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04/09/2008 Uragani, ora negli Usa arriva Ike (Francesco Pota, http://www.lanuovaecologia.it)

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Un nuovo uragano di forza 4 minaccia le coste statunitensi. Per gli studiosi tempeste di questa intensità saranno sempre più frequenti

Dopo Gustav, un nuovo uragano si sta dirigendo verso gli Usa. Ike, questo il nome, si trova ora nell’atlantico a nord delle isole Leeward e potrebbe raggiungere gli Stati Uniti nei prossimi giorni. Nella notte il centro nazionale degli uragani di Miami, Florida, ha aumentato al forza di Ike da 3 a 4, in una scala da 1 a 5. Non è ancora possibile prevedere con certezza la direzione della depressione che però rimane minacciosa, oltre che per gli Usa, anche per i campi petroliferi del Golfo del Messico. Ike viene tenuto sotto osservazione e, data la sua forza, è definito “estremamente pericoloso”.

Secondo alcuni ricercatori statunitensi gli uragani come Katrina e Gustav e i cicloni tropicali sono destinati a diventare sempre più frequenti e potenti con l'aumentare delle temperature della superficie degli oceani. L'amara previsione di è stata pubblicata su Nature da tre ricercatori americani della Florida State University e dell'università Wisconsin-Madison che hanno esaminato dati satellitari relativi alla velocità massima dei venti e al periodo di vita dei cicloni tropicali che si sono formati negli ultimi 25 anni, dal 1981 al 2006. Usando una tecnica statistica per analizzare le informazioni, i ricercatori hanno cercato di individuare se vi è un trend ascendente nella velocità massima dei venti dei maggiori cicloni tropicali. Con l'eccezione dell'Oceano Pacifico meridionale, tutti i bacini tropicali esaminati hanno mostrato un incremento della velocità massima dei venti dei cicloni e un aumento anche della loro frequenza, soprattutto relativamente all'Oceano Atlantico settentrionale e all'Oceano Indiano settentrionale.

Gli autori hanno calcolato che l'innalzamento di un solo grado delle temperature superficiali oceaniche si traduce in un incremento della frequenza globale dei più intensi cicloni da 13 a 17 per anno, ovvero un aumento del 31%. I risultati, osservano i ricercatori, sono "coerenti con la teoria del calore come motore dell'intensità dei cicloni, cioé come il mare diventa più caldo gli oceani acquistano più energia che viene rilasciata nei venti dei cicloni tropicali".

http://www.lanuovaecologia.it

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