29/10/2006 In via di Sperimentazione Nuovo Trattamento per la Sla (www.aduc.it)

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  • Si chiama Glatiramer acetato ed e' usato nel trattamento farmacologico della sclerosi multipla.
    Ora, in via sperimentale, viene somministrato anche a una sessantina di pazienti italiani, affetti da sclerosi laterale amiotrofica. Per i malati di Sla si apre cosi' una nuova finestra sulla speranza. La sperimentazione coinvolge tre centri italiani (l'ospedale Molinette di Torino, l'Istituto auxologico italiano del S. Luca e l'Irccs S. Raffaele, entrambi di Milano) oltre ad altri sedici strutture europee.
    I pazienti che partecipano ai trials, della durata di un anno, sono trecento in tutta Europa. I soggetti scelti, di eta' variabile tra i 18 e i 70 anni, dovevano avere un requisito fondamentale: almeno il 70 per cento di capacita' respiratoria.
    Meta' dei volontari assumera un placebo, l'altra meta' la molecola da testare.
    L'uso del Glatiramer per rallentare i processi degenerativi della Sla e' gia' stato sperimentato con efficacia sul modello animale, afferma uno dei neurologi che sta seguendo lo studio, Adriano Chio', del Dipartimento di neuroscienze dell'Universita di Torino. Attualmente in Italia sono in trattamento 25 pazienti a Torino e 35 a Milano.
    Il Glatiramer acetato e' un polimero di tre amminoacidi, la cui sequenza assomiglia a quella della proteina basica della mielina. Nella sperimentazione sui topi si e' dimostrata efficace sia sulla durata sia sulla sintomatologia della sclerosi laterale amiotrofica.
    La Sla e' una malattia degenerativa progressiva che porta alla paralisi di tutti gli arti e dei muscoli deputati alla deglutizione, alla parola e alla respirazione. La Sla e anche chiamata malattia di Charcot, dal nome del neurologo inglese che l'ha descritta per la prima volta nel 1860, o morbo di Lou Gehring, come il famoso giocatore di baseball americano che ne fu colpito. In Italia la Sla colpisce 4 mila persone l'anno, al momento non esiste possibilita' di guarigione.
    In contemporanea al test sul farmaco, in sette centri italiani (a Torino, Milano, Genova, Pavia, Pisa, Roma e Palermo) da qualche settimana e' partito un altro studio-pilota riguardante la sclerosi laterale amiotrofica. In questo caso un farmaco, il G-Csf, normalmente usato in ematologia nei trapianti di midollo osseo, viene iniettato sottocute in soggetti malati con lo scopo di produrre la stimolazione di cellule staminali sane che, reiniettate nel sangue, dovrebbero riuscire a contaminare l'intero sistema nervoso bloccando i processi degenerativi della malattia.
    Questa sperimentazione con l'uso delle staminali, precisa Chio', che segue i quattro volontari trattati alle Molinette di Torino e' ancora in una fase iniziale. Per ora ne stiamo verificando la tollerabilita' da parte dei pazienti . Nell'uso di questo fattore di crescita stimola-staminali la difficolta' principale e' abbattere la barriera emato-encefalica tra il sangue e il sistema nervoso, spiega il neurologo torinese. I 28 pazienti inseriti nel programma di sperimentazione vengono sottoposti a questo trattamento ogni tre mesi. I risultati di questa prima fase di studio sono attesi per la fine del 2007.
    Nel nostro paese la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica si dimostra particolarmente vivace, commenta Mario Melazzini, presidente dell'Aisla, l'associazione che si occupa di questa malattia, di cui lui stesso e affetto e l'Italia, a livello mondiale, si conferma come quarto Stato produttore di ricerche sulla Sla, sia cliniche sia di base.

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