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  • 18/12/2011 Venezia Verso una rete di amministratori per i beni comuni (http://www.globalproject.info)

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    Più di un centinaio di persone, tra amministratori locali e esponenti di movimenti ed associazioni da tutto il Veneto, hanno partecipato domenica 18 dicembre all'incontro che si è svolto nella sala del Consiglio comunale di Venezia a Ca' Farsetti.

    Si è trattato di un primo ed inedito momento di confronto, promosso dal Centro studi Alternativa Comune in collaborazione con il Gruppo consiliare della Lista "in comune" di Venezia, pensato in preparazione del Forum degli "ammistratori per i beni comuni" lanciato dal sindaco di Napoli De' Magistris per il prossimo 28 gennaio 2012.

    Grazie anche all'intervento degli assessori del Comune di Napoli Alberto Lucarelli (autore del recentissimo volume "Beni comuni: dalla teoria all'azione politica") e Sergio D'Angelo (delegato al Welfare) e al contributo di Giuseppe Bortolussi (segretario degli Artigiani di Mestre) e Luca Romano (ricercatore della società LAN), è stata affrontata la difficile situazione in cui i Comuni si trovano di fronte ad una gestione della crisi che ne ha scaricato i costi proprio sulle autonomie territoriali. 

    Obiettivo che la discussione si è data - secondo Beppe Caccia che ha introdotto l'incontro - è quello di "rovesciare la logica con cui finora è stata governata la crisi e proporre alternative al tempo stesso radicali e immediatamente praticabili."

    Si è così iniziato a ragionare della costruzione di una rete di amministratori locali che "pongano al centro la tutela e la cura dei beni comuni e una più equa redistribuzione della ricchezza prodotta".

    Tre sono le questioni determinanti poste al centro dell'iniziativa: "innanzitutto, le modalità attraverso le quali, contro i tentativi di privatizzazione, garantire una gestione pubblica, rinnovata e partecipata dei servizi ai cittadini." In secondo luogo, "come rompere concretamente i vincoli insopportabili del Patto di stabilità." Infine, come "strutturare nuove politiche di fiscalità locale, in grado di aggredire la rendita e assicurare una reale autonomia finanziaria agli stessi Comuni."

    Ed è su tali questioni che il Governo Monti, la cui prima manovra nulla ha cambiato rispetto alle politiche di taglio dei trasferimenti e di severa limitazione dei margini di autogoverno delle autonomie locali, e il Parlamento nazionale devono essere sfidati e incalzati da subito.

    Temi che saranno al centro del documento di impegni, con cui gli amministratori veneti contribuiranno nei prossimi giorni al Forum di Napoli.

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