17/02/2006 Staminali per curare l'Epatite Fulminante (www.aduc.it)

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  • Il futuro della cura dell'epatite fulminante, che porta a morte nel 40-60% dei casi, sono le cellule staminali adulte.
    E' la prospettiva che si intravede negli ottimi risultati di uno studio su animali che sara' presentato al 39/imo meeting annuale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), che si e' aperto a Roma il 15 febbraio. La ricerca pre-clinica e' stata anticipata da Antonio Gasbarrini, Professore Associato di Medicina Interna - Universita' Cattolica Roma.
    Ogni anno in Italia vi sono almeno 200-300 casi di epatite fulminante, ha spiegato Gasbarrini, di questi il 40-60% muore, la meta' dei quali avrebbe avuto come unica chance di sopravvivenza il trapianto di fegato. Questo, che ad oggi rimane l'unica possibilita' di salvezza per questi pazienti, ha proseguito Gasbarrini, ha pero' nel loro caso un esito non sempre buono e quindi, anche dopo un trapianto, la sopravvivenza del paziente reduce da un'epatite fulminante non e' alta.
    Le terapie rigenerative con cellule staminali adulte sono per loro, ha rilevato Gasbarrini, una prospettiva futura di salvezza. Il fegato ha di per se' capacita' di autorigenerarsi, ma la perde in questi gravi malati. Per loro si sta dunque studiando il trapianto di staminali adulte da donatore, staminali o della linea del sangue (dal midollo) o di altri tessuti.
    Nello studio, ha anticipato Gasbarrini, si e' visto come in animali modello di epatite fulminante da tossici (come l'alcol), un cocktail di staminali adulte e fattori di crescita in sole 1-3 settimane ha permesso la guarigione del fegato. Non solo le staminali trapiantate agli animali, che normalmente morirebbero tutti senza questo trattamento, si trasformano in epatociti rigenerando l'organo, ma un animale su due sopravvive grazie al trapianto di staminali.
    La terapia rigenerativa con staminali adulte, inoltre, si intravede come opzione terapeutica anche per malattie epatiche di natura ereditaria. In questo caso, ha spiegato l'esperto, le staminali sono usate per correggere il difetto genetico presente nel Dna delle cellule di fegato del paziente. In pratica le staminali adulte trapiantate si farebbero veicolo di terapia genica con cui curare, un giorno, malattie come l'emacromatosi, malattie metaboliche di origine congenita.
    I promettenti studi su animali, ha concluso Gasbarrini, fanno ben sperare nel giro di alcuni anni di arrivare a testare simili strategie terapeutiche sul paziente.

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