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  • 22/02/2007 Sta bene Amillia, la neonata più piccola del mondo (Loris Lauretano, http://www.korazym.org)

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    Si chiama Amillia Sonja Taylor ed è la prima bambina al mondo nata prematura a 21 settimane. Un record medico avvenuto all'ospedale pediatrico di Miami dove la bimba è stata dimessa dopo quattro mesi trascorsi in incubatrice. Un record ...

    La piccola è la terza figlia di Eddie e Sonja Taylor, di Homestead in Florida. È stata concepita con inseminazione artificiale il che permette di stabilire in maniera precisa il numero di giorni trascorsi nell'utero materno. Amillia alla nascita - avvenuta dopo 21 settimane e 6 giorni di gestazione con parto cesareo il 24 ottobre scorso Baptist Children’s Hospital di Miami - pesava meno di 285 grammi e misurava appena 24,13 centrimetri (la metà di un neonato a termine). Ora misura più di 64 centimetri e pesa 1 chilogrammo e 800 grammi.

    Finora, nessun bambino era sopravvissuto dopo un periodo di gestazione così breve. Una gravidanza di solito giunge a termine dopo 37-40 settimane. Di norma, 1 chilogrammo e 26-27 settimane di vita sono lo spartiacque al di là del quale cambiano drasticamente le capacità di sopravvivenza. E questo è uno standard internazionale: vale per Varese o la clinica Mangiagalli come per gli ospedali scandinavi. Comunque, Varese è famosa per fare "miracoli" con i bimbi prematuri. "Noi ci siamo attrezzati e ci proviamo - dice il professor Massimo Agosti, primario di neonatologia all’ospedale di Circolo di Varese -. Sono diversi i bimbi nati qui di 500 - 600 grammi e sopravvissuti bene. Ma bisogna essere seri: non è questo il messaggio che vorrei far passare. Come le dicevo, non amo i record e penso che le situazioni in questi casi siano una diversa dall’altra. E temo che, in questo caso, dare numeri sia fuorviante e metta in circolo entusiasmi ingiustificati. Mettiamola così: davanti a queste notizie, preferisco un entusiasmo saggio".

    Il 24 ottobre scorso, la piccolissima Amillia era come una scommessa persa: problemi respiratori (subito messa in incubatrice e sotto ossigeno dalla nascita), una piccola emorragia cerebrale e disturbi digestivi. Eppure, quel corpicino grande quanto una penna, con i suoi organi ancora in fase di formazione è stato difeso dall’équipe medica contro ogni insidia. E lei ha resistito, ha reagito, è cresciuta in modo costante. "Non eravamo affatto ottimisti - ha commentato il dottor William Smalling dell'équipe che l'ha seguita ogni giorno, da quando è nata -, ma la bambina ha dimostrato che avevamo torto. È davvero un miracolo". Secondo i medici, nessuno dei problemi che ha avuto dovrebbe avere conseguenze a lungo termine. "Ora però potrà stare in una culla normale ed essere nutrita con il biberon", ha detto il dottor Smalling. Il pediatra ha evidenziato che il prendersi cura della piccola, nei mesi passati, è stato come "navigare a vista in acque sconosciute. Non sapevamo neanche quali fossero i normali valori della pressione sanguigna per una bambina tanto minuta. Negli anni - ha aggiunto Smalling - le tecnologie utilizzate per salvare i bambini nati prematuri hanno fatto passi da gigante. Oggi siamo in grado di salvare la vita di neonati che non ce l'avrebbero mai fatta appena dieci anni fa". Eccezionale recupero di una bimba prematura: "Ma la caccia al record non è culturalmente giusta", ammonisce il primario di neonatologia dell'ospedale di Circolo Massimo di Varese, Agosti.

