22/07/2006 Create Staminali Pluripotenti senza Embrioni (www.aduc.it)

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  • Sono pluripotenti come le staminali embrionali, ovvero in grado di trasformarsi -differenziarsi dicono gli esperti- in tutti i tipi di cellule adulte.
    Ma si ricavano dagli ovociti e, dunque, per ottenerle non c'e' bisogno di ricorrere all'embrione, evitando cosi' la 'bagarre' sull'uso delle tanto discusse staminali embrionali. A metterle a punto un team di studiosi dell'universita' di Milano guidato da Fulvio Gandolfi, che stamattina ha presentato la sua ricerca, in attesa di pubblicazione, all'incontro capitolino organizzato dai ricercatori italiani impegnati in studi su linee di cellule staminali embrionali importate dall'estero.
    La tecnica usata, chiamata partenogenesi, consiste nello stimolare chimicamente gli ovociti per farli dividere, come se fossero stati fertilizzati naturalmente. "Si tratta di una forma di riproduzione senza fecondazione -spiega Gandolfi- che in natura avviene solo in alcune specie, come le api e le formiche". Ma in Italia la partenogenesi ha luogo anche in uno dei laboratori dell'universita' di Milano, "dove le cellule ottenute sono in cultura ormai da due anni. Adesso si tratta di capire quanto siano 'plastiche', nonche' quanto siano stabili geneticamente e assimilabili alle staminali embrionali". Insomma, se potranno prendere il posto delle staminali embrionali e' ancora da vedere, "ma per il momento i risultati sono buoni".
    Sulla loro produzione, del resto, non c'e' alcun problema. "In Italia, anche grazie alla legge 40 gli ovociti sono in sovrannumero, perche' la legge consente l'impianto di soli tre embrioni alla volta. Ma i medici, grazie ai trattamenti di superovulazione, raccolgono molti piu' ovociti e questi possono essere donati alla ricerca. Ne bastano venti per ottenere due linee cellulari. E la raccolta di venti ovociti si raggiunge, in media, in tre giorni girando i laboratori di fecondazione assistita".
    Vi e' poi un altro aspetto promettente riguardo all'impiego di queste cellule. "In caso di trapianto e' piu' facile trovare un ricevente compatibile, poiche' la variabile genetica, essendo omozigoti, e' dimezzata. E' come avere un gruppo sanguigno 0: va bene quasi per tutti

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