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  • 27/05/2005 Italia. Scienziati per si' al referendum e scienziati in sciopero della fame ( www.aduc.it)

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    Andranno a votare al referendum del 12 giugno e lo faranno con 4 "si"', per ribadire, in primo luogo, la liberta' di ricerca nel nostro Paese. Sono il gruppo di scienziati, docenti universitari e ricercatori che hanno sottoscritto il "Manifesto dei 100" e che aderiscono al "comitato scientifico ricerca e salute" che il 18 maggio, hanno pubblicamente spiegato le loro ragioni: "si' alla vita e alla liberta' di ricerca, ai diritti e alle speranze dei malati, delle coppie sterili e con malattie genetiche e alla laicita' dello Stato".
    Tra i primi firmatari: il premio Nobel Rita Levi Montalcini, l'astronoma Margherita Hack, il direttore scientifico dell'Istituto di Europeo di Oncologia di Milano Umberto Veronesi. E ancora Carlo Flamigni, Renato Dulbecco, Giulio Cossu, Lucio Luzzato, Alberto Mantovani. Il manifesto, spiega Marco Cappato, esponente di Radicali Italiani e segretario dell'Associazione Luca Coscioni, e' aperto ad altre "sottoscrizioni".
    "Piu' di ogni altra volta, il referendum riguarda una scelta culturale", sottolinea Michele Mirabella, moderatore della conferenza stampa degli scienziati. "Non ha senso la diatriba sulla opportunita' di usare le cellule staminali embrionali o quelle adulte per la ricerca -sostiene Giulio Cossu, ordinario di Istologia ed Embriologia all'Universita' La Sapienza di Roma- Bisogna studiarle tutte". Perche', spiega Elena Cattaneo, direttrice del Laboratorio di Biologia dell'Universita' degli studi di Milano che da "15 anni" svolge la ricerca sulle cellule staminali embrionali, "bisogna usare tutte le armi possibili per estirpare informazioni sulle malattie, su possibili farmaci. Non siamo sicuri che la ricerca ci portera' a qualcosa di definitivo -ammette la ricercatrice- ma dobbiamo provarci".
    Passano pochi giorni e i ricercatori iniziano uno sciopero della fame, per chiedere iniziative immediate contro la "mancata informazione" sui referendum dei prossimi 12 e 13 giugno. E' la forma di protesta che adottano, dalla mezzanotte del 23 maggio, dieci ricercatori (ma il numero e' in continua crescita), scienziati e accademici italiani, che hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, al premier Silvio Berlusconi, ai presidenti di Camera e Senato, ai presidenti delle commissioni di Vigilanza Rai e dell'Authority per le telecomunicazioni, Claudio Petruccioli e Corrado Calabro', al direttore generale della Rai Flavio Cattaneo e al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Una richiesta di intervento per "restituire ai cittadini italiani" la possibilita' di esercitare "il diritto politico".
    "Chiediamo -scrivono i professori- che siano immaginate ed immediatamente inverate le misure compensative indispensabili per evitare di accettare a priori che il risultato referendario sia fondato su una gara falsata, antidemocratica". I professori auspicano - e suggeriscono - che scattino le sanzioni delle autorita' di controllo, che ci siano interventi normativi, che il capo dello Stato invii messaggi alle Camere. I Radicali si associano all'iniziativa, e Marco Pannella paragona i firmatari della lettera ai dodici professori universitari che si rifiutarono di giurare al regime fascista.
    Primi firmatari della lettera Gilberto Corbellini (ordinario di Storia della medicina a Roma), Luigi Montevecchi (medico), Demetrio Neri (Ordinario di Bioetica a Messina, membro del Comitato nazionale per la bioetica), Maurizio Mori (membro del Direttivo della International association of bioethics), Adolfo Allegra (direttore del Centro Andros, Palermo), Anna Pia Ferraretti (ginecologa, componente del Direttivo della Societa' europea per la riproduzione e la sterilita'), Luca Gianaroli (direttore scientifico della Societa' italiana studi di medicina della riproduzione), Claudio Giorlandino (direttore Centro Artemisia), Marcello Crivellini (professore di organizzazione sanitaria a Milano), Fabrizio Starace (direttore area sociosanitaria ASL Caserta 2, docente di Epidemiologia comportamentale a Napoli).

    "La ricerca sulle cellule staminali e' necessaria e sta gia' avvenendo in varie parti del mondo, e sarebbe infantile e inutile cercare di negarla". Lo ha detto il professor Pier Paolo Pandolfi, oncologo e direttore del laboratorio di biologia molecolare e dello sviluppo del Memorial Sloan Kettering cancer center di New York in merito ai quattro referendum sulla procreazione assistita del prossimo giugno. "E' giusto porre dei limiti morali ma questi vanno tenuti assolutamente distinti dagli aspetti scientifici del problema. Al di la' del merito dei quesiti referendari, se una cosa avviene e' meglio regolamentarla che negarla, e la ricerca su embrioni e cellule staminali e' gia' avviata nel mondo. Non e' possibile mettere la testa sotto la sabbia".

    Anche Luca Coscioni ha deciso di aggiungersi all'iniziativa e lo spiega in una lettera indirizzata a Pannella. “Caro Marco, mi scrivi che “qualsiasi comportamento non puo' esser sufficiente, soprattutto per noi, a permetterci anche un solo giorno di scontatezza”. I miei giorni a volte, sembrano scontati, scontati e contati per la e dalla sclerosi laterale amiotrofica. Ma il mio ragionare ed il mio dialogare non lo sono. Essi sono in grado di andare oltre la scontatezza del quotidiano e mi faccio portare di volta in volta, un po’ piu' vicino a te, a voi, alla mia storia, alla vostra Storia. Sai, questo anno festeggio 10 anni di forzata convivenza con la malattia. Il mio corpo non potra' da essa separarsi e liberarsi. Ma questo discernimento mi serve in questo momento per dare concretezza alla mia intenzione di agire in modo non violento a questa stagione della storia che mi tocca da vicino. E’ una scelta maturata in questo ore e non all’improvviso. Mi nutro di una unica fonte di nutrimento, mi nutre una nutripompa tutta la notte e ingerisco circa 1400 kcal. Ridurro' a partire dalla sera del 26 maggio per due giorni, di un quarto il mio apporto nutrizionale, ingerendo 1050 kcal del mio fabbisogno giornaliero. Un Abbraccio, Luca”.

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