    Il 20 febbraio i genitori si sono portata a casa Amillia. E questo, significa avercela fatta. Anche grazie alla tenacia dei medici. Sono le preghiere esaudite della madre. Merito forse anche del nome che i genitori ha scelto per lei che in spagnolo significa "resistente". Quasi una profezia. Come un combattente Amillia è l’eccezione che vince sui manuali di pediatria che danno vicino allo zero le possibilità di sopravvivere a un parto al di sotto delle 23 settimane di gestazione. "Era difficile pensare che sarebbe arrivata a questo punto, ma ora comincia a sembrare una bambina vera - racconta commossa la mamma, Sonja Taylor -. Oggi quando la guardo, anche se pesa 1 chilo e 800 grammi mi sembra così paffutella". Dopo quattro mesi di incubatrice nel modernissimo reparto di cura intensiva neonatale della Baptist Children’s Hospital di Miami, oggi la piccola può considerarsi fuori pericolo. Amillia dovrà comunque ricevere un sostegno. Per i primi tempi il suo apparato respiratorio sarà tenuto costantemente sotto controllo, ma potrà essere nutrita normalmente, con il biberon, anche se dovrà essere seguita con un'alimentazione leggera. All’inizio continuerà a ricevere ancora ossigeno, in misura leggera, almeno fino a quando non raggiungerà il traguardo dei due chilogrammi. Comunque, Amillia ha vinto la sua battaglia contro la natura. L’embrione che era potrà continuerà il suo cammino del diventare donna. E testimoniare il miracolo della vita.

    "Se i numeri corrispondono e la bambina sta bene, o meglio abbastanza bene considerato che il fatto che venga dimessa con l’ossigeno spiega come non sia ancora del tutto ripresa, la notizia sicuramente ci fa contenti". Questo era il commento di Massimo Agosti, primario di neonatologia all’ospedale di Circolo di Varese. "Dopodiché, se le informazioni riportate sono esatte, è importante sapere che questa è un’eccezione assoluta. Sarebbe demagogico e non culturalmente giusto ‘mettere in giro la voce’ che un neonato che nasce di 21 settimane ce la faccia". Quello che al professor Agosti preoccupa, è la ricerca di numeri sempre più piccoli, di casi sempre più eccezionali: "Questo caso è un eccezione per tutto il mondo, non è che certe cose avvengono perché siamo negli Stati Uniti. Anche a Firenze c’è stato un caso da 280 grammi, anche nel nostro reparto ce n’è stato uno da 350 grammi. Ma il problema qui è la ‘caccia al record’, che non mi è mai piaciuta. Temo infatti che queste notizie, il loro lancio nella popolazione, producano concetti e speranze sbagliate".

