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  • 08/11/2017 Archivio ADUC dal 01-11-2017 al 07-11-2017. Tlc: bollette a 28 giorni, Alimenti cotti. Furani e danni epatici, Soia: fa bene al cuore? Dubbi, Piani Individuali di Risparmio, Due o tre cose che ho imparato sui mercati finanziari (e su come guadagnarci), La malnutrizione non risparmia piu’ nessun Paese al mondo, Mangiare bio. Fa bene?, Eutanasia, Legalizzazione marijuana, Crisi Usa degli oppiacei, Cambiamento climatico, Coltivazioni marijuana, Lotta al narcotraffico, Coltivazioni marijuana in calo, Eradicazione coca, USA/Cannabis terapeutica, Fame nel mondo in crescita, Farmaci anticancro a base marijuana?, Auto ecologica, USA/Cannabis legale, ALTRE NEWS

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    LE PETIZIONI DELL'ADUC
    
    Sono due, e sul sito c'è la documentazione che ne spiega i motivi e vi chiede di firmarle.
    Vi riportiamo uno stralcio di quanto troverete sul sito.
    
    ONU / VATICANO
    La petizione chiede al Segretario generale delle Nazioni Unite di modificare lo status del Vaticano, 
    da "Stato non membro, Osservatore Permanente" con potere di voto, a Organizzazione non governativa 
    con potere consultivo.
    http://avvertenze.aduc.it/info/vaticano.php
    
    PER L'ABOLIZIONE DEL CANONE RAI
    La petizione rivolta a Camera e Senato chiede l'abolizione del canone/tassa Rai
    http://tlc.aduc.it/rai/
    
    -------------------------------------------
    
    Ricordiamo ai lettori che sul portale sono in lettura sei canali tematici e sei sottocanali con informazioni e 
    consigli quotidiani, tutti editi dall'Aduc:
    
    - Avvertenze
    http://avvertenze.aduc.it
    Per conoscere i propri diritti e combattere le arroganze di ogni tipo
    Sottocanali:
    - Rimborso Windows: http://avvertenze.aduc.it/rimborsowindows/
    - Censura: http://avvertenze.aduc.it/censura/
    - Immobili: http://avvertenze.aduc.it/immobili/
    
    - Investire Informati
    http://investire.aduc.it
    Informazione e consulenza finanziaria
    
    - Salute
    http://salute.aduc.it
    Uno spazio di informazione e discussione basato su un principio essenziale: solo l'individuo può disporre della 
    propria salute. Oltre alla ricerca con le cellule staminali, alla clonazione, all'eutanasia e alla lotta al dolore, 
    ADUC Salute informa su temi come fecondazione assistita, interruzione di gravidanza, tossicodipendenza, contraccezione, 
    sessualità, etc.
    Sottocanali:
    - Eutanasia: http://salute.aduc.it/eutanasia/
    - Cellule staminali: http://salute.aduc.it/staminali/
    
    - Droghe
    http://droghe.aduc.it
    Notizie quotidiane sulle droghe con attenzione alla situazione internazionale, alle diverse realtà, ai traffici, 
    all'andamento della "war on drugs", ai sistemi di produzione e di spaccio delle sostanze stupefacenti.
    
    - Telecomunicazioni
    http://tlc.aduc.it
    I diritti degli utenti di tv, Internet e telefonia
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    - Stop al canone Rai: http://tlc.aduc.it/info/specialecanonerai.php
    
    - Immigrazione
    http://immigrazione.aduc.it
    Diritti degli stranieri in Italia
    
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    IL CONDOMINIO
    
    02-11-2017 12:03 Maggioranze per l’approvazione del rendiconto condominiale
    di: Alessandro Gallucci
     Qual è la maggioranza richiesta dalla legge per l’approvazione del rendiconto condominiale?
    Per rispondere al quesito è utile, sia pur brevemente, definire il rendiconto condominiale.
    Esso – come specificato dall’art. 1130-bis c.c. – è un documento composto da:
    - un registro di contabilità,
    - un riepilogo finanziario,
    - una nota sintetica esplicativa della gestione con l'indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti.
    
    Nonostante questa schematizzazione formale introdotta nel codice civile della legge n. 220 del 2012 (la così detta
     riforma del condominio), deve ritenersi ancora valido quel principio espresso in più occasioni dalla Corte di Cassazione,
     secondo il quale il rendiconto condominiale non è soggetto alle stesse formalità previste per i bilanci societari, essendo sufficiente che lo stesso in modo chiaro, semplice ed intellegibile, consenta di comprendere la situazione contabile del condominio (Cass. 10 febbraio 2014, n. 2878).
    Inutile, comunque, negare che l’art. 1130-bis c.c. imponga un maggior rigore nella stesura del rendiconto.
    Avviciniamoci al cuore del quesito: la redazione del rendiconto – così definito – è atto di competenza dell’amministratore
     e per espressa disposizione di legge deve essere presentato all’assemblea entro centottanta giorni dalla chiusura 
    dell’esercizio (art. 1130 n. 10 c.c.); in realtà la legge in modo espresso dice solamente che l’amministratore deve 
    presentare il rendiconto entro centottanta giorni, senza dare un punto di riferimento per il conteggio; dalla lettura 
    sistematica delle norme condominiali se ne può dedurre che questo decorre dalla chiusura dell’esercizio.
    L’assemblea deputata a discuterne e quella convocata in via ordinaria (art. 1135 c.c.), ma nulla vieta che il rendiconto
     possa essere approvato anche in sede di assemblea straordinaria.
    Ciò in quanto – come chiarito dalla Cassazione – la differenza tra assemblea condominiale ordinaria e straordinaria
     è meramente nominalistica, non avendo a che fare con il contenuto delle deliberazioni (Cass. 8 giugno 1984 n. 3456).
    Chiarito questo ulteriore aspetto, passiamo a quello principale, ossia l’individuazione dei quorum deliberativi.
    
