TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 03/11/2006 Firenze, 40 anni dall'alluvione (http://www.lanuovaecologia.it)

    Ricerca personalizzata

    Domani l'anniversario della piena del '66.

  • 03/11/2006 Il Rischio Arno

    Per Bertolaso «in Italia c'è ancora poca prevenzione».
    L'acqua arrivò a 4 metri e 92 centimetri

    Il 4 novembre 1966, dopo alcuni giorni di piogge ininterrotte, l’Arno ruppe gli argini a Firenze: l’acqua inondò le strade e raggiunse i primi piani delle case. Le targhe in città dicono 4 metri e 92 centimetri. Il fango invase musei, chiese, e luoghi d’arte: l’acqua entrò in Palazzo Vecchio, nel Duomo, nel Battistero, mentre la furia del fiume sventrò le storiche botteghe degli orafi sul Ponte Vecchio. Il Crocifisso di Cimabue della Basilica di Santa Croce, danneggiato gravemente dall’inondazione, diventò il simbolo di una tragedia che colpì non solo la popolazione, ma anche l’arte e la storia. Le acque si ritirarono solo dopo due giorni, lasciando Firenze sepolta e imbrattata da fango, nafta e montagne di detriti.

    A quarant’anni da un disastro che divenne un simbolo nell’immaginario collettivo, la messa in sicurezza del territorio italiano sembra ancora una chimera. «Gli investimenti per la difesa del suolo, negli ultimi 20 anni, sono sempre diminuiti in ogni Finanziaria», ha ammesso Guido Bertolaso, capo della protezione civile italiana, a margine di un convegno per il quarantennale dell'alluvione di Firenze. «Con la prevenzione - ha chiarito Bertolaso - non si vincono le elezioni: con la prevenzione si mette in sicurezza il territorio ma questo non si vede. Con la prevenzione non ci sarà mai un'alluvione, e se non c'é un'alluvione non ci sono neanche quelle attenzioni dei mass media che fanno notizia». Sull’Arno, in particolare, Bertolaso ha aggiunto: «Resta ancora da completare un'opera che se rimanesse realizzata in modo parziale potrebbe mitigare i possibili danni, ma certamente non evitarli».

    19/10/2006 Gli angeli del fango a Firenze (Silvana Santo, http://www.lanuovaecologia.it)

    A quarant' anni dall' alluvione, la città accoglie i volontari che la ripulirono. In programma mostre e conferenze / LINK: www.angelidelfango.it

    Francesco aveva 15 anni, nel 1966. Insieme agli altri studenti del liceo romano che frequentava, salì su un autobus e partì verso Firenze che affogava nell'Arno. Era uno dei giovani “angeli del fango”, come li chiamò Giovanni Grazzini sulle pagine del Corriere della Sera, che accorsero a migliaia da ogni parte del mondo in aiuto dei fiorentini. Saranno dedicate a loro le commemorazioni organizzate dal Consiglio Regionale toscano per il quarantennale dell'alluvione, che ricorre il 4 novembre. Oltre duemila volontari di allora si raduneranno il girno dell'anniversario a Palazzo Vecchio per ricevere il ringraziamento della città. Il calendario delle celebrazioni prevede anche mostre fotografiche e conferenze per ricordare il contributo impagabile dei giovani volontari, a cui Erasmo D'Angelis, giornalista e ambientalista, ha recentemente dedicato un libro (Angeli del fango, Giunti editore, 2006, Firenze). Il programma delle iniziative è online sul sito www.angelidelfango.it.

    La memoria del lutto accostata a quella della straordinaria reazione corale, dunque. Perché la tragedia del '66 servì a originare una coscienza collettiva della fragilità del nostro territorio e preparò in qualche modo il terreno all'esperienza della Protezione Civile. Secondo Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, l'alluvione di Firenze aprì gli occhi, agli italiani e non solo, «sulla necessità di mettere in salvo quel patrimonio unico al mondo che il nostro Belpaese custodice, una responsabilità di tutela non solo verso l'Italia, ma nei confronti del mondo intero». Fu l'occasione, seppure drammatica, per riconoscere l'importanza di una gestione razionale del territorio e di un'attenta prevenzione del rischio idrogeologico. Un percorso che l'Italia è ancora lontana dal completare, anche se molti passi avanti sono stati compiuti, specie nel campo della gestione delle emergenze. «Gli angeli del fango, - ha dichiarato Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile - sono stati in qualche modo i nostri "antenati", hanno inaugurato il volontariato in Italia. È anche grazie alla loro esperienza se abbiamo raggiunto i livelli di efficienza nei soccorsi visti nell'incidente alla metropolitana di Roma». Non a caso, insieme ad un gruppo bipartizan di parlamentari, Realacci ha presentato alla Camera una mozione che chiede di istituire, proprio il 4 novembre, la Giornata internazionale del volontariato europeo, per ribadire ogni anno che, oltre a cercare di prevenire, bisogna saper curare. È ancora valida, dopo 40 anni, l'amara lezione dell'Arno in piena.

