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  • 21/01/2010 Oltre 3 milioni le richieste di trasferimento automatico delle domiciliazioni RID dal 2007 (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Ricerca personalizzata

    Grazie al servizio di "Trasferibilità automatica delle domiciliazioni RID", gestito dal consorzio PattiChiari, è possibile trasferire automaticamente presso la nuova banca le domiciliazioni gestite tramite il servizio RID (es. le utenze della luce, del gas, ecc.). Lo si fa sottoscrivendo presso la nuova banca un semplice modulo con il quale il cliente stesso autorizza la banca ad addebitare tutte le posizioni precedentemente domiciliate presso la vecchia banca.

    Da febbraio 2007 ad oggi sono state oltre 3 milioni le richieste di trasferimento di domiciliazione RID, e il 92,5% sono state concluse con successo.

    Da luglio 2009 è possibile trasferire anche le rate di mutuo e di prestito da una banca all'altra, lasciando l'operazione di mutuo e prestito sulla banca originaria. Basta compilare lo stesso modulo di "richiesta trasferibilità delle domiciliazioni RID"; è poi la nuova banca ad occuparsi di tutto, fornendo al cliente la certezza dell'avvenuta attivazione delle domiciliazioni sul nuovo conto; la conoscenza di eventuali domiciliazioni che non è stato possibile attivare automaticamente sul nuovo conto; la conoscenza preventiva dei tempi entro i quali il processo di trasferibilità verrà concluso; l'informazione diretta alle aziende erogatrici delle domiciliazioni e del mutuo sulle nuove coordinate di addebito e la comunicazione alla vecchia banca circa la chiusura delle domiciliazioni. Con queste procedure di autoregolamentazione le banche italiane hanno anticipato l'ingresso dei principi europei sulla mobilità della clientela bancaria.

    "La concreta e corretta applicazione di procedure informatiche avanzate che gestiscono milioni di clienti e miliardi di transazioni - commenta Filippo Cavazzuti, Presidente di PattiChiari - richiede sforzi organizzativi ed investimenti economici ingenti. Semplificare le scelte dei clienti di cambiare banca è il segno più evidente della scelta del settore bancario verso un mercato moderno, efficiente e concorrenziale".

    21/01/2010 Tassi di interesse in su a dicembre 2009, Federconsumatori: 350mila famiglie in difficoltà (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    In Italia a novembre 2009 i mutui hanno registrato una crescita del 6%, di molto superiore alla media dell'area euro. E' quanto si legge nel report mensile dell'Abi diffuso ieri. L'Associazione bancaria italiana spiega che il principale stimolo che ha spinto le famiglie italiane ad accendere un mutuo è stata la sensibile riduzione dei tassi di interesse applicati dalle banche per le nuove
    operazioni di acquisto di immobili, rispetto allo scorso anno. A fine 2008, infatti, il tasso d'interesse era del 5%, mentre a novembre 2009 è sceso al 2,9%; già nel mese di dicembre, però, si è registrato un aumento dello 0,5%.

    Secondo Federconsumatori questo rialzo dei tassi dei mutui appare ancora più grave alla luce della fortissima diminuzione dell'Euribor da un anno a questa parte. "È chiaro che, per non intaccare i propri profitti, le banche si sono quindi rivalse sui clienti, compensando la discesa dell'Euribor con un aumento spregiudicato dello spread, cioè del proprio guadagno, e facendo così lievitare le rate dei mutui. Si tratta - aggiunge Federconsumatori - di una condotta inaccettabile, soprattutto in una situazione delicata e complessa come quella che le famiglie stanno attraversando". Federconsumatori stima che sono oltre 350 mila le famiglie che si trovano in difficoltà con il pagamento delle rate dei mutui.

    19/01/2010 Federconsumatori e Adusbef: "I banchieri continuano ad aumentare i costi" (BS, http://www.helpconsumatori)

    Un Governo serio "ha il dovere di interrompere queste micro-rapine quotidiane a danno dei consumatori e delle famiglie" a partire dalla restituzione della commissione di massimo scoperto da parte delle banche, pari a cinque miliardi di euro. È durissimo il commento di Federconsumatori e Adusbef nei confronti delle voci di spesa e dei costi applicati dalle banche - le due associazioni usano la parola "banksters", unione delle parole inglesi bankers e gangsters - di fronte alle diverse commissioni e ai tassi praticati dagli istituti bancari italiani. "Dopo aver spalmato a rate per lunghissimi anni gli effetti della crisi sulla pelle di consumatori, piccole e medie imprese e famiglie con tassi più elevati (attualmente lo 0,52% in più sui mutui rispetto alla media UE) e condizioni più onerose (250 euro il costo di un conto corrente italiano secondo l'ultima indagine europea, ossia ben 7 volte in più della media UE),i banksters italiani - affermano le due associazioni in una nota stampa - continuano imperterriti ad aumentare costi, commissioni e condizioni con sempre più nuove voci di spesa".

    La denuncia di Federconsumatori e Adusbef è che gli istituti impongono canoni periodici elevati e nuove voci di spesa. Secondo il monitoraggio Adusbef, "pagano il denaro raccolto in depositi da uno zero spaccato, fino ad un massimo dello 0,20% (MPS-Antonveneta) - ossia 1,46 euro netti l'anno su una giacenza media di 1.000 euro, ma fanno pagare costi di gestione del conto fino a 820 euro, imponendo nuove voci di costo". Unicredit farà pagare dal primo febbraio tre euro per prelevare contanti allo sportello, affermano le due associazioni.

    "Pagano la raccolta tra lo zero e l'1%, se chiedono somme in prestito alla Bce, ma applicano tassi sui mutui tra il 3,5% se variabili ed il 6% se tassi fissi - continua Adusbef - mentre sui prestiti personali applicano un Taeg del 12,176 % (BPM) fino al 15,09% (MPS); chiedono un tasso debitore del 12,879% (BNL) oltre un 2% di commissioni sui tassi passivi; pretendono 1,95 euro per prelevamenti bancomat altre banche (BPM); 1 euro per prelevare fino a 500 euro di contante allo sportello senza utilizzo di assegno (Intesa San Paolo, Unicredit - fino al 28 febbraio 2010-Banca Fideuram); 4,50 euro per pagare una utenza per cassa allo sportello (Unicredit); chiedono 0,10 centesimi come costo di 1 assegno ed applicano 3 giorni di valuta sugli assegni versati da altre banche (Carige)".

    http://www.helpconsumatori.it

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