    Al riguardo il codice civile non indica espressamente le maggioranze necessarie per l’approvazione di tale atto, 
    sicché deve ritenersi che valgano quelle ordinariamente previste dal codice, ossia:
    - per l’approvazione del rendiconto in prima convocazione il voto favorevole della maggioranza dei presenti e almeno 
    la metà del valore millesimale dell’edificio;
    - per l’approvazione del rendiconto in seconda convocazione il voto favorevole della maggioranza dei presenti e almeno 
    un terzo del valore millesimale dell’edificio.
    I quorum così individuati restano tali anche se il rendiconto condominiale riguarda esclusivamente o in parte
     riparazioni straordinarie di notevole entità?
    Secondo la Corte di Cassazione (Cass. 23 gennaio 2017 n. 1653) trattandosi di atto collegato, il rendiconto 
    riguardante la contabilità finale dei lavori deve essere approvato con le maggioranze prescritte per quei lavori.
     Così, se si tratta di riparazioni straordinarie di notevole entità il rendiconto – secondo gli ermellini – necessita 
    sempre (cioè tanto in prima quanto in seconda convocazione), convocazione il voto favorevole della maggioranza dei 
    presenti e almeno la metà del valore millesimale dell’edificio.
    Una decisione non del tutto condivisibile, specie se si tratta di una semplice presa d’atto dell’eseguito e 
    della mancanza di ulteriori lavori sorti in corso d’opera e magari da ratificare.
    Sul punto, ricordiamo questo nostro precedente articolo che, sulla base di una sentenza di merito, porta 
    a conclusioni differenti da quelle indicate dalla Cassazione
    
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    NOTIZIE
    07-11-2017 12:04 MONDO/Inflazione in aumento in area Ocse
    L'inflazione annuale nella zona Ocse è leggermente aumentata al 2,3% nel settembre 2017 dopo il 2,2% del mese 
    precedente: è quanto si legge in una nota diffusa dall'organismo per la cooperazione e lo sviluppo economico 
    con sede a Parigi. Il dato è cresciuto negli Usa (2,2% contro 1,9%), Canada (1,6% contro 1,4%), più leggermente 
    in Francia (1% contro 0,9%) e Regno Unito (3% contro 2,9%). L'inflazione è rimasta stabile in Giappone (0,7%) 
    Germania (1,8%) e più in generale nella zona euro (1,5%). E' leggermente calata in Italia (1,1% contro 1,2%).
    
    06-11-2017 15:31 MESSICO/Narcoguerra. Sette corpi smembrati in Guerrero
    Sette corpi carbonizzati e smembrati sono stati trovati dentro a sacchi dell'immondizia abbandonati in una strada
     poco frequentata di Chilapa, in Messico sudorientale, centro di scontri tra gli spacciatori di oppio e i cartelli
     della droga. Lo hanno reso noto le autorità regionali. Chilapa, dove vivono 120mila persone, si trova nella regione
     montuosa dello stato di Guerrero dove viene coltivato l'oppio e i cartelli della droga lottano per il controllo del
     mercato del traffico di eroina. Il portavoce delle autorità di sicurezza locali, Roberto Alvarez, ha dichiarato ad 
    AFP che le gang criminali sono impegnate nella guerra per il controllo del territorio per cercare di prendere il 
    comando del commercio della droga estratta dai bulbi dei fiori per produrre eroina.
    
