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  • 12/03/2006 Tutti in Auto (m.au., www.verdi.it)

    Ricerca personalizzata

    Si va meno con il bus e di più con l'automobile. Cresce la domanda di mobilità, ma il traporto pubblico non è competitivo

     

    Cento milioni di biglietti in meno staccati per salire su bus, tram e metropolitane nei capoluoghi delle province italiane. Aumento dell’uso dell’auto privata, che passa dal 78.9% degli spostamenti urbani del 2004 all’81.9% del 2005. Mezzi pubblici che perdono il 2.1% dei clienti rispetto al 2004 e rappresentano solo il 10% degli spostamenti. Scarsa qualità – intesa nell’accezione di comfort di viaggio – del trasporto pubblico come causa principale tra le motivazioni della “non” scelta di questo servizio.

     

    Questa la situazione secondo lo studio dell’Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca sui trasporti), mentre aumenta la domanda di mobilità nel suo complesso. Infatti, in valori assoluti il numero complessivo di viaggi in un giorno medio feriale passa dai quasi 120milioni di spostamenti quotidiani del 2004 agli oltre 128milioni del 2005, con un incremento del 3.3%.

     

    L’automobile torna dunque ad essere la regina degli spostamenti, dopo anni di moderato arretramento. Tendenza che – si legge nel documento – “è vera soprattutto nei centri minori, mentre nelle medie e grandi città il trasporto pubblico mantiene sostanzialmente le proprie quote”.

     

    Presumibilmente nei contesti urbani di maggiori dimensioni si è sviluppata una consapevolezza dei cittadini sugli effetti devastanti del traffico privato. Nei centri minori, invece, non c’è nessuna combinazione virtuosa tra modifiche degli stili di mobilità, penetrazione della cultura “ecocompatibile” e le politiche di contrasto al traffico.

     

    Peggiora anche il giudizio dei cittadini sugli autobus e sui tram: in una ipotetica scala da 1 a 10, il gradimento è passato dal 6.29 del 2003 al 6.04 del 2004, mentre nel 2005 è sceso sotto la sufficienza, attestandosi al 5.88. Confort e pulizia dei veicoli, puntualità delle corse e affollamento le principali cause della insufficienza nel giudizio della gente.

     

    Dal documento emergono anche le valutazioni dei cittadini verso le politiche della mobilità sostenibile. Abbiamo da un lato “i livelli di adesione alle misure di contrasto al traffico e all’inquinamento che restano altissimi, ma dall’altro lato, comincia ad affiorare qualche crepa nei giudizi favorevoli. Ad esempio – si legge nel dossier – torna una forte contrarietà verso tariffe e pedaggi finalizzati a disincentivare l’uso dell’auto”.

     

    Come fermare questa tendenza che sta sempre più prendendo piede tra la gente? “E’ indispensabile – riporta il documento – incidere sui fattori hard dell’offerta: la capillarità dei servizi, il miglioramento degli standard delle prestazioni, le infrastrutture, sistemi di regolazione fortemente disincentivanti verso il mezzo privato”.

     

    Per far questo, “le aziende del trasporto pubblico devono dimostrare di essere in prima fila in questo sforzo poderoso di rilancio, per combattere il rischio di un ulteriore peggioramento degli standard di vita delle comunità urbane”.

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