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  • 13/04/2007 Cellule staminali resistenti per riparare lesioni del midollo (www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

    Trovate e isolate alcune cellule dei topi che hanno dimostrato una resistenza forte all'ambiente sfavorevole del midollo spinale che ha ricevuto lesioni per traumi o per altri motivi. "Le staminali adulte neuronali non hanno il destino di essere annullate subito dall'ambiente, sopravvivono e funzionano ma non resistono nel tempo e anche qui l'ambiente le annichilisce. Non servono tante ma bastano 20 mila cellule buone che milioni di cellule che non resistono.
    Queste cellule, infatti, resistono fino a tre settimane poi la vitalita' scende e vengono divorate dai macrofagi, le cellule deputate a far pulizia. Ora, pero', la novita e' che siamo riusciti a isolare un sottotipo di queste cellule che non subisce l'influenza negativa dell'ambiente e potrebbero essere, nel futuro, quelle che riparano il midollo leso". Lo ha detto il farmacologo Alfredo Gorio dell'universita' di Milano durante la presentazione del Forum sulla lesione midollare ricordando che per il momento la ricerca e' specifica sull'animale. "Hanno resistito un mese e mezzo e hanno rioccupato le aree distrutte dalla lesione. Ora per passare all'uomo, speriamo nel prossimo anno, dobbiamo isolare le cellule umane dello stesso tipo. E, per questo stiamo selezionando gli identificatori che riportano alle cellule sull'uomo", ha aggiunto il ricercatore.
    Il lavoro e' in via di pubblicazione su una rivista scientifica accreditata internazionalmente, entro al fine dell'estate. "La scienza negli ultimi dieci anni ha fatto passi avanti. Ci sono vari obiettivi farmacologici nella fase acuta della lesione midollare. Difficilmente risolveremo il problema con un solo farmaco, e anche qui, come per i tumori e per l'aids, servira' un cocktail di farmaci con meno dosaggi e piu' bersagli, migliorando la situazione del midollo leso colpendo almeno un paio di citochine negative quelle che si attivano a ciclo tra loro. Basta fermarne una o due e si ottiene un risultato positivo", ha concluso il ricercatore ricordando che altri studi stanno portando avanti una ricerca per "stoppare" l'attivita' dei macrofragi. "Se ci riusciremo sara' fondamentale per tutte le forme di trapianto d'organo".

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