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  • 05/09/2008 Fisica: il buco nero che minaccia l' intelligenza (Mariavittoria Orsolato, http://altrenotizie.org)

    Ricerca personalizzata

  • Buco nero - che cosa è


  • La nuova arma di distrazione di massa è stata messa a punto al Cern ( Centro Europeo di Ricerca Nucleare) di Ginevra e promette di catalizzare l’apprensione globale riversata in questi giorni sulla malrisolta e malgestita questione caucasica. Leggendo le maggiori testate internazionali pare infatti che l’acceleratore di protoni LHC, ovvero Large Hadron Collider, sarà una delle - ormai infinite - probabili cause della prossima ventura fine del mondo. L’esperimento, che verrà condotto in questo megatubo anulare di 27 kilometri di lunghezza, è previsto per il prossimo 10 settembre e mira a ricostruire quelle che furono le ore immediatamente successive all’esplosione creatrice del Big Bang, in modo da riuscire ad individuare i cosiddetti bosoni di Higgs, le particelle subatomiche che sembra abbiano dato massa ad ogni altra particella esistente. Per fare ciò gli eminenti scienziati del centro di Ginevra spareranno nel collettore situato a 60 metri di profondità, fasci di particelle atomiche e le faranno scontrare ad una temperatura di circa 270 gradi sotto zero, nella speranza di carpire i segreti della materia e della gravità.

    Ora, questo si potrebbe definire un complicatissimo ma comunque ordinario esperimento di fisica nucleare, se non fosse per un paio di scienziati che in due diverse parti del mondo hanno fatto ricorso alla giustizia con il fine di bloccare l’esperimento. Otto Roessler in Germania e Walter Wagner con Luis Sancho alle Hawaii hanno infatti denunciato la possibilità che l’esperimento generi un buco nero in grado di risucchiare in 4 anni l’intero pianeta terra grazie al famoso effetto palla di neve, e così facendo si sono rivolti alla magistratura competente per cercare di bloccare l’azzardata verifica.

    Il primo, professore alla Eberhard Karls Universitaet di Tubingen, ha fatto ingiunzione alla Corte Europea dei diritti umani per lo stop alla prova, azione che è stata rifiutata lo scorso venerdì ma che aspetta il risultato del ricorso. I secondi, figure svincolate dall’ambito accademico ma ugualmente conoscitori della materia, si erano rivolti alla corte di Honolulu già lo scorso aprile presentando una denuncia analoga. Anche per loro la sentenza non è ancora definitiva.

    La notizia avrebbe dovuto - il condizionale è purtroppo d’obbligo - rimanere nelle riviste specializzate ma lo spazio che i media generalisti le hanno accordato ha fatto scattare la psicosi in tutto il mondo civilizzato e sulla rete c’è già chi fa a gara a descrivere il futuribile peggiore, senza ovviamente tenere in conto il toto-distruzione che vorrebbe la terra morente il 21 dicembre 2012 - guarda caso, giusto a 4 anni da ora.

    Da Giovanni (quello dell’apocalisse biblica ) in poi sono stati in molti a cavalcare la paura di un’eventuale fine del mondo, se poi si additano gli scienziati come probabili responsabili allora il gioco persuasivo è praticamente fatto. Sin dai tempi dell’Inquisizione, chi cercava una verità diversa da quella dogmatica era arso sul rogo e l’immaginario collettivo è ancora viziato dalla figura dello scienziato pazzo che Mary Shelley dipinse (con tutt’altre intenzioni) nel suo Frankenstein, si perché “chi gioca a fare dio non può mai averla vinta con il vero dio” direbbe il nostro carissimo Cardinal Bagnasco, e in molti converrebbero con lui.

    Fatto sta che la paranoia ha toccato livelli così alti tra la popolazione da indurre venti tra i massimi fisici nucleari tedeschi a stilare un documento che confuti le tesi espresse dal collega Roessler : anche se i luminari ammettono la possibilità del fenomeno escludono categoricamente che possa trasformarsi nell’apocalisse che a gran voce è stata annunciata. Dopotutto un anello metallico, per quanto ben costruito, non può ricreare in tutto e per tutto le condizioni atmosferiche dell’universo. Insomma, l’unico buco nero presente in questa faccenda sembra essere quello in cui andranno a finire i sei miliardi di euro spesi per finanziare l’esperimento, alla faccia di chi, allo stato dei fatti, pensa che le priorità della ricerca riguardino medicina e ambiente.

