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  • 02/07/2010 Mondo bio Italia (a cura di Lorenzo Misuraca, l.misuraca@aiab.it)

    Ricerca personalizzata

    1 Luglio, entra in vigore la nuova etichettatura del Bio europeo. Il biologico primo settore a indicare la provenienza delle materie prime
    Con il 1 luglio entra in vigore la nuova etichettatura del biologico europeo. Una rivoluzione che dà al consumatore un'ulteriore prova dell'affidabilità della produzione biologica. Da oggi infatti i prodotti biologici commercializzati nell'Unione Europea rappresentano l'unico settore agroalimentare in cui è obbligatorio indicare la provenienza delle materie prime. Insieme al nuovo logo europeo, rappresentato da una foglia stilizzata composta da stelle bianche su sfondo verde, i prodotti dovranno indicare “Agricoltura UE”, nel caso gli ingredienti siano tutti provenienti dal territorio europeo, e “Agricoltua Non UE”, nel caso in cui siano importati da Paesi Terzi.  Quando invece il pro dotto è fatto con ingredienti misti, l'etichetta reca “Agricoltura Ue/Non Ue”. Altra grande novità per i consumatori: nel caso in cui tutte le materie prime del prodotto provengano dallo stesso paese, è possibile sostituire la dicitura “Agricoltura Ue”, con quella della nazione. I consumatori potranno dunque acquistare con tutta serenità prodotti bio italiani al 100%, laddove vedranno la dicitura “Italia” insieme al nuovo logo Ue.In ogni caso, fino al 1 Luglio 2012, è possibile commercializzare i prodotti con il vecchio logo bio Ue (una spiga di grano su sfondo blu), etichettati prima dell'entrata in vigore della nuova regolamentazione. (Aiab)

    Nuova etichettatura bio, Aiab pubblica le linee guida per produttori e consumatori
    Diverse indicazioni utili sia per i produttori che per i consumatori sono contenute nel “Documento per facilitare la comprensione e l’attuazione dell’etichettatura nei prodotti biologici all'interno dell'Unione Europea”. Si tratta di un'agile testo che l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica ha prodotto in occasione dell'entrata in vigore del nuovo regolamento Ue sull'etichettatura dei prodotti bio. All'interno del testo, le linee guida per orientarsi tra prodotti bio Ue e importati e saper riconoscere eventuali etichette truffaldine, nel caso dei consumatori. Per i produttori costituisce una rapida guida per capire come e in che caso è applicabile la nuova etichettatura. Il documento è scaricabile qui www.aiab.it (Aiab)

    Agrigento. Lezione di Bio per gli agronomi
    Venti agronomi della provincia di Agrigento a lezione di  Agricoltura Biologica. Il corso di formazione in agricoltura biologica I° livello che prenderà il via entro il prossimo mese di settembre, costituisce il primo passo del protocollo di intesa sottoscritto nei giorni scorsi, tra il Presidente  dell'Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali di Agrigento, Germano Boccadutri  e Calogero Alaimo Di Loro, Responsabile del  CeFAB (Centro di Formazione Agricoltura Biologica). La convenzione prima del suo genere nel territorio italiano,  prevede un accordo che garantisce la formazione continua agli agronomi sui temi del biologico. Il CeFab, struttura dell'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, pensata  per rispondere  in  modo continuo alla domanda di formazione, opera a livello nazionale con il supporto delle AIAB Regionali e prevede un programma che risponde a livello federale e regionale alle esigenze formative dei tecnici  che si riconoscono nel progetto di sviluppo sostenibile promosso da Aiab. I corsisti al termine dell'esperienza saranno iscritti  al Registro Nazionale dei Tecnici Aiab. All'incontro svolto presso il Palazzo Stella di Canicatti, sono intervenuti gli ultimi quattro presidenti dell'ordine e, testimonial d'eccezione, Ferdinando Bentivegna, decano dell'Ordine  di Agrigento, a cui il presidente Boccadutri ha consegnato una targa speciale per i 55 anni di iscrizione all'ordine. (Aiab Sicilia)

    Equivalenza degli OdC per le importazioni
    E’stata avviata da parte della Commissione UE la valutazione delle richieste presentate da parte degli OdC per l’inclusione nell’elenco degli organismi e delle autorità di controllo riconosciuti ai fini dell’equivalenza ai sensi degli artt. 10 e 11 del Reg. (CE) n. 1235/08. Le richieste pervenute sono state numerose, e la Commissione si è impegnata a definire l’elenco entro il 2011  e, secondo quanto dichiarato dal capo dell’unità agricoltura biologica, dott. Hulot, nell’ambito del IV congresso IFOAM, non ci sarà nessuna altra chiamata prima delle definizione della lista iniziale. (Sinab)

