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  • 20/01/2009 Punta Perotti, condanna per l'Italia, pagherà lo Stato . Strasburgo condanna Italia per abbattimento Punta Perotti. Legambiente: "Fu legittimo"

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    20/01/2009 AMBIENTE. Strasburgo condanna Italia per abbattimento Punta Perotti. Legambiente: "Fu legittimo" (www.helpconsumatori.it)

    La Corte di Strasburgo condanna l'Italia per l'abbattimento dell'ecomostro di Punta Perotti a Bari. Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, la confisca dei terreni è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell'uomo. L'immobile, realizzato sul litorale di Bari, è stato abbattuto nell'aprile 2006.

    A fronte della sentenza, Legambiente rivendica la legittimità dell'abbattimento di una struttura diventata simbolo della deturpazione del territorio. "L'abbattimento dell'ecomostro di Punta Perotti - afferma infatti il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri - rimane una grande vittoria dell'ambiente contro la piaga dell'abusivismo e lo scempio del territorio, il lieto fine di una lunga battaglia condotta senza tregua dal mondo ambientalista a partire da Legambiente. La sentenza della Corte di Strasburgo si occupa solo della decisione di confiscare i terreni ai proprietari ma non inficia minimamente la legittimità dell'abbattimento previsto da una legge dello Stato e che sarebbe stato fatto comunque a prescindere dal proprietario del terreno. Quel complesso era una vergogna, era abusivo e andava abbattuto".

    www.helpconsumatori.it

    20/01/2009 Punta Perotti, condanna per l'Italia (http://www.lanuovaecologia.it)

    L'abbattimento di Punta Perotti
    Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, la confisca dei terreni di Punta Perotti è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata. I giudici si sono riservati di quantificare il danno materiale e ha invitato il governo italiano a cercare un accordo con le società
     


    LA SENTENZA. La confisca dei terreni di Punta Perotti, secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell'uomo. Alle società Sud Fondi, Iema e Mabar, che si sono rivolte alla Corte di Strasburgo nel 2001, i giudici hanno riconosciuto un indennizzo pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali.

    PENA NON PREVISTA. Secondo i giudici di Strasburgo lo Stato italiano ha violato l'articolo 7 della Convenzione dei diritti dell'uomo che sancisce che non può essere inflitta una pena se quest'ultima non è prevista dalla legge. La Corte di Strasburgo conferma quanto a suo tempo venne rilevato dalla Corte di Cassazione italiana quando assolse i costruttori di Punta Perotta "per aver commesso un errore inevitabile e scusabile nell'interpretare le disposizioni di legge regionali, essendo queste oscure e mal formulate".
     
    LEGGI OSCURE. Nella sentenza dei giudici europei si legge che al tempo in cui si svolsero i fatti "le leggi in materia di confisca in Italia non erano chiare e quindi non permettevano di prevedere l'eventuale sanzione".
    I giudici di Strasburgo hanno anche condannato l'Italia per la violazione del diritto alla proprietà privata, perché la confisca illegale ha costituito un'ingerenza nel legittimo diritto dei ricorrenti di beneficiare delle loro proprietà.
     
    L’INDENNIZZO. Ai giudici, che hanno riconosciuto un indennizzo pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali, le società in realtà avevano chiesto un indennizzo totale assai più elevato. Sud Fondi aveva chiesto in tutto 274milioni di euro, Mabar 62 milioni e Iema quasi 14 milioni. Nella sentenza la Corte di Strasburgo si è riservata di quantificare il danno materiale da risarcire e ha invitato il governo italiano a cercare un accordo con le società e a comunicare l'intesa trovata entro sei mesi.

    http://www.lanuovaecologia.it/

    20/01/2009 Per Punta Perotti pagherà lo Stato (http://www.lanuovaecologia.it)

    Il sindaco di Bari Michele Emiliano commenta la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e ribadisce che il comune non dovrà pagare nulla. Poi si dichiara «pronto a collaborare per trovare una soluzione risarcitoria negoziale»

    "Il verdetto della Corte europea dei diritti dell'uomo conferma ciò che avevo sempre detto e cioè che il Comune di Bari non spenderà nulla ma che è lo Stato condannato a risarcire per l'esproprio". Lo ha detto all'Ansa il sindaco di Bari, Michele Emiliano, commentando la notizia sulla sentenza della Cedu. Emiliano ha detto di condividere in pieno il verdetto, e si è detto quindi "pronto a collaborare con il governo e con le società ricorrenti per trovare una soluzione risarcitoria negoziale. Il Comune è a disposizione per definire accordi di programma con cui mettere a disposizione ai soggetti da risarcire volumi edilizi analoghi a quelli confiscati per compensare".

     
    "La sentenza di condanna – ha detto ancora Emiliano – riguarda solo la confisca e non l'abbattimento che è stato realizzato dal Comune di Bari dando seguito ad una procedura avviata dall'amministrazione precedente". Emiliano ha quindi ribadito che "se qualcuno dirà che il Comune di Bari dovrà versare un risarcimento lo querelo, perché sta diffamando il Comune, me e il sindaco che mi ha preceduto, Simeone Di Cagno Abbrescia".
     
    A proposito di quest'ultimo, che è anche candidato sindaco del Pdl alle prossime amministrative, Emiliano lo ha invitato ad essere cauto "nelle dichiarazioni perché si deve difendere dal fatto che è stata la sua amministrazione a dare le concessioni in base alle quale sono stati costruiti gli immobili abusivi di Punta Perotti". Infine, Emiliano ha detto di condividere in pieno il verdetto della Corte di Strasburgo. "E non da ora – ha detto – visto che già in occasione della fiera del Levante, a settembre, dinanzi al presidente del Consiglio ho definito il provvedimento di confisca eccessivo in relazione al fatto che non c'è stata condanna degli imputati".

    http://www.lanuovaecologia.it/

    20/01/200920/01/2009 13:15 Punta Perotti, Corte di Strasburgo condanna l'Italia. Legambiente: “La legittimità dell’abbattimento non è in discussione” (http://www.legambiente.eu)

    “L’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti rimane una grande vittoria dell’ambiente contro la piaga dell’abusivismo e lo scempio del territorio, il lieto fine di una lunga battaglia condotta senza tregua dal mondo ambientalista a partire da Legambiente. La sentenza della Corte di Strasburgo si occupa solo della decisione di confiscare i terreni ai proprietari ma non inficia minimamente la legittimità dell’abbattimento previsto da una legge dello Stato e che sarebbe stato fatto comunque a prescindere dal proprietario del terreno. Quel complesso era una vergogna, era abusivo e andava abbattuto. Per Legambiente questo è quello che conta”.

    Così il vicepresidente di Legambiente, Sebastiano Venneri commenta la sentenza della corte di Strasburgo che condanna l’Italia per la confisca dei terreni di Punta Perotti avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell'uomo.

    L’Ufficio stampa Legambiente

    (06.86268379- 76- 99)

    http://www.legambiente.eu

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