10/11/2006 Da staminali isolate in Italia creato nuovo tessuto muscolare (www.aduc.it)

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  • Muscoli nuovi grazie a 'supercellule' staminali isolate in Italia. La promessa contro gravi malattie ancora senza cura arriva da uno studio disponibile su 'Pnas' online, condotto da ricercatori dell'universita' Cattolica di Roma in collaborazione con l'Irccs San Raffaele di Milano. Gli scienziati hanno isolato per la prima volta nell'uomo particolari staminali adulte dette mesoangioblasti, dotate di una capacita' proliferativa tale da permetterne l'uso efficace in terapia. La scoperta -che il 7 novembre sara' pubblicata anche su 'Pnas' in versione cartacea- e' firmata da Roberta Morosetti e Massimiliano Mirabella del Dipartimento di Neuroscienze della Cattolica romana diretto Pietro Attilio Tonali, ed e' stata condotta tra il Policlinico Gemelli (Laboratorio interdisciplinare per le cellule staminali e le terapie cellulari) e l'istituto San Raffaele di Milano, grazie alla collaborazione con il responsabile dello Stem Cells Research Institute dell'ospedale di don Verze', Giulio Cossu.
    Gli studiosi -riferisce una nota- hanno dimostrato che e' possibile isolare i mesoangioblasti umani, caratterizzarli ed espanderli fino a ottenerne quantita' necessarie per possibili terapie cellulari nell'uomo. Il tutto partendo da semplici frammenti di biopsie muscolari fatte a pazienti con miopatie infiammatorie. In particolare, per la prima volta e' stato possibile provare che nella miosite a corpi inclusi (Ibm), la piu' frequente miopatia acquisita dopo i 50 anni, tipicamente resistente alle terapie immunosoppressive e con decorso progressivo e invalidante, i mesoangioblasti sono presenti in numero normale, ma non riescono a dare origine a cellule del muscolo scheletrico. I ricercatori italiani sono quindi riusciti a individuare e correggere in vitro il blocco maturativo, inducendo tali cellule a differenziarsi efficientemente in muscolo come si osserva in altre forme di miopatia infiammatoria studiate (polimiositi e dermatomiositi). La 'bonta' del nuovo muscolo e' stata verificata nel topo.
    Una volta 'ricondizionati', ossia rieducati a differenziarsi in cellule muscolari mature, i mesoangioblasti dei malati di Ibm trapiantati in topini di laboratorio (del tipo 'mdx-scid') sono stati in grado di dare origine a nuove fibre muscolari. Lo studio -assicurano gli autori- apre nuove prospettive per la terapia della Ibm. In questi malati la speranza e' di incrementare la scarsa capacita' di rigenerazione del muscolo, utilizzando cellule ottenute dalle biopsie muscolari degli stessi pazienti che, dopo adeguata stimolazione per favorirne la differenziazione, potrebbero essere reinfuse tramite cateterismo intra-arterioso selettivo per riparare i muscoli lesi.
    L'uso di questa popolazione di staminali autologhe eliminerebbe la necessita' di farmaci antirigetto. I mesoangioblasti, che con la tecnica descritta su 'Pnas' possono essere isolati e coltivati anche da tessuto muscolare bioptico adeguatamente congelato -evidenziano gli specialisti- sono staminali adulte associate ai vasi e sono multipotenti, quindi in grado di differenziarsi in vari tessuti di derivazione mesodermica come osso, muscolo liscio, cardiaco e scheletrico. E in modelli di topo con distrofia muscolare hanno mostrato una importante capacita' di riparare la struttura e la funzionalita' dei muscoli, riuscendo a raggiungerli attraverso il sangue quando iniettate per via intra-arteriosa. Queste cellule sono potenzialmente utilizzabili per una terapia cellulare rigenerativa del muscolo senza necessariamente essere geneticamente modificate. Ora, avvertono gli autori, ulteriori studi preliminari e trial di fase I sono indispensabili prima di verificare l'efficacia terapeutica di queste 'superstaminali' nei pazienti con Ibm o con altre patologie muscolari degenerative.

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