05/03/2006 Ricostruita la Pelle grazie alle Staminali (www.aduc.it)

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  • Per la prima volta al mondo la pelle completa di strato superficiale e profondo e' stata ricostruita in laboratorio utilizzando tre diversi tipi di cellule staminali prelevate da 13 pazienti ed e' stata poi reimpiantata negli stessi pazienti per riparare lesioni molto gravi ed estese.
    Il seno al silicone è destinato a diventare un vecchio ricordo in una manciata di anni: il futuro é legato alla possibilità di coltivare in laboratorio le cellule staminali adulte del tessuto adiposo (adipociti), che insieme alle ghiandole mammarie costituiscono il tessuto del seno. "Ricostruire la parte grassa della mammella eviterà l'uso di protesi", ha detto il direttore della cattedra di Chirurgia plastica dell'università di Roma La Sapienza, Nicolò Scuderi, a margine del primo congresso nazionale Corte (Conferenza italiana per lo studio e la ricerca sulle ulcere, piaghe, ferite e la riparazione tessutale) che riunisce 34 societa' scientifiche e inoltre associazioni di pazienti e infermieri.
    "La ricostruzione del seno basata sulla coltivazione in laboratorio degli adipociti potrà essere utilizzata sia per ricostruire il seno a pazienti che hanno subito l'asportazione sia per interventi estetici, comunque non potrà avvenire a breve: richiederà ancora un periodo compreso fra 3 e 5 anni". La coltivazione degli adipociti è uno dei tanti capitoli del vasto programma di ricerca recentemente finanziato dal ministero della Salute con 20 milioni e proposto dal gruppo di Scuderi insieme all'Istituto di Istologia dell'università di Padova e dall'azienda specializzata in Ingegneria dei tessuti Fidia Advanced Biopolymers. Oltre alla messa a punto di tecniche per la coltivazione degli adipociti, il programma prevede la coltivazione dei bulbi piliferi, delle cellule del muscolo cardiaco, di pelle e cartilagine. Scuderi è ottimista sugli sviluppi che queste tecniche potranno avere: "sono sicuro che il futuro non sarà il trapianto di cuore, ma il cuore coltivato in laboratorio a partire da cellule cardiache".
    "Le cellule staminali adulte si utilizzano da quasi trent'anni in chirurgia plastica ma soltanto adesso, dopo tanti tentativi, si è finalmente riusciti a ricostruire la pelle intesa come intero organo", comprensivo cioé di derma ed epidermide. Finora in laboratorio era stato coltivato soltanto lo strano più esterno della pelle, l'epidermide, e soltanto recentemente alcuni gruppi nel mondo sono riusciti a ricostruire tutti gli strati e studi di questo tipo sono in corso in Giappone, e Francia. "Ma finora nessuno ne ha mai descritto l'impiego clinico", ha detto Scuderi. Adesso avere a disposizione l'intera pelle permette di riparare lesioni molto gravi e profonde, come quelle dovute all'asportazione di nevi congeniti, che spesso occupano vaste porzioni di pelle, come l'intera schiena. Da nevi di questo tipo e così estesi erano affette 7 delle 13 persone che hanno ricevuto il nuovo lembo di pelle sana. Sono tutti bambini, dai 3 ai 14 anni, nei quali la presenza del nevo é legata al rischio di sviluppare tumori maligni della pelle. Delle altre 6 persone che hanno ricevuto l'impianto, due avevano ferite da trauma alle gambe, tre gravi cicatrici e una un tumore ai vasi sanguigni.
    Tutti gli interventi sono stati eseguiti dal gruppo dell'università La Sapienza in collaborazione con l'azienda specializzata in ingegneria dei tessuti Fidia Advanced Biopolymers. Il primo passo è stato prelevare dalla pelle di ciascun paziente tre tipi di cellule staminali: i cheratinociti, che permettono di riparare la pelle, i fibroblasti, che permettono di ricostruire lo strato profondo, e i melanociti, che danno colore alla pelle. Quindi le cellule staminali sono state inserite nelle maglie di una sorta di impalcatura di acido ialuronico, dove si sono moltiplicate, dando origine alla pelle. Quindi il lembo di pelle così ottenuto (generalmente quadrati dal lato di 8 centimetri) sono stati impiantati nei pazienti. "In un caso è stato ottenuto un attecchimento del 100% e negli altri casi l'attecchimento è stato compreso fra il 60% e l80%". Un risultato giudicato da Scuderi "soddisfacente". Il primo paziente è stato trattato due anni fa, l'ultimo la settimana scorsa. La ricerca intanto va avanti e altri tre interventi sono in corso".
    "Si tratta di un miglioramento dello standard attuale" ed è "un esempio importante", ha osservato il direttore del Laboratorio di Ingegneria dei tessuti del Centro di biotecnologie avanzate di Genova, Ranieri Cancedda. E' anche un annuncio che arriva in un momento di stasi generale dell'attività italiana in questo campo, dovuto al fatto che ogni centro deve necessariamente riorganizzarsi per essere in regola con le nuove procedure previste dall'Unione Europea. Se questo in Italia ha comportato un rallentamento dell'attività, a livello internazionale la ricerca si sta consolidando. "Sono sempre più numerosi i gruppi che si stanno impegnando sull'ingegneria dei tessuti. Molti sono impegnati in sperimentazioni in fase pre-clinica in quanto il passaggio alla clinica è difficile".

    Dalla pelle alla cornea, tutti i tessuti biotech
    L'impianto di pelle completa di epidermide e derma coltivata in laboratorio eseguito a Roma su 13 pazienti segna sicuramente un passo in avanti tecnico in quello che è probabilmente il settore più avanzato e consolidato nella ricerca sui tessuti biotech, che coinvolge numerosi gruppi di ricerca in tutto il mondo. Dalla pelle alla cornea, dalle cellule cardiache a quelle di cartilagine e osso, al tessuto nervoso, non arrivano a una decina i settori della ricerca in questo campo.
    Ecco i principali settori sui quali è in corso la ricerca:
    - PELLE: è una tecnica di nicchia e attualmente il numero dei pazienti che possono beneficiarne non è elevatissimo;
    - CORNEA: anche in questo caso il numero dei pazienti è ristretto;
    - CUORE: numerosi gruppi hanno cominciato test clinici basati su stamin ali del muscolo cardiaco e condotti su pazienti colpiti da infarto. I possibili beneficiari della tecnica sarebbero numerosi, ma prima di trarre conclusioni molti aspettano i risultati dele sperimentazioni in corso;
    - CARTILAGINE: la coltivazione di questo tessuto ha preso piede e continua a crescere, i possibili beneficiari potrebbero essere decine di migliaia;
    - OSSO: anche in questo campo l'interesse sta aumentando e si sta avvicinando la fase del passaggio dai test pre-clinici ai clinici;
    - VASI SANGUIGNI: i test su animali sono in fase avanzata e si sta cominciando a pensare a uno studio pilota;
    - SISTEMA URO-GENITALE: sono in corso test pre-clinici negli Stati Uniti;
    - TESSUTO NERVOSO: l'obiettivo ambizioso è la cura delle paraplegie attraverso la riparazione dei danni periferici;
    - GHIANDOLE ENDOCRINE: la ricerca riguarda soprattutto le cellule del pancreas addette alla produzione di insulina;
    - CELLULE DI FEGATO E RENE: vengono utilizzate per realizzare bioreattori per riparare insufficienze acute o in persone in attesa di trapianto.

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