    06-11-2017 09:25 ALBANIA/Coltivazioni marijuana. Lo stato dell'arte
    L'Albania sembra aver voltato pagina e grazie anche al sostegno offerto dall'Italia, la coltivazione della marijuana 
    nel 2017 si e' ridotta drasticamente. I dati pubblicati a Tirana dalla Guardia di finanza italiana che per oltre 
    4 mesi ha effettuato il monitoraggio aereo delle piantaggioni di cannabis sativa, rivelano che la superficie coltivata
     si e' ridotta a solo circa 2 ettari. Il ministro italiano dell'Interno, Marco Minniti, in visita ufficiale nella 
    capitale albanese lo scorso venerdi, ha parlato di "risultati sorprendenti", auspicando pero' "una piu'
     incisiva lotta alla criminalita' organizzata, per colpire i cosiddetti intoccabili". Sull'argomento Minniti ha
     discusso anche con il suo omologo albanese Fatmir Xhafaj, con il quale ha firmato un protocollo d'intesa per il
     rafforzamento della collaborazione nella lotta al terrorismo e per il contrasto allla tratta degli esseri umani. 
    Nel 2016 il fenomeno della coltovazione della marijuana ha registrato una paurosa diffusione in quasi tutto il paese.
     Alle accuse dell'opposizione di centro destra guidata da Lulzim Basha, che ha parlato di un'attivita' svoltasi "con 
    il tacito accordo delle autorita'", il governo si e' difeso per mesi interi sostenendo che le grandi aree distrutte
     non dimostrerebbero il propagarsi della coltivazione, ma una maggiore capacita' di contrasto messa in campo dalla polizia.
     Tuttavia, all'inizio dello scorso anno il governo e' stato costretto a definire una strategia nazionale contro la 
    coltivazione della marijuana. L'attuale ministro dell'Interno Xhafaj e' stato il primo ad ammettere gia' in primavera
     "la preoccupante situazione" venutasi a creare, e alcuni casi di complicita' degli agenti e persino di alcuni
     dirigenti della polizia di Stato. 
    Anche nel suo intervento alla presentazione del rapporto della Gdf, Xhafaj ha dichiarato che nel 2016 si e' verificata
     "una sensibile crescita delle superficie coltivate. Che sia dovuta all'euforia o all'incapacita' delle nostre 
    strutture, o magari dal sofisticarsi dell'attivita' dei gruppi criminali, questo rimane ancora da verificare. Tuttavia, 
    il danno subito e' stato grande", ha detto il ministro albanese spiegando che "in queste attivita' criminali 
    sono stati coinvolti molti contadini innocenti, venendo meno anche l'interesse per un normale sviluppo agricolo dei
     loro terreni". Riferendosi invece al coinvolgimento della polizia, Xhafaj ha detto che "alcuni suoi ufficiali
     sono stati incapaci ad adempiere ai loro doveri, mentre molti altri hanno taciuto in cambio di ricompense finanziarie o 
    per paura". 
    Le conseguenze di quanto avvenuto lo scorso anno, pesano ancora. La polizia albanese continua a sequestrare ingenti 
    quantitativi di marijuana. Mentre la Gdf italiana, solo nel 2017 ha sequestrato tra operazioni svolte in mare e sulle 
    proprie coste del sud, oltre 33 tonnellate di cannabis sativa proveniente dall'Albania, circa il triplo rispetto il 2016.
     Il ministro albanese ha pero' ribadito che "il governo ha riconosciuto questa realta' ed ha reagito senza equivoci. 
    Ci siamo posti l'obiettivo di cancellare l'Albania dalla mappa dei paesi che coltivano la cannabis sativa, e possiamo dire
     che in questa prima fase del processo ci siamo riusciti", ha osservato Xhafaj, secondo il quale i risultati 
    dell'attivita' di monitoraggio della Gdf italiana ne sarebbero la testimonianza. Sono 88 le piantagioni, individuate
     grazie ad un velivolo dotato di alta tecnologia, sparse su una superficie di 1,9 ettari. Nel 2016 invece erano 2.086 
    le piantagioni identificate dalla Gdf su una superficie di oltre 213 ettari.
    Drastico calo di seguito anche del numero delle piante distrutte grazie alle segnalazioni avute dal monitoraggio aereo:
     poco piu' di 4.800 quest'anno, mentre nel 2016 erano oltre 753 mila. In totale, la polizia albanese nel 2017 ha 
    sdradicato oltre 50 mila piante, mentre un anno fa, la quota era di circa 2,6 milioni. A differenza del passato, su 
    richiesta delle autorita' albanesi, nel 2017 i sorvoli della Guardia di finanza italiana sono stati anticipati di 40 
    giorni, partendo gia' nel mese di maggio. Mentre grazie ad un finanziamento dell'Unione europea, la loro conclusione 
    e' stata rinviata a oltre la meta' dello scorso mese di settembre. Il numero delle missioni e' salito da 42 a 53 ed
     anche le ore di volo da circa 106 ore nel 2016, a oltre 129 quest'anno. Il ministro albanese ha piu' volte ringraziato
     l'impegno dell'Italia e della Gdf, il cui comandante generale Giorgio Toschi ha ribadito che la polizia finananziaria 
    intende "proseguire questa fondamentale collaborazione. Il corpo - ha sottolineato il generale Toschi - continuera'
     a garantire il massimo impegno per rendere sempre piu' efficaci gli interventi repressivi".
    Anche il ministro dell'Interno Minniti, il quale ha partecipato all'evento di presentazione dei risultati della missione 
    del Gdf, ha parlato di "un'operazione di successo. Ma le operazioni di successo si verificano nel tempo - ha 
    osservato -, noi abbiamo avuto un risultato straordinario quest'anno, dobbiamo mantenerlo anche nei prossimi anni". 
    Minniti ha fatto sapere di aver discusso con l'omologo albanese Xhafaj anche della necessita' "di un'azione sempre
     piu' forte ed incisiva nel contrasto alla criminalita' organizzata" chiarendo che dal governo italiano e da lui 
    stesso "ci sara' la piena e totale collaborazione" a sostegno di questa lotta che "e' un obiettivo
     strategico anche del governo albanese". Il ministro italiano ha ribadito che adesso bisogna "colpire i 
    trafficanti, le grandi organizzazioni che gestiscono il traffico, ma soprattutto i cosiddetti intoccabili. Perche' 
    in Europa, in Albania, in Italia, non ci sono intoccabili. Penso che questo sia un obiettivo cruciale verso il quale
     dobbiamo lavorare insieme", ha detto Minniti. 
    Alle sue parole ha fatto eco anche l'omologo albanese. "Con il risultato di quest'anno abbiamo fatto un passo
     molto
     significativo. Sono convinto che si tratti solo di una tappa nella nostra lotta al fenomeno", ha detto Xhafaj 
    aggiungendo che "dobbiamo essere modesti, perche' la battaglia prosegue e sara' ancor piu' forte, adesso contro 
    chi ha finanziato questa criminale impresa, contro le organizzazioni criminali coinvolte nella coltivazione e nel
     traffico di cannabis e delle altre sostanze stupefacenti. Siamo impegnati a dare la caccia a loro ed ai loro patrimoni 
    criminali", ha ribadito il ministro albanese. Xhafaj e Minniti hanno siglato anche un protocollo d'intesa in materia
     di rafforzamento della collaborazione bilaterale nel contrasto al terrorismo e alla tratta di esseri umani.
    L'obiettivo e' quello di attivare iniziative che possano contribuire a rafforzare il quadro della sicurezza interna
     di entrambi i paesi, attraverso una collaborazione operativa fondata sia su un efficace scambio di informazioni e 
    di esperienze, incluso il settore della formazione, che sulla consulenza per l'identificazione e l'individuazione di 
    soggetti sospettati di attivita' connesse al terrorismo internazionale e alla tratta di esseri umani. L'accordo prevede 
    la possibilita' di condurre operazioni congiunte nei rispettivi territori nazionali, a fini preventivi, per 
    l'individuazione di soggetti sospettati di terrorismo o di tratta. Il terrorismo, insieme alla lotta al narcotraffico 
    e all'immigrazione illegale, sono state identificate da Minniti quali "le tre grandi sfide da affrontare", 
    non solo in Albania, ma nell'intera regione dei Balcani dove "si gioca una partita cruciale", ha detto Minniti,
     sottolineando che "su queste tre questioni c'e' bisogno di una cooperazione internazionale piena e consapevole". 
    (agenzia stampa Nova del 05/11/2017)
    
