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15/11/2005 Al via Sistema di Monitoraggio per Prevenire Catastrofi Naturali (VC, www.helpconsumatori.it)

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Nuovo passo avanti dell'Unione europea per prevenire e gestire terremoti, frane, incendi, inondazioni o eruzioni vulcaniche. L'esecutivo europeo ha annunciato il lancio della fase pilota del sistema di monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza denominato Gmes (acronimo di Global monitoring for environment and security). L'obiettivo finale di Gmes, realizzato dalla Commissione d'intesa con l'Agenzia spaziale europea, e' quello di creare entro il 2008 un efficace sistema integrato europeo per la raccolta di dati basato sull'osservazione satellitare e sui centri di monitoraggio a terra.

Il sistema, sottolinea Bruxelles, consentirà di ottenere una serie di informazioni con un anticipo tale da allertare i governi e i cittadini. I paesi interessati potranno così mettere in atto tutte le iniziative necessarie per evitare il ripetersi di danni gravissimi causati da catastrofi naturali e umane come quelle che si sono ripetute anche negli ultimi tempi in Europa, Asia, America o Africa.

Tre i settori su cui si articolerà, in questa fase, l'attività sperimentale di Gmes: la gestione delle crisi, il controllo del suolo e lo studio della situazione dei mari. Nel primo caso sarà rafforzata la capacità di prevedere e di rispondere alle crisi e alle urgenze legate alle catastrofi. Per quanto riguarda invece il suolo, il servizio di monitoraggio darà la possibilità di ottenere dati costantemente aggiornati a livello locale, nazionale ed europeo. Infine, saranno messi in campo indicatori per poter verificare costantemente la situazione dei mari e degli oceani.

Grazie a questa fase pilota, nel 2008, quando Gmes sarà a regime, potrà essere compiuto un decisivo salto di qualità nella prevenzione di quei disastri ambientali per i quali gli esperti europei ritengono fondamentale un coordinamento di dati e immagini rilevati sia dai satelliti sia dalle strutture di controllo a terra. In prospettiva il sistema, oltre a prevenire disastri ambientali, promette un aiuto concreto anche sul versante della sicurezza. Non solo sarà possibile organizzare meglio gli interventi per la protezione civile e gli aiuti umanitari, ma si potrà, ad esempio, intervenire per bloccare casi di pesca illegale nei mari europei o per intercettare le rotte delle imbarcazioni che trasportano clandestini.

  • 04/11/2006 Firenze Archivio Alluvione
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