    La cosa che forse più turba è il fatto che il giornalismo, non contento della figuracce fatte con i precedenti annunci di pandemie mortali - vedi SARS e la divertentissima aviaria - sia ricaduto nell’insidioso tranello del sensazionalismo e abbia portato agli onori delle cronache un fatto che, seppur meritevole di attenzione per i nobili scopi, non ha l’appeal giusto per monopolizzare i dibatti etici sulla ragion d’essere della scienza né tantomeno sulla scadenza del pianeta. Roberto M. scrive in un commento a una delle tante versioni della notizia apparse in rete: “Però…se proprio devo scegliere, piuttosto che per effetto serra o inquinamento… vuoi mettere la fine del mondo col botto ( al contrario ) ? ”. I fisici a questo proposito userebbero la sigla C.V.D. , ovvero Come Volevasi Dimostrare.

    Nuova frontiera (www.verdi.it)

    A Ginevra parte l'accelerazione dei protoni alla scoperta dell'antimateria. Verdi: "Potremo avere energia pulita"

    Viaggio alla scoperta dell’infinitamente piccolo. Questa mattina è stato avviato l’acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, un evento atteso da tutta la comunità scientifica internazionale e salutato con entusiasmo dai Verdi per i possibili sviluppi nel settore della produzione di energia pulita.

    L'obiettivo è ambizioso: la scommessa e' riuscire a capire quello che e' successo negli istanti che hanno immediatamente seguito il Big Bang che ha dato origine all'universo, quando molto probabilmente sono entrate in gioco leggi fisiche molto diverse da quelle note oggi.  

    Obiettivo dell’Lhc è andare alla ricerca dell’antimateria, composta da particelle con carica negativa rispetto a quelle della materia ordinaria e di creare il bosone di HIGGS, la particella capace di spiegare perche' esiste la massa.

    ''E' stato un lancio nel microcosmo'', ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn),  che ha seguito tutte le fasi dell'avvio dell'Lhc dalla sedecentrale dell'istituto a Roma, in collegamento con il Cern. Un evento storico e ''importantissimo'', come lo ha definito il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ed ex direttore generale del Cern, Luciano Maiani.

    Sotto gli occhi si tutto il mondo la macchina si e' accesa e il primo fascio di protoni l'ha percorsa interamente. A regime, ha spiegato il vicepresidente dell'Infn, Umberto Dosselli, i protoni raggiungeranno il 99% della velocita' della luce e percorreranno un intero giro in un decimo di secondo.

    Ma per verificare che la macchina riuscisse a ''vederle'' in ogni punto del percorso, le particelle sono state bloccate in almeno otto diverse tappe da schermi simili a lastre fotografiche. Di volta in volta venivanno iniettati nuovi fasci (tutti relativamente piccoli, di qualche milione di protoni), ognuno dei quali bloccato in un punto diverso e misurato.

    Tappa dopo tappa, i protoni sono stati ''visti'' da tutti gli apparati dei quattro esperimenti dell'acceleratore (Alice, Cms Lhcb e Atlas). Il primo ''lampo'' e' esploso quando i potoni hanno  incontrato il gas residuo nell'esperimento Cms.  

    ''Adesso - ha aggiunto Dosselli - si continua a iniettare nuovi fasci di particelle, in questa fase di rodaggio della macchina. L'Lhc funzionera' a regime fra qualche mese, nel quale una delle cose principali da fare sara' imparare a capire quando il fascio diventa instabile e a gestirlo''.

    Le prime collisioni sono attese fra circa un mese e per l'inizio del prossimo anno l'acceleratore piu' potente del mondo funzionera' a regime, alla temperatura di 7.000 miliardi di elettronvolt (TeV). Inizia l'avventura dell'Lhc, che funzionera' almeno per i prossimi 25 anni, ma forse anche di piu', visto che periodicamente sara' modificata e ''ringiovanita''.

    "Sosteniamo l'esperimento del Cern di Ginevra e la ricerca per l'identificazione del 'Bosone di Higgs', ossia della particella da cui nasce la materia. Si tratta di un momento importante per la scienza che potrebbe permettere all'umanita' di accedere a una nuova fonte di energia pulita, sicura ed abbondante".

    Questo il commento dei verdi Camillo Piazza ed Erasmo Venosi, rispettivamente responsabile ambiente ed energia. "La ricerca – hanno aggiunto i due esponenti del Sole che Ride - sara' incentrata anche sulla trasformazione, da stato di plasma in altri stati di materia, dei quarks (i componenti primari della materia) e sui gluoni (la "colla" che tiene insieme i quarks), e sull'individuazione dell'asimmetria tra materia e antimateria, che potrebbe creare la possibilita' di 'produrre' energia illimitata e ambientalmente sostenibile".

    Quest'ultimo aspetto per i Verdi e' particolarmente rilevante per chi crede "nella possibilita' che si possa produrre energia abbondante e gratuita, attraverso la 'collisione' tra materia e antimateria - hanno concluso Piazza e Venosi -. Ci auguriamo che anche il nostro paese possa contribuire in modo piu' incisivo alla ricerca sul nucleare pulito e non radioattivo: si tratta di una priorita' per il bene delle generazioni future". 

    http://altrenotizie.org
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

    http://www.verdi.it

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