    04-11-2017 10:00 ITALIA/Lotta alle narcomafie. Libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso
    "Fiumi d'oro". È il titolo che Nicola Gratteri e Antonio Nicaso hanno scelto per il loro ultimo libro,
     la cui presentazione è fissata per la prossima settimana. Il Corriere della Calabria e il Velino, in esclusiva, 
    ne anticipano i contenuti in uno con la decisione di Nicola Gratteri di accettare l'invito di Lilly Gruber,
     della quale sarà ospite il 5 novembre, per illustrare anche il percorso seguito nella realizzazione di un volume che 
    segna una ulteriore importante evoluzione nello studio delle narcomafie e del peso, sempre più rilevante che queste hanno 
    nell'economia mondiale. "Fiumi d'oro", infatti, sono quelli che la cocaina genera e i narcotrafficanti 
    indirizzano verso vari settori per ottenerne un riutilizzo lindo e insospettabile. Semplice riciclaggio, sia pure
     condizionato da numeri stratosferici? Assolutamente no. La debolezza dei mercati mondiali, in uno con la crisi della
     liquidità bancaria e con la costante crescita del fatturato proveniente dal traffico di cocaina, hanno reso la
     problematica ben più vasta e ristretto di molto i margini e l'arco temporale entro i quali occorre agire per
     impedire un controllo deviato e criminale di grossa parte dell'economia mondiale. Anche in questa occasione,
     come per tutti gli altri volumi fin qui mandati alle stampe, Gratteri e Nicaso abbandonano il terreno dell'analisi 
    generica (e salottiera) per restare fortemente agganciati all'esperienza maturata sul campo. 
    I trafficanti hanno ripreso le rotte della Turchia, dell'ex Jugoslavia e anche quella del canale di Otranto. 
    I prezzi oggi sono notevolmente più bassi e un grammo di eroina su piazza costa appena 25 euro. Gli "ingegneri" 
    del narcotraffico, però, stanno lavorando con successo a nuove formule di trattamento chimico dell'eroina, in modo da
     renderla più fruibile sul mercato; il risultato è che oggi è disponibile eroina che, in luogo dall'essere iniettata in 
    vena, può essere aspirata come si fa con la cocaina. "Gli effetti sono ritardati ma i costi sono minori e presto anche su quel versante avremo fiumi di danaro nella disponibilità del narcotraffico", spiega il magistrato.
    Ed è grazie a questi "fiumi d'oro" che i produttori di cocaina hanno potuto mettere in sicurezza il loro 
    comparto. Un esempio: Nicaso e Gratteri quando erano alle prese con la scrittura di "Oro bianco" si imbatterono 
    nel "fenomeno dei precursori chimici", indispensabili per raffinare la cocaina. Ovviamente sono importanti
     anche per la normale attività dell'industria farmaceutica, tuttavia restava un problema enorme da chiarire: l'industria 
    farmaceutica del Sud America aveva bisogno di un approvvigionamento annuo di un milione e mezzo di tonnellate ma ne
     importava, dai tre colossi che li producono, ben 21 milioni di tonnellate. Tutte con transazioni pagate in anticipo e 
    con relazioni bancarie estero su estero. Chiaro a tutti che la differenza, ben 20 milioni di tonnellate, finiva nelle
     foreste amazzoniche per alimentare i laboratori della cocaina. "Cifre spaventose. Questi precursori – sottolinea 
    Gratteri – vengono prodotti da tre sole multinazionali. Perché non vengono bloccati? Sarebbe un modo per arginare e 
    abbattere il traffico di stupefacenti già alla produzione. Ebbene, quando queste domande le abbiamo poste in Sud America 
    ci è stato risposto che le industrie chimiche sovvenzionano le campagne elettorali dei presidenti della Repubblica 
    sudamericani". Successivamente, il rapporto con le multinazionali è stato ulteriormente blindato attraverso il mercato borsistico con l'acquisto di ingenti pacchetti azionari, grazie ai quali uomini di sicura affidabilità per i narcotrafficanti siedono nei consigli di amministrazione delle industrie farmaceutiche più blasonate. 
    "Fiumi d'oro", dunque, che intossicano non solo milioni di persone ma sono anche capaci di mettere in crisi 
    l'economia pulita di molte nazioni occidentali. "Creano – sottolinea Gratteri – un problema enorme anche sul piano 
    economico. Se io immetto miliardi di euro sul mercato legale è ovvio che altero le regole del libero mercato e allo 
    stesso modo posso drogare le regole di una libera democrazia fino a farla saltare. Io posso comprare alberghi, ristoranti e pizzerie ma se compro pezzi di giornali e televisioni acquisisco potere perché posso cambiare il pensiero della gente". 'Ndrangheta ricca, "fiumi d'oro" ma economia povera in Calabria come nei paesi produttori della coca. Anche questo è frutto di una scelta di governo dei territori da parte delle cosche: "I flussi finanziari della droga per certi Stati possono essere un grande indotto per l'economia legale. Però bisogna anche tenere conto di un altro aspetto. In Sud America viene reinvestito solo il 9% del denaro ottenuto con la vendita della cocaina. Il resto del guadagno viene speso dai cartelli colombiani in Europa alla stessa maniera delle nostre mafie, che investono e comprano in Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo, e Germania". Tutta farina del sacco dei narcotrafficanti? "Non sarebbero così imbattibili – ammonisce Gratteri – senza i solidi rapporti con altri poteri esterni. Con la politica sicuramente molto forti, fortissimi con la massoneria deviata. Paradossalmente resiste ancora il sistema delle grandi banche. Posso dire che le incursioni della 'ndrangheta nelle banche sono possibili soprattutto in quelle piccole a carattere locale. Sono più vulnerabili e avvicinabili in operazioni di riciclaggio perché i consigli di amministrazione sono costituiti soprattutto da gente del territorio. Le grandi banche internazionali e nazionali, invece, non rischiano grandi riciclaggi". Con una sola eccezione che oggi la "Brexit" rende ancora più allarmante: "Posso confermare che la City londinese è la capitale del grande riciclaggio, perché il sistema normativo inglese è molto permeabile. Il Regno Unito è diventato una sorta di porto sicuro per gli investimenti dei capitali mafiosi e, altresì, un luogo dove trovare efficienti servizi per la realizzazione di complesse strutture societarie create al solo scopo di favorire il riciclaggio dei soldi sporchi. Ci sono soggetti e società di servizi che si adoperano al fine di costituire società schermo che vengono vendute 'chiavi in mano'. Forniscono atti costitutivi, edifici, i soci e gli amministratori di facciata attraverso i quali agevolare la commissione di reati di natura finanziaria, fiscale e societaria. E le mafie sfruttano tutto questo".
    (di Paolo Pollichieni, per agenzia stampa Il Velino)
    
