23/11/2006 Scelta sbagliata per il Mose (www.verdi.it)

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  • Il comitatone per la salvaguardia di Venezia dà l'ok al Mose. Pecoraro: "E' peggio del Ponte, nessuna garanzia contro l'acqua alta". Cacciari: "Spreco da 4 miliardi, documentazione impressionante"


    “La decisione assunta da governo nazionale e regionale è di una gravità senza precedenti: è infatti la prima volta nella storia che una scelta così determinante in materia di salvaguardia viene presa contro il parere della città, autorevolmente espresso dal sindaco Cacciari".

    Con queste parole il capogruppo dei Verdi in consiglio comunale di Venezia, Beppe Caccia, ha aspramente criticato la decisione del Comitatone riunitosi ieri sera a Palazzo Chigi per dare il via libera, tra le vibranti proteste del sindaco Cacciari, al Mose, il sistema di dighe mobili che dovrebbero proteggere Venezia dall’acqua alta, opera ad alto impatto ambientale secondo la città, che la ritiene pure inaffidabile, e secondo gli ambientalisti che annunciano battaglie legali.

    Oltre all'impegno finanziario per la salvaguardia di Venezia, la delibera del Comitatone prevede l' istituzione da parte del ministero della Ricerca Scientifica di un comitato per monitorare i lavori del Mose.

    La decisione è stata presa a maggioranza, sulla scorta del parere favorevole dato il 10 novembre dal Consiglio dei ministri, all’interno del quale si è registrata però l’opposizione e il voto contrario del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dei ministri Mussi e Ferrero.

    "Si possono anche prendere decisioni sbagliate a maggioranza - ha detto Pecoraro -: il ponte sullo Stretto fu scelto e poi ci si è resi conto che si tratta di un errore. Credo che il Mose, per certi versi, sia peggio del ponte".

    "Si sa perfettamente – prosegue il ministro - che il Mose non dà garanzie contro l'acqua alta, è una struttura sul fondo del mare con problemi di manutenzione enormi, e le cosiddette validazioni scientifiche non hanno mai avuto validazione di carattere internazionale". Anzi, ha aggiunto, "spesso le stesse persone che ne parlano a favore sono quelle che magari pensano anche di lavorare al progetto. Non c'è da essere orgogliosi quando una scelta passa spaccando il governo e spaccando il comitato di valutazione, con la contrarietà del Comune che dovrebbe essere beneficiato".

    "Se si è arrivati a questo esito del voto - ha rimarcato ancora Caccia -, è per l'enorme potere di condizionamento esercitato dalla lobby affaristica che prende il nome di Consorzio Venezia Nuova, un monopolista che ha speso e spende ingentissime risorse pubbliche”.

    "Secondo me erroneamente - ha detto invece il sindaco Massimo Cacciari in una conferenza stampa - la decisione di proseguire è stata presa in base al fatto che le opere erano avviate, in quanto tra il 2000 e il 2005 vi erano stati atti, quali decisioni del comitato interministeriale e inizio dei lavori alle Bocche di Porto, che il Governo ha giudicato irreversibili".

    "Un grave errore - ha ribadito il primo cittadino - naturalmente spero di sbagliarmi perché in queste cose una persona onesta e in buona fede spera di essere in errore". "Certamente nessuno si augura che lo Stato italiano possa sprecare quattro miliardi di euro - ha detto ancora Cacciari - tuttavia noi temiamo che ciò avvenga e abbiamo esposto le nostre preoccupazioni fondatamente".

    Il sindaco ha sottolineato come la documentazione fornita dal comune fosse un "po' impressionante". Tra gli aspetti critici strutturali del progetto su 13 diversi punti, Cacciari sottolinea in particolare la "criticità dei connettori meccanici" (punto due) e la manutenzione dell' opera (punto cinque).

    La documentazione, ha detto il sindaco, "non è solo quella fornita agli inizi di agosto, le duemila pagine di rilievi e problemi, ma anche quella fornita ieri in cui accanto alla memoria sulle problematicità e criticità del Mose, abbiamo allegato una serie di pareri di eminenti personalità scientifico accademiche che avallano e certificano la fondatezza delle nostre osservazioni".


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