28/10/2005 Ron, un Cd per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (www.aduc.it)

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  • Si chiama 'Ma quando dici amore', dal titolo del brano cantato con Elisa, ed e' una autentica manifestazione d'amore per i 5000 italiani ammalati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), il CD promosso da Ron, che giovedi' 27 ottobre e' in vendita in edicola con il 'Corriere della Sera Magazine' a soli 10,90 euro in piu' rispetto al prezzo della testata.
    Per assicurare fondi alla ricerca su questa gravissima 'malattia dei motoneuroni', cioe' delle cellule nervose del cervello e del midollo spinale che trasmettono i comandi per il movimento ai muscoli, e che progressivamente provoca la paralisi completa, Ron ha coinvolto nel Cd 15 grandi artisti: da Claudio Baglioni a Carmen Consoli, da Samuele Bersani a Loredana Berte', a Jovanotti, Raf, Tosca, Renato Zero, Anggun, Luca Carboni, Lucio Dalla, Elisa, Mario Lavezzi, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista. Tutti questi big della canzone cantano un pezzo del repertorio di Ron insieme a lui: da 'Cambio di stagione' a 'Sei volata via' a 'Quando l'amore c'e" a 'Le ragazze' ed altri. Unico brano inedito e' 'Catch You (il coraggio di chiedere aiuto)' che Ron ha scritto espressamente per Anggun e che dunque canta insieme a lei nella compilation.
    Per presentare e far conoscere questo progetto, Ron ha preso parte insieme a Natasha Stefanenko, a Milano, a un convegno dell' Associazione Italiana per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA), cui andra' l'intero ricavato della vendita del Cd. Si tratta di una associazione con sede a Novara e sezioni in varie regioni italiane -come ha spiegato il presidente nazionale Edoardo Ferlito- punto di riferimento per i pazienti e i loro familiari. Tra gli obiettivi principali: offrire un'informazione costante e aggiornata sulle possibilita' di cura e assistenza, indicare i centri a cui rivolgersi per la diagnosi e le terapie, sensibilizzare l'opinione pubblica, richiedere alle autorita' sanitarie gli interventi per garantire i diritti dei malati, promuovere la ricerca scientifica.
    Oggi la SLA non puo' ancora essere guarita e le sue cause sono sconosciute: a causa della malattia i motoneuroni (che si trovano nella porzione laterale del midollo spinale) muoiono prima del tempo, provocando alla persona colpita un progressivo indebolimento muscolare, fino alla paralisi. Generalmente questa malattia neuromuscolare colpisce persone adulte, di entrambi i sessi, in un'eta' compresa fra i 40 e i 70 anni. In Italia ogni giorno si manifestano in media tre nuovi casi di SLA e si contano circa 6 ammalati ogni 100 mila abitanti.
    Ma come mai Ron e Natasha ha scelto di "adottare -come ha detto Ferlito- questi malati?". "Quattro anni fa -ha risposto il cantante- si e' ammalato l'attuale vicepresidente dell'AISLA Onlus, Mario Melazzini mio grandissimo amico. Io ho praticamente conosciuto l'esistenza di questa malattia attraverso lui. Ho vissuto la sua situazione passo passo, ho condiviso la sua malattia. Cosi', ho pensato a come avrei potuto rendermi utile con la mia attivita'. E siccome per la ricerca scientifica ci vogliono molti soldi, ho pensato di fare un disco per aiutare la ricerca. Ma non da solo: ho chiomato a raccolta i miei colleghi e tutti hanno risposto con entusiasmo".
    Se Ron e' coinvolto da quattro anni, Natasha da tre, "da quando ho conosciuto Ron e sono diventata anche amica di Mario -dice la show girl- Non ci sono stata a pensare su troppo, mi e' venuto spontaneo. In particolare mi ha stupito il fatto che siccome e' una 'malattia rara', c'e' poco ritorno per gli investimenti in ricerca. E siccome non c'e' il business, le case farmaceutiche nemmeno ci si mettono. Quindi, tutto quello che possiamo fare per attrarre capitali e risorse da dedicare alla ricerca scientifica e' ben fatto. Anche io, negli spettacoli a cui partecipo cerco di far conoscere questa questi problemi".
    La ricerca, nel frattempo, si sta muovendo: la dottoressa Letizia Mazzini, della Clinica Neurologica dell'Ospedale Maggiore di Novara, ha indicato quella che e' oggi la strada seguita dagli studiosi, quella delle cellule staminali. E ha parlato dello studio di fase 1 cominciato nell'autunno 2004 e tutt'ora in corso con l'Universita' di Torino: su sette pazienti sono state prelevate staminali adulte dal midollo osseo, sono state espanse e poi impiantate nel midollo spinale con tecnica microchirurgica. "Ma questo e' ancora uno studio di fase 1 -ha precisato la ricercatrice- e il suo scopo e' solo quello di accertare la non tossicita' della terapia sperimentale. A un accertamento con la risonanza magnetica si vede che le cellule hanno raggiunto il luogo sperato e non si sono verificati finora eventi avversi gravi".
    "Tutto questo fa sperare -ha detto Ron- nel frattempo alla ricerca servono soldi e la SLA, come e' scritto sulla copertina del CD, si puo' combattere anche cantando".
    Su Internet: http://www.ron.it/sla.htm

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