    04-11-2017 09:57 BRASILE/Il sistema carcerario va distrutto. Giudice anti-narcos
    L'attuale sistema carcerario in Brasile "va distrutto": lo ha detto al portale di notizie UOL il giudice 
    federale brasiliano, Odilon Oliveira, che da 19 anni vive sotto scorta per aver inflitto pesanti condanne ad alcuni
     dei maggiori narcotrafficanti del paese sudamericano. "Oggi come oggi il sistema penitenziario non funziona,
     è materialmente e moralmente marcio. Chi comanda nelle prigioni statali è la criminalità organizzata", 
    ha aggiunto Oliveira, secondo cui un modo per far diminuire le sommosse sarebbe quello di coinvolgere gli imprenditori
     in progetti di reinserimento sociale dei detenuti. 
    
    04-11-2017 09:52 ALBANIA/Lotta al narcotraffico. Ministro italiano Minnitti: grande sfida
    Nei Balcani si gioca una partita cruciale che ha tre grandi sfide: la prima e' quella contro il narcotraffico, 
    contro la cannabis; la seconda e' quella contro l'immigrazione illegale; la terza e' quella contro il terrorismo.
     Lo ha affermato oggi il ministro dell'Interno italiano Marco Minniti in visita ufficiale a Tirana dove ha partecipato
     all'evento organizzato per la presentazione dei risultati della lotta alla coltivazione della marijuana, sostenuta 
    dalla Guardia di Finanza italiana che si e' impegnata in una missione di monitoraggio sul territorio albanese. "Su 
    queste tre questioni - ha aggiunto Minniti - c'e' bisogno di una cooperazione internazionale piena e consapevole. 
    Attraverso questo progetto e attraverso l'appuntamento che oggi ci siamo dati, noi facciamo un ulteriore passo 
    avanti". 
    
    04-11-2017 09:47 ITALIA/Droga del combattente diretta in Libia. Sequestro a Gioia Tauro
    Ieri mattina Guardia di finanza e l'Ufficio antifrode della Dogana nel porto di Gioia Tauro hanno sequestrato oltre 24 
    milioni di compresse della cosiddetta "droga del combattente". Si tratta di compresse di tramadolo, una sostanza
     oppiacea sintetica, provenienti dall'India e dirette in Libia. Secondo informazioni condivise con fonti investigative 
    estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall'Isis per finanziare attivita' terroristiche. La vendita
     in Nord Africa e Medio Oriente avrebbe fruttato 50 milioni.
    
    04-11-2017 09:44 USA/Sculacciate ai bambini. Fanno male. Studio
    Niente sculacciate ai bambini: si corre il rischio di farli diventare depressi o con altri problemi di salute mentale
     da adulti. Non solo: la violenza causata da ripetute sculacciate può indurli, sempre quando crescono, a tentare il 
    suicidio, bere a livelli moderati o pesanti oppure usare droghe. E' quanto emerge da uno studio dell'Università del 
    Michigan, pubblicato sulla rivista Child Abuse & Neglect. I ricercatori hanno preso in esame i dati relativi a 8300 
    persone, nell'ambito di uno studio denominato CDC-Kaiser ACE, che osservava gli effetti sulla salute a lungo termine e
     sul benessere in bimbi sottoposti ad abusi, trascuratezze o abbandono da piccoli. L'età variava dai 19 ai 97 anni e 
    tutti i partecipanti hanno completato un questionario mentre effettuavano controlli di routine in un ambulatorio. E'
     stato chiesto loro quanto spesso siano stati sculacciati nei primi 18 anni, il background familiare e se un adulto 
    avesse inflitto abuso fisico (spintoni, schiaffi) o emotivo (insulti o minacce). Quasi il 55 per cento degli intervistati 
    ha riferito di essere statiosculacciato, gli uomini più delle donne. Quelli che sono stati esposti a questo tipo di 
    punizioni corporali avevano un'aumentata probabilità di depressione e altri problemi di salute mentale. Secondo gli 
    studiosi è importante non solo impedire i maltrattamenti dei bambini, ma anche prevenire un'attitudine dei genitori 
    ad essere troppo duri nei confronti dei figli. 
    
    04-11-2017 09:41 ALBANIA/Coltivazioni marijuana in calo
    Svolta in Albania nella lotta alla coltivazione della marijuana. Dopo una grande diffusione del fenomeno nel 2016, 
    quest'anno invece si e' registrato un drastico calo. A confermarlo sono i dati pubblicati oggi a Tirana in un grande
     evento organizzato dalle autorita' albanesi, che ha visto la partecipazione del ministro italiano dell'Interno Marco 
    Minniti e del comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi, ed altri alti dirigenti dell'arma. 
    I risultati del monitoraggio aereo condotto dalla Gdf in Albania, nel periodo maggio-settembre dimostrano che 
    il numero delle piantagioni di marijuana identificate e' sceso a solo 88, da oltre 2mila individuate nel 2016. 
    Anche il numero delle piante di cannabis sativa distrutte dalla polizia albanese a seguito delle segnalazioni avute
     dalla Gdf, e' stato poco piu' di 4800 unita', invece di 753 mila eradicate un'anno fa'. Lo scorso anno, la polizia
     albanese ha distrutto in totale oltre 2,6 milioni di piante, mentre nel 2017 oltre 50mila. La Gdf italiana si e' impegnata nel monitoraggio aereo in Albania dal 2012. Quest'anno le missioni effettuate sono salite a 53, per oltre 129 ore di volo realizzate da un velivolo dotato di tecnologia avanzata. Nel suo intervento, il generale Toschi ha confermato "il grande interesse nel proseguire questa fondamentale collaborazione, che considero un'impportante opera presidio della sicurezza comune e quindi italiana. Il corpo - ha aggiunto Toschi - continuera' a garantire il massimo impegno, per rendere sempre piu' efficaci gli interventi repressivi". 
    
    04-11-2017 09:37 COLOMBIA/Eradicazione coca. Accordo con Onu
    Le Nazioni Unite (Onu) e la Colombia hanno firmato ieri un accordo per sradicare l'attivita' di coltivazione 
    della coca dal Paese sudamericano. L'accordo prevede un investimento di 315 milioni di dollari per disincentivare
     gli agricoltori a continuare a coltivare piante di coca, dirigendoli verso altre colture, come il caffe' e il cacao.
     L'Ufficio delle Nazioni Unite sulle droghe e il crimine (Unodc), che ha portato avanti l'iniziativa, ha reso noto che e' stato il "piu' grande tentativo" al mondo di allontanare le comunita' rurali dalla droga. Secondo le Nazioni Unite, la Colombia e' il piu' grande produttore di coca nel mondo. Lo scorso anno, le aree dedicate alla coltivazione di coca nel Paese sudamericano sono aumentate del 52 per cento, arrivando a coprire 146 mila ettari di terreno. "Questo accordo storico e' un'occasione unica per cambiare il corso della coltivazione di coca e aiutare gli agricoltori ad adottare uno sviluppo alternativo", ha dichiarato Yury Fedotov, direttore dell'Unodc. 
    
    04-11-2017 09:35 USA/Cannabis terapeutica. Mobilitazione reduci di guerra
    L'American Legion (la piu' importante associazione di reduci) rappresenta molti veterani conservatori, 
    in tanti hanno votato per il presidente Donald Trump, ma i suoi membri stanno assumendo posizioni "progressiste"
     su alcune questioni cruciali. Lo rivela il quotidiano "Washington Post", precisando che l'associazione di
     veterani ha fatto sapere che i suoi iscritti sono a favore della ricerca sugli effetti terapeutici della marijuana e 
    una schiacciante maggioranza vorrebbe la legalizzazione della sostanza a fini medici. Nella risoluzione prodotta lo 
    scorso anno, l'associazione ha chiesto all'Agenzia per l'applicazione delle leggi sulle droghe di eliminare la marijuana dalla lista delle sostanze illecite, riconoscendo alla cannabis un potenziale valore medico. L'American Legion non vuole, tuttavia, essere fraintesa e precisa che in nessun modo le sue battaglie sostengono l'uso ricreativo della marijuana. 
    
    04-11-2017 09:32 ITALIA/Fame nel mondo in crescita. Rapporto Actionaid
    In un mondo in cui una persona su tre è malnutrita e in cui il numero di affamati è passato da 777 milioni nel 2015 
    a 815 milioni di persone nel 2016, l'obiettivo ''Fame zero'' contenuto nell'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile
     (SDGs 2), che stabilisce di sradicare la fame e la malnutrizione in tutte le forme entro il 2030, non potrà essere
     raggiunto a meno che non si intervenga tempestivamente con un radicale cambio di paradigma del sistema di produzione 
    e distribuzione alimentare, in favore di modelli più democratici, inclusivi e sostenibili. Questo il parere di ActionAid
     Italia illustrato nel rapporto ''Nutrition at stake'' lanciato alla vigilia del ''Global Nutrition Summit 2017'', 
    l'evento di alto livello che si terrà a Milano oggi con l'obiettivo di favorire un confronto fra governi, società 
    civile e stakeholders sui prossimi impegni da intraprendere per affrontare il problema della malnutrizione a livello 
    globale. Alla base di fame e malnutrizione ci sono cause socio-economiche e politiche, come povertà, marginalizzazione
     e diseguaglianze. Vanno però considerati altri fattori come la transizione nutrizionale - cioè il mutamento che sta avvenendo nei Paesi in via di sviluppo dalle diete tradizionali caratterizzate da un elevato tasso di consumo di cereali e fibre ad una più ''occidentale'' caratterizzata zuccheri, grassi, proteine animali e cibo processato - il degrado ambientale e i cambiamenti climatici, che rischiano di aggravare in modo significativo l'insicurezza alimentare e nutrizionale a livello globale. 
    I dati sulla malnutrizione mostrano come l'attuale sistema alimentare industriale non sia in grado di garantire una dieta 
    adeguata alla maggioranza della popolazione mondiale. I grandi produttori sono i principali beneficiari di questo 
    modello, a spese dell'ambiente e della maggioranza dei piccoli contadini che rappresentano, invece, la spina dorsale 
    dei sistemi alimentari territoriali. Fame e malnutrizione sono le manifestazioni di un sistema alimentare che ha fallito 
    nel suo compito fondamentale di sfamare le persone. Per questi motivi è fondamentale promuovere sistemi alimentari 
    sostenibili e diete sane. Il rapporto di ActionAid individua quattro azioni chiave da mettere in campo per sconfiggere
     la fame entro il 2030. In primo luogo, i governi devono promuovere un cambio di paradigma alimentare, sostenendo la transizione verso modelli agro-ecologici e rafforzando i sistemi alimentari locali partecipati. La fame, infatti, non è un problema di quantità ma di accesso. L'agro-ecologia promuove un approccio complessivo alla produzione di cibo mirato a preservare la ricchezza dei suoli e degli ecosistemi, combinando tradizione, innovazione e scienza per trarre benefici dall'ambiente e mirando a promuovere relazioni eque tra tutti gli attori coinvolti nella produzione e consumo del cibo.
    In secondo luogo, i governi devono mettere al centro della loro azione di contrasto alla fame e alla malnutrizione i
     diritti delle donne, a partire dall'accesso alla terra e alle risorse naturali. Altro passo importante è la limitazione 
    dell'indebita influenza delle multinazionali dell'agribusiness nel sistema di produzione e distribuzione alimentare. 
    E' infine fondamentale la promozione della democrazia alimentare e l'accountability a tutti i livelli, a partire dalla governance internazionale, assicurando che il Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare (CFS) rimanga il principale organo di controllo e monitoraggio di tutte le iniziative globali per la lotta alla fame e alla malnutrizione e promuovendo politiche alimentari locali partecipate sull'esempio delle esperienze avviate all'interno del Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP). 
    
