15/11/2006 Specie a rischio (www.verdi.it)

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  • Gli stravolgimenti impediscono a molte specie di mettere in atto immediate strategie evolutive e di sopravvivenza. Se l’aumento della temperatura globale supererà di 2 gradi centigradi i valori preindustriali, si legge nel documento, il tasso di estinzione in Europa potrebbe essere del 38%, mentre nell’Australia nord-orientale potrebbe toccare la quota del 72%.

    “Gli uccelli sono sempre stati indicatori fondamentali dei cambiamenti ambientali, quasi una sorta di termometro dello stato di salute del pianeta – avverte Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - . Questo rapporto conferma che essi costituiscono un vero e proprio campanello d’allarme rispetto ai cambiamenti climatici, che stanno influenzando il loro comportamento”.

    Il fenomeno è tanto più preoccupante, sottolinea il rapporto, se si pensa che gli uccelli hanno sempre avuto una grande capacità di adattarsi ai diversi ambienti ed alla naturale variabilità presente nei sistemi naturali.

    “E’ facile osservare – sottolinea Bologna – come numerose specie non compiono più i loro spostamenti migratori e che le modificazioni climatiche, avendo importanti ripercussioni sulla dinamica naturale degli ecosistemi, renda gli uccelli completamente disorientati”.

    Il fenomeno non risparmia nessuna zona del mondo. In Africa, ad esempio, sono a rischio l’Upupa e l’Aquila rapace, mentre nel nord Europa l’Uria comune non trova più i pesci necessari al proprio nutrimento a causa del riscaldamento dei mari.

    In Canada il Pulcinella dai ciuffi sta perdendo la sua capacità riproduttiva, mentre il Pinguino delle Galapagos non trova cibo a sufficienza a causa dell’enfatizzarsi dei fenomeni climatici come il Niño. Inoltre, il progressivo restringimento degli habitat naturali sta seriamente minacciando alcuni esemplari come le Gru siberiane, il Pinguino imperatore dell’Antartico e la Pernice bianca delle Alpi.

    “E’ necessario – evidenzia il rapporto del Wwf – produrre una rapida e significativa riduzione delle emissioni di gas serra se si vuole scongiurare uno scenario di questo tipo: per questo, il summit sul clima in corso a Nairobi deve urgentemente avviare la nuova trattativa per la seconda fase di Kyoto prevista per il dopo 2012, con percentuali di riduzione delle emissioni molto più significative delle attuali”.


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