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  • Terapia del dr. Simoncini (Oncologo) III - Processi Biologici delle Realtà Viventi (http://www.curenaturalicancro.org)

    Ricerca personalizzata

    Mi manda Rai 3 ha ancora parlato di Simoncini che ora opera in Olanda diffondendo il suo metodo basato sul bicarbonato di sodio.
    Gli esperti hanno confermato che Simoncini è stato condannato e radiato dall' ordine dei medici. Egli appliccherebbe un metodo rischioso e senza base scientifica. Questo trattamento sarebbe talvolta invasivo e comunque dannoso. In genere poi il paziente abbandonerebbe altri metodi di cura e la malattia generalmente procederebbe più rapidamente, si soffrirebbe e si morirebbe prima


  • 26/05/2006 Aggiornamento sulla Teoria del Cancro e Fungo
    Il bicarbonato di sodio nella cura del cancro non avrebbe alcun effetto...


  • Risulta chiaro, perciò, come sia estremamente arduo identificare in tutti i suoi processi biologici delle realtà viventi così complesse, tant’è che permangono a tutt’oggi in micologia enormi lacune e approssimazioni di carattere tassonomico.
    Vale la pena allora soffermarsi più approfonditamente su questo strano mondo dalle caratteristiche così peculiari, cercando di sottolineare quegli elementi in qualche modo attinenti con una problematica oncologica.

    1) I Funghi sono organismi eterotrofi e pertanto abbisognano, con riferimento al carbonio e all’azoto, di composti preformati, di cui i carboidrati semplici, ad esempio i monosaccaridi (glucosio, fruttosio, mannosio) sono gli zuccheri più di altri utilizzati.
    Ciò significa che nel loro ciclo vitale dipendono da altri esseri viventi, che in varia misura debbono essere sfruttati, sia in maniera saprofitica ( nutrendosi di scorie organiche) che in maniera parassitaria (attaccando direttamente i tessuti dell’ospite), per esigenze alimentari.
    2) Presentano una grande varietà di manifestazioni riproduttive (sessuali, asessuali, per gemmazione, spesso tutti osservabili in un unico micete), unita a una grande varietà morfostrutturale dei relativi organi, finalizzate alla formazione delle spore cui è affidata la continuazione e la diffusione della specie.
    3) E’ possibile osservare frequentemente in micologia un particolare fenomeno, denominato etrocariosi, caratterizzato dalla coesistenza di nuclei normali e nuclei mutati, in cellule che hanno subito una fusione ifale.
    Oggigiorno esiste una grossa preoccupazione, da parte dei fitopatologi, per la formazione di individui geneticamente anche molto diversi dai genitori, attuatasi mediante tali cicli riproduttivi definiti parasessuali.
    L’uso indiscriminato di fitofarmaci difatti ha spesso determinato mutazioni dei nuclei di molti funghi parassiti, con conseguente formazione di eterocarion talvolta particolarmente virulenti nella loro patogenicità.(3).
    4) Nella dimensione parassitaria i funghi possono sviluppare dalle ife delle strutture specializzate a forma di rostro più o meno ristretto (l’appresssorio e l’austorio), che permettono la penetrazione nell’ospite.
    possono essere dispersi a notevole distanza dal punto di emissione (4) (basta ad esempio un piccolo movimento, per determinarne l’immediata diffusione).
    6) Le spore possiedono una resistenza enorme alle aggressioni esterne, essendo capaci di rimanere dormienti, se le condizioni ambientali non lo consentono, per molti anni, conservando inalterate le potenzialità rigenerative.
    7) Il coefficiente di sviluppo degli apici ifali, dopo la germinazione è estremamente veloce (100 micron al minuto in ambiente ideale), con una capacità di ramificazione e quindi con la comparsa di una nuova regione apicale che in qualche caso si aggira sull’ordine dei 40-60 secondi (5).
    8) La forma del fungo non è mai definita, essendo imposta dall’ambiente in cui si sviluppa.
    E’ possibile osservare ad esempio uno stesso micelio allo stato di semplici ife isolate in ambiente liquido, oppure in forma di aggregazioni via via sempre più solide e compatte, fino alla formazione di pseudoparenchimi (stromi) e di filamenti e cordoni miceliari (rizomorfe).(6)
    Parimenti è possibile constatare in funghi diversi la stessa forma, laddove si debbano uniformare allo stesso ambiente (è il cosiddetto fenomeno del dimorfismo).
    9) La parziale o totale sostituzione delle sostanze nutritive induce frequenti mutazioni nei funghi, che testimoniano l’accentuata adattabilità a tutti i substrati.
    10) Quando esistono condizioni nutrizionali precarie molti funghi reagiscono con la fusione ifale (tra funghi vicini), che consente loro di esplorare più facilmente e con processi fisiologici più completi il materiale a disposizione.
    Tale proprietà, che sostituisce alla competizione la cooperazione, li fa distinguere da ogni altro micro organismo e per questo Buller li chiama organismi sociali.(7)
    11) Nel caso in cui una cellula invecchi o venga danneggiata (ad esempio da sostanze tossiche), molti funghi i cui setti intercellulari sono dotati di un poro, reagiscono con l’attuazione di un processo di difesa chiamato flusso protoplasmatico, mediante il quale trasferiscono il nucleo e il citoplasma della cellula danneggiata in una altra sana, conservando inalterate le proprie potenzialità biologiche.
    12) I fenomeni di regolazione dello sviluppo di ramificazione ifale, tuttora sconosciuti (8), consistono o in uno sviluppo ritmico o nella comparsa di settori, che, pur prendendo origine dal sistema ifale, sono autoregolati (9), cioè indipendenti dalla regolazione e dal comportamento del resto della colonia.
    13) I funghi sono in grado attuare un’infinità di modificazioni al proprio metabolismo per vincere i meccanismi di resistenza dell’ospite, rappresentati da azioni plasmatiche e biochimiche, oltre che da aumento volumetrico (ipertrofia) e numerico (iperplasia) delle cellule colpite.(10)
    14) Sono dotati di una tale aggressività da attaccare oltre che piante, tessuti animali, derrate alimentari, altri funghi, anche protozoi, amebe e nematodi.
    La caccia a questi ultimi ad esempio si attua con particolari modificazioni ifali che costituiscono delle vere e proprie trappole miceliari, ad intreccio, vischiose, o ad anello, che portano all’immobilizzazione dei vermi e alla susseguente invasione ifale.
    In certi casi la potenza aggressiva fungina è così alta da consentire, a un anello cellulare formato da sole tre unità, di stringere, imprigionare ed uccidere una preda in poco tempo malgrado i suoi disperati scuotimenti.
    Dalle brevi notazioni suesposte dunque, sembra giusto dedicare una maggiore attenzione al mondo dei funghi, specialmente in considerazione del fatto che biologi e microbiologi in quasi tutte le descrizioni e interpretazioni sulla loro forma, fisiologia e riproduzione, evidenziano costantemente delle lacune e dei vuoti di conoscenza di vaste proporzioni.
    Una causa vera perciò, estremamente logica della proliferazione neoplastica, sembra risiedere proprio in un fungo, nel più potente cioè e nel più organizzato micro organismo che si conosca, e probabilmente in quei Funghi Imperfetti (così denominati a motivo della disconoscenza e dell’incomprensione dei loro processi biologici), la cui prerogativa essenziale risiede nella loro capacità fermentativa.
    Entro l’esiguo raggruppamento dei funghi patogeni, dunque, si può nascondere la più grave malattia per l'uomo, localizzabile ormai solo con alcune facili deduzioni in grado di concludere il cerchio fino alla soluzione.
    Considerando perciò, tra le specie parassite umane, che Dermatofiti e Sporotrichum dimostrano una morbosità troppo specifica, e che Attinomiceti, Toluropsis e Histoplasma per esperienza entrano in un contesto patologico molto raramente, ecco che emerge nitidamente la Candida Albicans, come unico responsabile della proliferazione tumorale. E in effetti, riflettendo un momento sulle sue caratteristiche, non poche analogie emergono con la malattia neoplastica, quali tra le più evidenti:

    1) Attecchimento ubiquitario; non viene risparmiato praticamente nessun organo o tessuto.
    2) Costante assenza di iperpiressia.
    3) Sporadico e indiretto coinvolgimento dei tessuti differenziati.
    4) Invasività di tipo quasi esclusivamente focale.
    5) Debilitazione progressiva.
    6) Refrattarietà di fronte a qualsiasi trattamento.
    7) Proliferazione favorita da una molteplicità di concause indifferenti.
    8) Configurazione sintomatologica di base con struttura tendente alla cronicizzazione.
    Esiste quindi una potenzialità patogena eccezionalmente alta e diversificata in questo micete di pochi micron che, pur se non rintracciabile con gli attuali strumenti sperimentali, non può essere disconosciuta dal punto di vista clinico.
    Di certo poi non può soddisfare la sua attuale sistemazione nosologica perché, non tenendo conto delle infinite possibili configurazioni parassitiche, risulta in pratica troppo semplicistica e riduttiva.
    Si deve ipotizzare perciò che la Candida, nel momento in cui viene attaccata dal sistema immunologico dell'ospite oppure da un trattamento antimicotico convenzionale, non reagisce secondo gli usuali schemi codificati, ma si difende trasformandosi in elementi sempre più piccoli e indifferenziati ancorché integralmente fecondi, fin quasi a occultare la propria presenza, sia all'organismo parassitato, sia ad eventuali indagini diagnostiche. Il suo comportamento si può considerare un po' come ad elastico:
    Quando sussistono condizioni favorevoli di attecchimento, si espande florida su un epitelio; non appena si innesca la reazione tissutale, si trasforma massivamente in una forma meno produttiva ma non attaccabile, la spora; qualora poi, si determinino delle soluzioni di continuo sub epiteliali, coniugate con una sopraggiunta areattività, in quel momento la spora si insinua approfondendosi nel connettivo sottostante, in un tale stato di inattaccabilità da risultare irreversibile.

    Sommario

  • Terapia del dr. Simoncini (Oncologo) I
  • Terapia del dr. Simoncini (Oncologo) II - Candida e Proprietà Carcinogene
  • Terapia del dr. Simoncini (Oncologo) III - Processi Biologici delle Realtà Viventi
  • Terapia del dr. Simoncini (Oncologo) IV - La Candida si avvale di una Intercambiabilità Strutturale
  • Terapia del dr. Simoncini (Oncologo) V - Alcuni Casi
  • Terapia del dr. Simoncini (Oncologo) VI - Sommario

  • Archivio Cancro da Fungo
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