    
    03-11-2017 11:19 USA/Farmaci anticancro a base marijuana? Allarme FDA
    Quattro aziende che vendono integratori alimentari a base di marijuana sono state 'bacchettate' dalla Food and 
    Drug Administration (Fda) perché hanno lanciato i loro prodotti come terapie per il cancro. "Non permetteremo 
    che si commercializzino prodotti puntando intenzionalmente sui malati e affermando che certe sostanze possono
     ridurre o curare il cancro", ha tuonato Scott Gottlieb, commissario dell'agenzia regolatoria americana. 
    Le imprese in questione, riporta il 'New York Times', sono la Stanley Brothers Social Enterprises, la Green Roads 
    of Florida, la That's Natural e la Natural Alchemist. Secondo la Fda, si sono rese colpevoli di promuovere i loro 
    prodotti come trattamenti anti-cancro e anche contro l'Alzheimer o altre malattie. I supplementi contengono cannabidiolo, 
    componente della marijuana non approvato dalla Fda per qualsiasi uso. A differenza della marijuana medica - a detta dei 
    produttori - il cannabidiolo contiene solo una frazione del tetraidrocannabinolo, noto come Thc, che causa lo 'sballo' 
    tipico degli spinelli. 
    Le aziende vendono gli integratori su Internet sotto forma di una vasta gamma di gocce, capsule, sciroppi,
     tè e creme. I siti web contengono indirizzi di persone - generalmente identificate solo con le loro iniziali - 
    che affermano di essere state miracolosamente curate da malattie terminali. Le imprese hanno ora 15 giorni di 
    tempo per presentare prove alla FDA di aver corretto le violazioni o spiegare perché sarà eventualmente necessario 
    più tempo. 
    
    
    
    02-11-2017 13:04 ITALIA/C'è tempo fino al 2022 per i televisori di nuova generazione. Mise
    Lo switch off con la liberazione della banda 700Mhz avverrà con una transizione di due anni, dal 2020 al 2022, 
    anche se il governo ha iniziato il percorso già lo scorso anno quando ha previsto che dal primo gennaio del 2017 
    fosse obbligatoria la commercializzazione esclusivamente di televisori con tecnologia T2-HEVC al fine di avviare 
    con largo anticipo il naturale ricambio degli apparecchi. 
    
    Solo a partire dal 2020 é previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione 
    del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione, che durerà fino al 2022, non prevede 
    in alcun modo l'introduzione di tecnologia T2-HEVC ma l'uso di tecnologia MPEG-4 già diffusa da qualche anno nei
     televisori e che nel 2020 sarà disponibile per tutta la popolazione.
    
    Contrariamente a quanto emerso in alcuni articoli di stampa, la tecnologia T2-HEVC sarà introdotta solo nel 2022 quando
     nello switch off saranno coinvolte tutte le emittenti nazionali. Per quella data si prevede che il naturale ricambio
     dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione
     senza particolari problemi per le famiglie.
    
    In ogni caso, nella legge di stabilità 2018 é stato previsto un costante monitoraggio della diffusione dei televisori
     di nuova generazione tra le famiglie e sono stati previsti incentivi per 25 milioni di euro all'anno per quattro anni,
     dal 2019 al 2022, al fine di agevolare e accelerare il processo di ricambio così da garantire nel 2022 a tutta 
    la popolazione le televisioni con la nuova tecnologia.
    
    Come si ricorderà la Commissione europea, per favorire lo sviluppo del 5G, ha fissato al 2020 per tutta Europa lo swicth 
    off per la liberazione della banda 700 prevedendo la possibilità per gli Stati membri di arrivare al 2022 per 
    completare il percorso. L'Italia ha scelto di arrivare al 2022 anche per garantire il naturale ricambio dei 
    televisori, tenendo conto che, a differenza di altri paesi, la TV é fruita principalmente tramite digitale terrestre.
    
