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  • 30/03/2007 Staminali del midollo osseo bloccano quelle della sclerosi multipla (www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

    Uno studio italiano ha dimostrato sui topi la possibilita' di bloccare la progressione della sclerosi multipla (SM) con cellule staminali adulte del midollo osseo e i ricercatori pensano che entro il 2007 partira' la sperimentazione sull'uomo.
    La ricerca, e' stata condotta da Antonio Uccelli, responsabile dell'Unita' di neuroimmunologia del Dipartimento di Neuroscienze dell'Azienda Ospedale S. Martino e Universita' di Genova, in collaborazione con Gianluigi Mancardi, dello stesso Dipartimento e sara' pubblicata sulla rivista Annals of Neurology.
    Lo studio, con il finanziamento della Fondazione italiana sclerosi multipla (FISM), fa parte del progetto triennale della FISM 'Trapianto di cellule staminali somatiche adulte, neurali e mesenchimali: un nuovo approccio nel trattamento della sclerosi multipla' ed ha coinvolto anche Francesco Frassoni, Direttore del Centro per le Cellule Staminali e Terapia Cellulare dell'Ospedale di Genova e Rosetta Pedotti dell'Istituto Besta di Milano.
    La SM e' una malattia autoimmune caratterizzata dall'anomala reazione immunitaria dell'organismo contro la guaina isolante delle fibre nervose, la mielina. Senza mielina le fibre non riescono piu' a trasferire il segnale elettrico alla base del messaggio nervoso portando a problemi motori progressivamente crescenti.
    I ricercatori italiani hanno testato su topolini modello sperimentale della SM le staminali prelevate dal midollo osseo di topi sani iniettandole endovena e hanno osservato che producono un doppio effetto: da un lato bloccano le cellule immunitarie 'impazzite', impedendo loro di distruggere la mielina, dall'altro raggiungono il cervello dove proteggono i neuroni danneggiati dal sistema immunitario. In definitiva, il risultato e' stato quello di bloccare la progressione della malattia e la comparsa di nuove ricadute.
    La ricerca conferma e amplia i risultati che lo stesso Uccelli aveva ottenuto nel 2005 dimostrando che le cellule mesenchimali bloccavano l'attacco autoimmune contro la mielina nei linfonodi al di fuori del cervello.
    'E' la prima volta -dichiara Uccelli- che una malattia autoimmune viene curata con questo tipo di cellule ed e' un passo molto importante, perche' queste staminali hanno il grande vantaggio di essere prelevabili dal midollo osseo con relativa facilita' e sono gia' state usate in altre malattie. Per questo ritengo che il passaggio alle sperimentazioni sull'uomo sia vicino anche nella sclerosi multipla'. La speranza e' che le cellule possano bloccare la progressione della SM nelle forme piu' gravi che non rispondono ai farmaci.

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