milioni di piante e sulla punta di diamante rappresentata da 40 oli extravergine d'oliva Dop/Igp".

    Rispetto al Regolamento europeo sull'olio non è dello stesso parere l'Adoc, secondo cui tale Regolamento "autorizzerà, invece, la commercializzazione di olio d'oliva deodorato, grazie all'innalzamento dei limiti massimi di alchil esteri, composti chimici che si formano nelle miscele di bassa qualità". Per l'Adoc l'Europa non ha perso l'opportunità di andare contro i consumatori e la qualità dei prodotti alimentari. "E' una truffa legalizzata messa in atto dall'Unione Europea - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - la decisione di aumentare la concentrazione massima di alchil esteri permetterà la commercializzazione di oli inferiori e di scarsa qualità, spacciati come extravergine. Una truffa verso i consumatori e verso i produttori più attenti alla qualità dei propri prodotti, che a lungo termine potrebbe arrecare seri danni all'intera produzione". L'Adoc chiede al Governo italiano di adottare tutte le misure necessarie affinché il Regolamento comunitario non venga applicato ma modificato.

    "L'ultimo caso dei maiali e delle uova tedesche alla diossina, la recente condanna all'Italia sul cioccolato, che segue il divieto sulla frittura di paranza, il lasciapassare al vino senza uva, al formaggio senza latte, al gelato che non si scioglie e all'aranciata senza arance, la decisione della UE dello scorso marzo di eliminare i profili nutrizionali relativi ai grassi, agli zuccheri e al sale degli alimenti, sono tutti interventi che dimostrano come l'Unione Europea sia capace solo di far prevalere la logica delle grandi multinazionali a discapito dei diritti dei consumatori. Ci auguriamo, ad ogni modo - conclude Pileri - che venga rispettata la normativa sull'etichettatura dell'olio extravergine, l'unica forma di prevenzione e tutela che possiedono i consumatori".

    Anche Slow Food è di questo parere e spiega: "Il nuovo Regolamento comunitario autorizza la vendita di olio con dicitura extra-vergine con un quantitativo massimo di alchil esteri pari a 150 mg/kg, composti chimici che si formano nei prodotti di scarsa qualità. Questa norma rischia di spalancare le porte dei mercati europei a miscele di olii di dubbia qualità, poiché un olio ottenuto da olive sane spremute subito dopo la raccolta contiene al massimo 10 -15 mg/kg di alchil esteri, che possono arrivare in via eccezionale a 30. Il limite di 150 mg/kg, fissato dal regolamento europeo, non è rappresentativo di un olio extra-vergine ottenuto da olive sane e non scoraggia i produttori dal miscelare olio extra-vergine con un prodotto di qualità inferiore come il deodorato con elevati valori di alchil esteri".

    Il Presidente di Slow Food, Carlo Petrini, dichiara: "Gli oli che hanno bisogno di essere deodorati sono quelli di bassa qualità. È inaccettabile che un procedimento chimico finora vietato in oli extra-vergine venga sostanzialmente permesso per consentire a chi non produce qualità di arrivare sul mercato con un prodotto adulterato che il consumatore non sarà in grado di riconoscere dall'etichetta. E' una legge che va esattamente in direzione contraria a quella che sembrerebbe volere imboccare la nuova Pac del Commissario Ue all'agricoltura Dacian Cioloş. Non si protegge la qualità danneggiando in modo così grave una categoria, i produttori onesti di olio extra-vergine di oliva, che in questo momento è già in grave difficoltà. La presenza di oli deodorati - conclude Petrini - deve almeno essere indicata in etichetta a protezione del diritto del consumatore all'informazione e alla salute".

    01/10/2010 ALIMENTAZIONE. MDC Marche lancia progetto su sicurezza e qualità alimentare (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Corretto uso dei prodotti chimici nell'apicoltura, realtà produttiva locale di olive e olio, mercato dei tartufi: sono alcuni dei temi qualificanti che verranno toccati dal progetto "Le Marche a tavola, sicurezza e qualità alimentare dal campo al consumatore", promosso dal Movimento Difesa del Cittadino - Marche e co-finanziato dalla Regione, con attività che vanno da seminari nelle scuole a campagne di informazione e sensibilizzazione. Tre i convegni in programma con relatori professionisti del settore, in un'iniziativa che approfondirà i temi legati alla qualità del cibo, alla filiera, alla certificazione dei prodotti e ai controlli.

    "MDC Marche - informa una nota stampa - vuole aiutare il consumatore a conoscere meglio le etichette alimentari, a essere informato sulla tracciabilità dei prodotti, a distinguere le varie tipologie di produzioni agroalimentari, da quelle industriali alle eccellenze qualitative, per fare scelte di consumo consapevole".

    Il progetto, presentato oggi, è composto da diverse attività: prevede infatti seminari nelle scuole secondarie di primo grado su tutto il territorio regionale, tenuti dal Corpo Forestale dello Stato e dall'ARPAM (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche), sulle investigazioni e sulle analisi in tema di sicurezza alimentare; campagne informative tramite opuscoli, stampa, sito internet; una rubrica radiofonica settimanale su emittente regionale in materia di sicurezza alimentare; un bando per premiare le "buone pratiche dell'agroalimentare".

    Tre i convegni previsti. Il primo è "I prodotti dell'alveare", in programma ad Ascoli a Palazzo dei Capitani il 9 ottobre, e verte su l'impegno comune di produttori e istituzioni verso il giusto equilibrio nell'utilizzo di prodotti chimici per garantire la sopravvivenza delle api e dell'apicoltura. Il secondo convegno, "Olio ed olive", si svolgerà a Offida, presso l'Enoteca Regionale, il 6 novembre. L'obiettivo è quello di far conoscere la realtà produttiva locale di olive e olio e la complessa disciplina che lo regolamenta, in modo da consentire al consumatore di capire le differenze tra i vari tipi di olio in commercio. Terzo e ultimo convegno a Comunanza l'11 dicembre dove si parlerà di "La filiera del tartufo. Legislazione e controlli". In particolare si illustreranno i rischi di adulterazioni e sofisticazioni nella produzione e commercializzazione di salse e condimenti a base di tartufo. Tutte le attività del progetto sono realizzate in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e con l'ARPAM.

    http://www.helpconsumatori.it

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