    02-11-2017 12:56 ITALIA/Auto ecologica. Disponibile al cambiamento 1 italiano su 3. Findomestic
    Solo il 2,3% degli automobilisti oggi guida un veicolo ecologico, ma oltre un italiano su tre è pronto ad acquistarne 
    uno: ibrido per il 27% ed elettrico per il 9%. La svolta 'verde' della mobilità viene fotografata dall'Osservatorio 
    mensile di FINDOMESTIC, società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas, realizzato in collaborazione con Doxa. 
    L'imminente boom della mobilità sostenibile è rafforzato dagli altri dati che inquadrano le intenzioni di acquisto 
    degli italiani. Oggi il 41% guida un'auto a benzina, ma soltanto l'8% è disposto a comprare una nuova vettura alimentata
     a carburante senza piombo; anche per il diesel si profila un calo netto: le auto a gasolio passeranno dall'odierno
     44% al 24%. Sono destinate a crescere, invece, le vetture a metano (dall'attuale 4% all'8%) e a Gpl (dal 10% al 12%).
     Circa la metà degli italiani (il 45% per la precisione) considera l'auto elettrica il veicolo più ecologico sul mercato,
     ma a frenarne la diffusione sono i costi elevati (la pensa così il 31%) e le carenze infrastrutturali (per il 48% non ci 
    sono sufficienti centraline di ricarica delle batterie in città.
    Per facilitare il passaggio alla mobilità sostenibile gli automobilisti chiedono incentivi governativi sull'acquisto
     delle auto elettriche (36%), agevolazioni economiche sull'assicurazione auto, sui pedaggi autostradali, sui parcheggi
     a pagamento (36%) e la cancellazione del bollo auto (21%). Tra le alternative green in tema di mobilità, il car sharing
     resta un fenomeno di nicchia, fin qui sperimentato dal 15% degli automobilisti. Il fatto di non disporre di veicoli 
    vicino casa (33%), i costi del servizio ritenuti troppo alti (24%) e l'impossibilità di muoversi da un comune all'altro 
    (17%) sono i principali ostacoli. Tra le novità c'è anche Uber, il servizio di trasporto automobilistico privato 
    che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti tramite un'app: lo ha provato il 9% della popolazione attiva 
    (18-64 anni) con un'incidenza che sale al 17% nella fascia di popolazione tra i 18 e i 34 anni. In un contesto 
    in rapida trasformazione, gli italiani dimostrano comunque di non voler rinunciare alla macchina: il 69% utilizza 
    l'auto privata per i propri spostamenti. Tre automobilisti su quattro (il 75%), tuttavia, sarebbero disposti a lasciarla
     in garage se ci fossero mezzi pubblici frequenti ed efficienti (52%), se muoversi in bicicletta non fosse pericoloso (15%) e se la mobilità condivisa si dimostrasse più comoda e funzionale (8%).
    
    01-11-2017 11:12 ARGENTINA/Soldi narcos. Ministro Giustizia chiede di riaprire dossier su parenti Pablo Escobar
    La famiglia di Pablo Emilio Escobar Gaviria, il famoso narcotrafficante colombiano ucciso nel 1993, torna nel mirino
     della Giustizia argentina. Il ministro della Giustizia Patricia Ulrich ha chiesto alla magistratura locale di rivedere 
    una decisione presa 12 anni fa che scagionava la moglie Victoria Eugenia Henao Vallejo e il figlio primogenito Juan Pablo 
    Escobar Henao dall'accusa di riciclaggio di denaro sporco. Bullrich chiede che si riapra il caso e che si verifichi da 
    dove venivano i soldi con cui la famiglia approdo' in Argentina. "Spiegatemi da dove avrebbero preso i soldi la
     moglie e il figlio di Escobar Gaviria se non erano una parte del denaro di quel nefasto personaggio, che ha tenuto la 
    Colombia e il mondo intero col fiato sospeso", ha detto Bullrich citata da "La Nacion".
    La sentenza di assoluzione "dimostra che l'Argentina era il paese piu' comodo dove poteva venire" ha detto
     la ministra segnalando che ora ci sono leggi nuove e un'attenzione diversa alla criminalita' e il narcotraffico. 
    Non a caso, segnala la testata, la ministro accende i riflettori sull'operazione congiunta compiuta un mese fa con 
    Stati Uniti e Colombia e chiuso con l'arresto del presunto narcotrafficante colombiano Jose' Piedrahita Ceballos. 
    Questi, secondo gli inquirenti, avrebbe portato in Argentina ingenti quantita' di denaro e in un documento trovato 
    in una delle perquisizioni Escobar junior viene identificato come il tramite, con tanto di commissione, per gli 
    investimenti nel paese. 
    I familiari di Escobar erano approdati in Argentina al termine di una rocambolesca fuga dal paese in cui vigeva una
     condanna a morte emessa dai rivali di Escobar padre. Un pellegrinaggio che il figlio, con la nuova identita' 
    di Sebastian Marroquin, ha raccontato in diversi libri e in numerose interviste per spiegare come si era allontanato 
    dalle mostruosita' del narcotraffico. La stessa assoluzione della magistratura argentina e' al centro di uno dei 
    tanti racconti regalati dal figlio del "Patron", esempio di una giustizia che solo dopo tante insistenze avrebbe fatto vincere, sostiene, la verita' dei numeri e le carte sull'immagine per sempre macchiata dalla criminalita' del padre.
    
    01-11-2017 11:07 ARGENTINA/Spacciavano droga online con il numero di documento del presidente Macrì
    Il furto di identita’ in Internet e’ un crimine informatico comune, ma non e’ tale quando la vittima e’ il capo dello Stato di un paese. In Argentina, il ministero della Sicurezza ha fatto sapere di aver arrestato du fratelli accusati di usare il numero di DNI (Documento Nacional de Identidad) del presidente Mauricio Macrì, per registrarsi in Rete e vendere droga a domicilio. “Commericalizzavano psicotropi, marijuana e cocaina”, ha detto il ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, sui social network. I due sospetti sono stati scoperti ed arrestati.
    
    01-11-2017 10:58 USA/Cannabis legale. Il business
    Constellation Brands, la compagnia internazionale produttrice di alcolici con sede a New york, ha acquisito 
    azioni di minoranza della Canopy Growth, l'azienda canadese che produce cannabis per uso terapeutico. Lo riferiscono 
    media statunitensi. Constellation Brands, che possiede tra gli altri la birra Corona, paghera' 191 milioni di dollari 
    (164 milioni di euro) per il 9,9 per cento dell'azionariato della compagnia canadese, oltre ad opzioni di poter
     acquistare altre azioni in futuro. La Constellation Brands ha escluso di voler vendere cannabis negli Stati Unti
     o in altri mercati finche' non sia legale a tutti i livelli di governo (federale e locale). L'accordo prevede, pero',
     la possibilita' di produrre e vendere bevande a base di cannabis dove sia legale farlo. In seguito all'accordo le azioni
     della Canopy Growth hanno registrato subito un rialzo del 23 per cento, il piu' importante aumento da novembre 2016.
    
    


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