05/03/2006 La Pillola Anti-Impotenza stimola le Staminali e fa bene al Cuore (www.aduc.it)

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  • Anche le donne potrebbero avere bisogno della pillola anti-impotenza. Ma il sesso non c'entra: e' per 'problemi di cuore'. I ricercatori dell'Universita' di Padova, guidati da Carlo Foresta, hanno infatti scoperto che i farmaci che gia' curano la disfunzione erettile potrebbero essere utilizzati per prevenire le malattie cardiovascolari. La ricerca -in via di pubblicazione sull'International Journal of Impotence Research- dimostra infatti che l'uso di questi farmaci stimola il rilascio nel sangue di cellule staminali capaci di riparare i danni alle arterie e alle coronarie. Lo stesso professor Foresta, che ha illustrato lo studio nel corso di una conferenza stampa a Milano, ha descritto le arterie come cilindri, formati da diversi strati di cellule, il piu' interno dei quali e' noto come endotelio. E sono proprio le cellule dell'endotelio le prime ad alterarsi, quando si presentano condizioni in grado di produrre un danno. L'organismo umano, per fortuna, e' in grado di riparare l' endotelio danneggiato attraverso due meccanismi: producendo nuove cellule endoteliali sane a livello della lesione; e stimolando il midollo osseo a rilasciare cellule stamin ali, specializzate nel trasformarsi in cellule endoteliali, che attraverso il circolo sanguigno raggiungono e riparano la lesione stessa. I ricercatori dell'Universita' di Padova hanno proprio dimostrato, con il loro studio, che gli inibitori della 'fosfodiesterasi di tipo 5' (ovvero, i farmaci come il Viagra, che curano la disfunzione erettile) hanno un'azione anche sul midollo osseo, dove favoriscono il rilascio nel circolo sanguigno di cellule staminali, che in seguito diventeranno cellule endoteliali. Secondo studi precedenti, oltretutto, era gia' noto che questo meccanismo e' fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari: e' stato infatti dimostrato che un basso numero di cellule staminali endoteliali nel sangue predispone alle malattie cardiovascolari, indipendentemente dagli altri fattori di rischio (come il fumo, l'ipertensione, il diabete e l'obesita'). "I nostri dati sono stati documentati in oltre 300 soggetti affetti da disfunzione erettile, che inoltre presentavano alterazioni vascolari e avevano fattori di rischio cardiovascolare. In questi pazienti, il numero di cellule staminali endoteliali nel circolo sanguigno era molto basso; dopo il trattamento con i farmaci inibitori della fosfodiesterasi, nell'80% di essi le cellule sono tornate a livelli normali". Una scoperta, questa, che puo' rappresentare una svolta importante nel trattamento delle patologie cardiovascolari. "Gli inibitori delle fosfodiesterasi -ha spiegato il ricercatore padovano-, indipendentemente dall'effetto che hanno sul pene, hanno un effetto importante sul midollo osseo, e questo meccanismo di rilascio delle cellule stamin ali endoteliali e' biologicamente identico sia negli uomini sia nelle donne. La nostra ricerca apre un importante scenario nella cura delle malattie delle arterie come l'aterosclerosi, e in futuro potrebbe diventare fondamentale nel trattamento dei vasi sanguigni in genere".

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