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  • 27/05/2005 Le Donne per il sì al referendum (http://www.aduc.it)

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    Questa e' solo la prima uscita e spero che ne faremo altre. Certo, da oggi bisogna mobilitarsi: avrete una mailing list, dei numeri di telefono, organizzerete delle cene. Insomma, da oggi e per quattro settimane e mezzo fate tutto quello che fareste normalmente, ma fatelo pensando a questo. Ieri, dal parrucchiere, c'era una grandissima discussione su questo argomento, ecco: per quattro settimane e mezzo parlate e non chiacchierate...”. Sorridente ma concreta come sempre Emma Bonino chiude cosi' la conferenza stampa per il “varo del comitato di donne laiche, liberali, radicali, cattolico-liberali per il si' ai referendum sulla procreazione medicalmente assistita e la liberta' di ricerca”. In una sala gremitissima, le 8 fondatrici del comitato coordinato da Emma Bonino e che e' promosso anche da Stefania Prestigiacomo, Margherita Boniver, Stefania Craxi, Giuliana Del Bufalo, Sonia Raule, Maria Silvia Venturini Fendi e Lella Golfo, parlano per quasi tre ore 'istruendo' le colleghe del mondo della politica, accademico, della magistratura, dello spettacolo e delle imprese, della giornalismo e dello sport, su come portare al voto 25 milioni piu' una di persone con il piu' uno “che puo' essere il vicino di casa, il collega, l'amico”.
    E, in effetti, le donne presenti in “sala parlano usando argomentazioni o 'slogan' che riprendono ognuna dal proprio portato personale e politico, culturale o lavorativo. C'e' Stefania Craxi, per esempio, che ricorda che “il referendum e' opera dei socialisti”. Perche' “l'istituto del referendum sta scritto nella Costituzione ma fu attivato “solo quando Pietro Nenni ne fece una condizione per la partecipazione dei socialisti al governo”. E poi Stefania Prestigiacomo che, per argomentare il suo si' contro l'obbligo di impianto anche di embrioni malati e per la liberta' di ricerca, fa riferimento alle sue radici siracusane e cita il problema dell'anemia mediterranea. “Non mi sarei battuta se non fosse stato bocciato il quesito totalmente abrogativo, perche' ritengo che ci debbano essere dei paletti. Pero' sono convinta che tutti e quattro i punti dei referendum vadano toccati”.
    Applauditissimo anche l'intervento di Giulia Bongiorno, il giovane avvocato di Giulio Andreotti che “arringa” la platea da subito con una frase ad effetto: “sono una cattolica praticante che la domenica prende l'ostia senza glutine perche' sono celiaca”. In un solo passaggio due punti nodali della questione: la questione della posizione della Chiesa sulla vicenda e quella della liberta' di ricerca sulle cellule staminali embrionali. “Non so se avete chiaro quello che sta succedendo in Italia: succede che se io faccio la procreazione assistita e se uno dei miei embrioni e' malato il medico me lo deve impiantare lo stesso pero' la legge dice che se voglio posso abortire. Ce l'abbiamo chiaro?” “Normalmente sono contro i referendum, ma sono convinta che se questo passera' aboliremo un mostro perche' e' “un mostro chi ci obbliga a impiantare per poi abortire”.
    Usa un gergo sportivo, ovviamente, Lea Pericoli. “Lo sport individuale mi ha abituato - dice - alla liberta' di scelta e faro' di tutto per portare anche una sola persona a votare perche' e' di 15 in 15 che si vince la partita”. Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, invece, fa un appello “come donna, cittadina e ricercatrice”. “Dico tre si' per questo ma dico anche il mio no come elettrice perche' non apprezzo il fatto che i due massimi leader politici, i due candidati premier del 2006, si siano limitati a dire che “voteranno, ma non come”. Moltissime le adesioni da donne provenienti da tutti gli ambiti. Grazie all'impegno soprattutto di Emma Bonino, sosterranno il comitato, tra le altre: Barbara Contini, inviato “del governo in Darfur, Rossana Boldi, senatrice della Lega e Clarissa Burt di An, l'azzurra Giustina Destro e Susanna Pescante segretaria di Azzurro Donna. Ci saranno poi per il mondo accademico la premio nobel Rita Levi Montalcini e Cinzia Caporale, presidente del comitato di bioetica dell'Unesco e per quello dell'imprenditoria e delle libere professioni le sorelle Fendi e Paola Pelino. E ancora: Virna Lisi, Mara Venier accanto a Laura Lattuada, Elsa Martinelli, Giuliana Lojodice. Fra le giornaliste: Cesara Buonamici, Rosanna Cancellieri e Fiamma Nirenstein. Per lo sport: Manuela Di Centa, Antonella Bellutti e Luisa Rizzitelli. Una 'chicca' e', forse, la presenza, tra le altre, della moglie del coordinatore campano di Forza Italia: Valeria Martusciello.
    Fuori dal comitato, ma da sottolineare come donna per il si' Donna Assunta Almirante, che confessa direttamente al Secolo d'Italia (organo ufficiale di Alleanza Nazionale) di votare si' alla ricerca e no all'eterologa e svela che anche in tema di divorzio mentre il Movimento Sociale Italiano sotto la guida del marito Giorgio Almirante si batteva contro, lei aveva votato seguendo la sua coscienza a favore della legge sul divorzio.

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