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  • 30/03/2007 Con staminali umane riparato cuore colpito da infarto (www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

    Cuore danneggiato da infarto riparato grazie alle cellule staminali prelevate da placenta 'a termine'. E' il risultato di uno studio italiano. Nei laboratori dell'Istituto nazionale di biostrutture e biosistemi (Consorzio interuniversitario Inbb), infatti, per la prima volta cuori di ratti sottoposti a infarto sperimentale sono stati rigenerati col trapianto di staminali umane di tipo mesenchimale, isolate da placenta a termine, normalmente eliminata dopo il parto. La ricerca e' stata realizzata in collaborazione con il Cnr e l'ospedale S. Orsola-Malpighi di Bologna, e pubblicata sul 'Journal of Biological Chemistry', organo ufficiale della American Society of Biochemistry and Molecular Biology.
    Prima del trapianto nel tessuto cardiaco, le cellule sono state 'orientate' a differenziarsi in miocardiche e vascolari con l'aiuto di una nuova molecola: un composto contenente acido ialuronico, acido butirrico e acido retinoico (HBR). La molecola, si legge in una nota del Cnr, ha permesso "un'elevata resa di differenziamento cardiovascolare in vitro'". Non solo, l'HBR ha fato si' che le stesse staminali producessero fattori di crescita, in grado di indurre la formazione di nuovi vasi coronarici (angiogenesi) da parte del tessuto cardiaco ricevente.
    Alcuni di questi fattori di crescita, inoltre, erano dotati di proprieta' antiapoptotiche (capaci di prevenire la morte cellulare).
    Questo tipo di trapianto 'riparatore' si e' dimostrato particolarmente tollerato. Non e' stato necessario, infatti, fare uso di immunosoppressori, pur trattandosi di uno xenotrapianto (donatore e ricevente sono di due specie diverse).
    Anche dal punto di vista etico si tratta di una tecnica che non pone problemi: le cellule staminali sono state isolate da un organo (placenta a termine) che viene eliminato dopo il parto.
    Intanto i ricercatori vanno avanti e hanno messo a punto uno studio preclinico sul maiale, in vista di una applicazione clinica nell'uomo. Le ricerche sono state coordinate da Carlo Ventura, direttore del Laboratorio di Biologia molecolare e bioingegneria delle cellule staminali dell'Inbb, presso l'Istituto di Cardiologia dell'ospedale S. Orsola-Malpighi di Bologna, in collaborazione con Fabio Recchia dell'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa (Ifc-Cnr), Gian Paolo Bagnara del Dipartimento di Istologia, embriologia e biologia applicata dell'Universita' di Bologna, e Gianandrea Pasquinelli del Dipartimento di Patologia sperimentale dello stesso ateneo.

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