    28/09/2006 Operazione fiumi 2006 (http://www.lanuovaecologia.it)

  • 28/09/2006 Scheda Il Rischio Idrogeologico

    Un mese per monitorare corsi d'acqua. A 40 anni dall'alluvione di Firenze in azione 70mila nuovi angeli del fango.
    Sessantamila volontari tra scout e cittadini insieme a 100mila alunni delle scuole elementari e medie di tutta Italia, saranno la risorsa più preziosa dell’edizione 2006 di Operazione Fiumi. La campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, torna anche quest’anno a viaggiare lungo la Penisola

    per promuovere la prevenzione dal rischio idrogeologico e per l’edizione 2006 raddoppia il suo equipaggio: saranno 33 le tappe in 19 regioni, toccando i grandi fiumi come il Po, l’Adige, l’Arno e il Tevere fino alle fiumare calabresi e siciliane.

    A 40 anni dalla drammatica alluvione di Firenze un vero e proprio esercito di nuovi angeli del fango raccoglierà il testimone di coloro che in quell’occasione fecero della solidarietà una priorità di vita andando a realizzare concrete opere di prevenzione lungo gli argini dei fiumi. Le scolaresche saranno coinvolte in attività educative di informazione e sensibilizzazione e sempre in primo piano ci saranno il monitoraggio delle situazioni più a rischio e le proposte per una piena messa in sicurezza del territorio. Così Legambiente, Dipartimento della Protezione Civile, Scout dell’Agesci e del Cngei, l’Associazione nazionale Alpini, l’Associazione Vigili del fuoco in Congedo, le Misericordie e l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, la protezione civile delle regioni Marche e Sicilia riporteranno l’attenzione sul rischio idrogeologico in oltre 500 località da sud al nord del nostro Belpaese. Sono infatti 5.581 i comuni italiani ad alto idrogeologico , il 70% del totale. Tra questi 9 comuni su dieci hanno abitazioni in aree a rischio e oltre la metà vede addirittura sorgere in queste fabbricati industriali, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per la vita dei dipendenti, anche lo sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Solo negli ultimi 10 anni, il nostro territorio è stato martoriato da ben 12.176 calamità idrogeologiche, dati che evidenziano come il territorio del nostro Belpaese sia fragile, dove basta un temporale per provocare nel migliore dei casi allagamenti e disagi.

    «Quel seme piantato 40 anni fa a Firenze dimostra ancora una volta di essere cresciuto – spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – il volontariato ambientalista e di protezione civile ha raccolto quell’eredità di solidarietà mentre purtroppo il territorio è stato reso più fragile dall’abusivismo, il disboscamento, la mancata manutenzione dei corsi d’acqua e l’urbanizzazione irrazionale. Il ricorrere di eventi alluvionali con conseguenze gravi per la popolazione – conclude Ferrante - non può essere attribuito solo alle intemperanze del clima, ma soprattutto a un modello di sfruttamento intensivo e poco programmato del territorio, che vede sempre più spesso sorgere abitazioni un po’ovunque lungo i corsi d’acqua, senza tenere conto del rischio idrogeologico».

    19/10/2006 Un fiume di volontari (Annarosaria Mazzocchi, http://www.lanuovaecologia.it)

    Al via le giornate nazionali di prevenzione dalle alluvioni. Il 14 e 15 ottobre in 600 località italiane con "Operazione fiumi 2006" di Legambiente

    Il 14 e il 15 ottobre in tutta Italia si terranno le giornate di prevenzione dalle alluvioni previste da Legambiente per la campagna Operazione fiumi 2006, in collaborazione con il dipartimento della Protezione civile. Un weekend durante il quale, in 600 località italiane, migliaia di volontari ripuliranno gli argini degradati dei nostri fiumi e bonificheranno le aree disastrate.

    In occasione del quarantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze è stata inoltre organizzata l’Operazione Arno. Nei pressi del capoluogo toscano, centinaia di volontari di Legambiente, delle associazioni di protezione civile e cittadini di tutte le età si dedicheranno alla cura e al monitoraggio dello stato di salute del fiume e dei suoi argini.
    Per informazioni sul calendario delle giornate di prevenzione dalle alluvioni in tutta Italia: www.legambiente.com

  • 04/11/2006 Firenze Archivio Alluvione
  • Archivio Terremoti ed Altri Eventi Catastrofici
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO