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  • 17/08/2007 Cremona. Centro raccolta staminali di cani e gatti per futuri cloni (www.aduc.it)

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     Nutrono e coccolano il cucciolo di casa come fosse un figlio. E quando muore non si rassegnano alla perdita, fino al punto di pagare una retta mensile per conservare le cellule del proprio beniamino in un centro ad hoc.
    Nella trepidante attesa di trovare una struttura disposta a produrre cani e gatti fotocopia. La 'banca della speranza' italiana ha sede a Cremona, presso il Laboratorio di tecnologie della riproduzione (Ltr) diretto da Cesare Galli, 'papa' del toro Galileo e della cavalla Prometea.

    "La nostra struttura non lavora direttamente sugli animali da compagnia -spiega l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE. Ma esperimenti statunitensi e coreani hanno dimostrato che clonare cani e gatti e' tecnicamente possibile. Percio', circa tre anni fa, abbiamo istituito una banca delle cellule per stoccare, congelato in azoto liquido, il materiale genetico fornito dai padroni che hanno amato moltissimo il loro pet defunto" e che sognano di farlo rivivere. "Al momento conserviamo le cellule di una decina di cani, una ventina di gatti e persino di qualche cavallo", aggiunge Galli.
    Ai proprietari disperati Galli non vuole dare illusioni, ma neppure togliere la speranza.
    "Ai clienti, che pagano una quota per il deposito e successive rate mensili di una decina di euro  diciamo appunto che clonare cani e gatti e' possibile, pur con limiti tecnici e a prezzi molto elevati. Al momento non esiste praticamente alcun centro che lo faccia di routine, ma se un giorno ci fossero strutture specifiche potremmo inviare le cellule dalla nostra banca al centro estero".
    Gli utenti della biobanca cremonese vengono informati su ogni dettaglio, garantisce l'esperto. Anche se, "in genere, si tratta di persone perfettamente aggiornate su ogni novita' in materia. Fanno ricerche su Internet e leggono moltissimo", e sono quindi loro a farsi sentire per discutere della notizia di turno. Per qualcuno, poi, l'esigenza di salvare almeno alcune cellule di 'fido' e 'micio' e' piu' che altro un palliativo psicologico: "Superato il trauma della perdita e metabolizzato il lutto a volte si tranquilizzano e non ci pensano piu'".

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