    Quando è nata a Firenze, la bambina era più piccola del mondo con appena 285 grammi e lunga 25 centimetri. Stava in una mano. La piccola era venuta alla luce col parto cesareo dopo una gestazione di 27 settimane, nel reparto di ostetricia del policlinico fiorentino di Careggi. Come risulta dalla letteratura mondiale, si trattava in quel momento del neonato col peso più basso mai sopravvissuto. La sopravvivenza della bimba, che nell'Unità operativa di neonatologia e terapia intensiva neonatale era stata ribattezzata affettuosamente "la perla", è considerata "un vero e proprio miracolo". Ma il professor Firmino Rubaltelli, che guidava l'équipe di medici ed infermieri che hanno fatto nascere e seguito giorno per giorno la piccina, ha preferito attribuire gran parte del merito "alla forza e alla tempra forte" della bambina. La madre, una signora fiorentina di trent'anni che ha preferito restare anonima, per far nascere la figlia ha rischiato anche l'amputazione di uno degli arti inferiori. "La donna - racconta il direttore di ostetricia Giorgio Mello - è stata visitata alla decima settimana di gestazione e presentava un'arterite diffusa, patologia che rendeva critiche le condizioni della gravidanza". La madre ha deciso però di portare avanti la gravidanza, nonostante gli avvertimenti dei medici rispetto ai possibili pericoli per la sua stessa salute. "Abbiamo portato avanti la gestazione per permettere al feto di formarsi - spiega ancora Mello - finché alla ventisettesima settimana il parto si è reso necessario, perché le condizioni generali della paziente andavano peggiorando". All'arrivo in reparto la bambina è stata ventilata meccanicamente con ventilazione positiva intermittente sincronizzata. Per agevolarne la respirazione sono stati utilizzati cannuli sperimentali, dal momento che tutti quelli a disposizione erano troppo grandi. Dopo 10 ore dalla nascita le sono stati tolti i tubi ed è stata posta in Cpap (Infant flow), un trattamento per la prevenzione di crisi di apnea, proseguito poi, in maniera non continuativa, per il primo mese di vita. Il calo fisiologico ha fatto scendere l'ago della bilancia fino a 255 grammi, dopodiché la bambina ha ripreso a crescere in una maniera che i medici hanno definito "soddisfacente". Una volta tornata a casa, la bambina è stata sottoposta a controlli periodici. "Come tutti i neonati cosiddetti 'critici' sarà seguita per altri 6 anni - spiega il professor Rubaltelli - ma le sue probabilità di condurre una vita normale sono molto vicine al 100%". Per i bambini che nascono molto prematuri, e di basso peso, il rischio è quello di complicazioni polmonari e problemi alla vista. Ma nel caso della piccola "perla" non è stato così, e i medici escludono l'eventualità anche per il futuro. "Si tratta di un evento di grande rilevanza scientifica - commenta soddisfatto il professor Rubaltelli - in considerazione soprattutto dell'evoluzione della neonata rispetto, non tanto all'età post-concezionale, 27 settimane (bassa, ma non bassissima, quanto al peso alla nascita". La letteratura medica parla di un caso analogo, in Giappone negli anni Novanta, ma il neonato pesava 300 grammi e aveva riportato alcune lesioni. I genitori, informano dall'azienda ospedaliera di Careggi, hanno scelto di mantenere l'anonimato, ma hanno comunque voluto che la notizia venisse diffusa "perché riconoscono l'importante valenza scientifica del caso e vogliono infondere speranza ad altri genitori che si dovessero trovare in condizioni analoghe". Lasceranno poi libera la figlia, quando sarà grande, di decidere se raccontare la propria storia.

    Il professor Agosti precisa: "Per decidere lo stato di salute del neonato non bastano i parametri relativi alle settimane di vita e al peso. Non è detto infatti che non stia meglio di qualche bambino nato di 700 grammi e qualche settimana in più, ma gravato da qualche infezione. Su queste cose non si può mai standardizzare". Quali sono i rischi che corrono i bambini che nascono così prematuri? "I primi - spiega il professor Agosti - sono legati alla mortalità, a breve termine ed entro il primo anno di vita. Poi però ci sono anche i problemi legati alla funzionalità cerebrale: per questi bambini infatti si scioglie la prognosi ‘per la funzione’, ma poi le loro capacità vitali e intellettive si comprendono tra i sei e i diciotto mesi". E, su questo, si è permesso di esprimere qualche piccola riserva anche nei confronti della piccola Amillia. "Riserva che spero naturalmente sia presto sciolta", ha aggiunto.

    Nella foto: due minuscoli piedini, quasi fossero di cera, che fanno capolino dalle dita di una mano dell'ostetrica. Sono ritratti in una foto che sta facendo il giro del mondo e appartengono alla piccola Amillia, venuta al mondo a ottobre dopo solo 21 settimane e mezza di gestazione, al Baptist Children's Hospital Miami in Florida, dove ha trascorso oltre quattro mesi nell'incubatrice (Foto di AP Photo).

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    03/02/2007 Messico: parto record, bambino lungo 60 cm e di 6 kg

    In Messico è nato un bambino lungo 60 cm e pesante 6 kg nato con il taglio cesareo.

    E' avvenuto a Cancun in Messico: Antonio Vasconcelos è il nome di "Super Tonio" come è stato soprannominato dai suoi concittadini e presenta solo un tasso zuccherino leggermente elevato.

    I genitori, Teresa Alejandra Cruz, 23 anni e Luis Vasconcelos, 38 anni, rivelano che la sorella di Tonio, di sette anni, pesava ben 5 Kg alla nascita.

    Il neonato beve un litro e mezzo di latte al giorno

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