    Varese. Un orto in comune, l'agricoltura diventa sociale
    Anche Cardano al Campo (VA) lancia l'operazione orti sociali, già sperimentata con successo in altre città e paesi della zona: il Comune, su iniziativa dell’assessorato alle politiche ambientali, metterà a disposizione un’area di proprietà comunale che verrà adibita allo scopo e dotata di servizi comuni (tra cui un ricovero per gli attrezzi) e camminamenti e che verrà suddivisa in piccoli lotti di terreno da assegnare ai cittadini in base ad una graduatoria. «“Un orto in comune” - spiega l’assessore Vincenzo Proto - èun’opportunità soprattutto per chi vive in appartamento e non ha uno spazio da adibire ad orto nel proprio giardino. L’iniziativa è parte di un percorso avviato con la realizzazione di un corso sulla coltivazione biologica, che lo scorso anno riscosse notevole successo tra i cardanesi. L’auspicio è che tutti i cittadini possano essere messi nelle condizioni di riscoprire il valore della coltivazione domestica della frutta e della verdura». Ogni orto avrà una superficie di cinquanta metri quadrati circa: in mezzo ai singoli appezzamenti ci saranno spazi e dotazioni comuni, con passaggi pedonali, ricovero per attrezzi, contenitori di compostaggio per la produzione di concime naturale. Tra i doveri che gli assegnatari si prendono, c'è anche l'impegno di non usare composti chimici: tutta la produzione degli orti sarà rigorosamente biologica. Per poter richiedere l’assegnazione di un orto sociale è necessario, oltre alla residenza nel Comune di Cardano al Campo, non avere ottenuto per sé o per altro componente del nucleo familiare un altro orto sociale; non essere proprietario o comproprietario o usufruttuario o affittuario di terreni coltivabili siti a Cardano al Campo o limitrofi. Per informazioni e adesioni all’iniziativa, si consigliano i cittadini di rivolgersi all’Ufficio Ecologia di via Torre 2 a Cardano al Campo (tel. 0331/266240). Le iscrizioni alla graduatoria si accoglieranno fino al 30 settembre 2010. (Varesenews.it)

    L'ecobioscosmesi del Parco delle Cinque Terre arriva nelle farmacie
    Cinque terre - riviera di levante. La linea di ecobioscosmesi delle 5 Terre è protagonista del progetto: un progetto, promosso dall’Associazione Titolari di Farmacia della Provincia della Spezia in collaborazione con il Parco Cinque Terre, attraverso la sua linea di prodotti di Eco Bio Cosmesi, che vedrà le farmacie sempre più impegnate nella sensibilizzazione del pubblico sulle buone pratiche necessarie al miglioramento della qualità ambientale. Il progetto è stato presentato nel corso dei 40 anni d’iscrizione all’Albo Professionale dei Farmacisti della Provincia della Spezia, svoltosi nei giorni scorsi a Porto Lotti. “La Farmacia che cura l’ambiente” “Non si tratta di una semplice operazione commerciale ma di una missione che l’Associazione, a fronte degli odierni problemi ecologici, ha sentito la necessità di perseguire” a sottolinearlo Elisabetta Borachia, presidente Associazione Titolari di Farmacia della Provincia della Spezia: «Dobbiamo riservare un’attenzione particolare all’ecosostenibilità delle nostre scelte. Occuparsi dell’ambiente è una forma di coerenza cui il farmacista non si può deontologicamente sottrarre. Da qui nasce l’idea di distribuire nelle farmacie i prodotti eco bio cosmetici del Parco Cinque Terre, un ente da sempre impegnato nella tutela e valorizzazione della natura e del paesaggio». «La gamma dedicata alla cura della persona a marchio Parco Cinque Terre – Spiega Lorella Cavaccini, responsabile Laboratorio di Fitocosmesi del Parco Cinque Terre – nasce dalla passione per il rispetto dell’ambiente e delle sue preziose risorse. Le erbe, i fiori e i frutti freschi utilizzati sono spontanei o coltivati secondo i principi dell'agricoltura biologica sulle terrazze e sui muretti a secco a picco sul mare delle Cinque Terre». Senza l'impiego di derivati Ogm; senza l’utilizzo di solventi chimici; senza ricorrere alla sperimentazione sugli animali; senza l'uso di radiazioni ionizzanti – l’intera linea, con creme per viso e corpo, gli shampoos, il bagnoschiuma, le acque profumate, la linea solare (senza filtri chimici), stick labbra e crema mani, è garantita da Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e certificato da Icea (Istituto Certificazione Etica Ambientale), ed è ottenuta con un sistema di “filiera a km 0”. (cittàdellaspezia.com)

    Dottorini (Idv), dove sono fondi per il biologico dell'Umbria?
    ''Dove sono finiti gli oltre 260 mila euro destinati al sostegno dell'agricoltura biologica e tenuti inspiegabilmente bloccati da oltre sei anni in attesa di determinazioni che sembrano non arrivare mai?''. Cosi' il capogruppo Idv e presidente della commissione bilancio e affari istituzionali della Regione Umbria, Oliviero Dottorini per il quale ''non si comprendono i motivi che hanno indotto l'Umbria a rinunciare a investire queste risorse per sostenere un settore strategico per la nostra regione e che versa in condizioni di grave difficolta'''. Per questo l'esponente dell'Italia dei valori ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale per conoscere le motivazioni del mancato utilizzo dei finanziamenti stanziati dal Ministero delle politiche agricole e forestali negli anni 2003-2004 e che non risultano ad oggi impegnati dalla Regione Umbria. Per Dottorini e' ''gravissimo'' e ''significativo di un approccio miope'' il fatto che si rinunci a sfruttare ''un'occasione di questo genere per sostenere una grande opportunita' per l'agricoltura umbra, soprattutto in un momento di grave crisi economica, rischiando di aggravare la situazione soprattutto dei piccoli produttori, gia' pesantemente penalizzati dalle politiche del Piano di sviluppo rurale''.(AGI) 



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