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  • 17/08/2007 Smart Bank: perche' conservare le staminali del cordone (www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

     Intervento della dott.ssa Irene Martini, responsabile scientifica Smart Bank (*)
    Il dibattito sulla conservazione autologa o la donazione del cordone ombelicale pone i genitori di fronte ad una scelta difficile soprattutto per la scarsa informazione che circola a riguardo benche' ogni giorno sulla stampa appaiono articoli, gestiti da opinionisti, che dicono tutto e il contrario di tutto, promuovendo un discorso emozionale e ben poco scientifico.
    Il personale sanitario ha il dovere di essere informato correttamente sulle potenzialita' delle cellule staminali cordonali perche' i genitori chiedono sempre un parere sull’argomento al proprio ginecologo e alle ostetriche.
    Di fatto molti ricercatori investono la loro carriera sulla medicina rigenerativa e i fondi stanziati dalla Commissione Europea per il VII programma quadro sono aumentati vertiginosamente. Le nuove frontiere della ricerca parlano di trials nella distrofia muscolare previsti per il 2008, di ricostruzione di tendini e legamenti, di ricostruzione della mucosa vaginale a partire da staminali autologhe, di produzione di insulina a partire da cellule staminali cordonali, di uso di staminali per la cura della cecita'. Queste le novita' del mese di giugno 2007. E’ una vera corsa contro il tempo.
    La conservazione autologa ha come enorme vantaggio quello di generare un potenziale per uso autologo, per donazione intrafamiliare e per donazione eterologa seguendo dei protocolli di crioconservazione che operano ai massimi livelli di efficienza. I genitori hanno in tal modo la possibilita' di scegliere se e quando donare, sulla base di una reale compatibilita' del materiale biologico con il soggetto ricevente e sulla base di informazioni specifiche del loro campione come la vitalita' cellulare al momento della crioconservazione, la quantita' di cellule CD34+, la quantita' di cellule mononucleate, il volume del prelievo oltre al controllo microbiologico del campione cosi' come delle patologie trasmissibili da parte materna secondo la normativa europea sui trapianti in vigore da aprile 2006. Di fondamentale importanza e' quindi l’opportunita', nel caso in cui si voglia donare, di effettuare la tipizzazione HLA, allo scopo di rendere reperibile il campione conservato privatamente sui registri internazionali secondo i criteri formulati dalla III edizione del FACT-NETCORD pubblicata nel gennaio 2007.
    Statistiche relative all’uso autologo di cellule staminali di origine midollare parlano di 1:20.000 di possibile utilizzo sulla base dell’incidenza delle patologie per le quali oggi si fa uso clinico delle cellule staminali nei trapianti. Statistiche di istocompatibilita' delle cellule di origine midollare per l’uso eterologo mostrano che esiste 1:40.000 di trovare un soggetto compatibile a livello della popolazione mondiale secondo i criteri di alta risoluzione di sovrapposizione HLA (loci A, B, Cw, DR e DQ). E’ quindi vero che tanti bambini sono in cerca di un donatore e che non sempre vi sono i requisiti di elegibilita' per essere considerati potenziali donatori.
    Questi dati sono relativi alle cellule staminali di origine midollare perche' non esistono ancora statistiche rilevabili sulle cellule staminali di origine cordonale ovvero non si sono ancora verificati un numero di eventi tale da avere rilevanza statistica.
    Le caratteristiche delle cellule di origine cordonale pongono, oggi, l’accento sulle loro qualita' più che sui loro limiti: maggiore versatilita', maggiore plasticita', non invasivita' del prelievo, reperibilita' immediata, maggior successo nell’engrafment, minore probabilita' di rigetto. Unico limite? Il numero. La media dei prelievi italiani stimata da Smart Cells International e' di 2.700.000 cellule CD34+ con un numero di leucociti pari a 730.000.000 e un corrispondente volume di prelievo pari a 98cc. Medie superiori ai quantitativi registrati dal servizio nazionale del sangue del Regno Unito pubblicate il 7 giugno scorso sulla rivista Stem Cells dove si registra negli ultimi dieci anni una media di 2.300.000 cellule CD34+.
    E’ quindi importante conservare il sangue cordonale? Si', in assoluto, su questo tema le voci sono concordi nel considerare un errore quello di buttarlo via come rifiuto biologico perche' e' una fonte di vita. I protocolli sui trapianti di ultima generazione ricorrono a trapianti misti di sangue autologo ed eterologo o di sangue eterologo proveniente da due diverse fonti compatibili, quando reperibili, perche' cio' tende a massimizzare la quantita' di cellule staminali trapiantate e ad attenuare i problemi legati al rigetto e ad una forma di patologia nota come il VHGD (versus host graft disease).
    Secondo i dati dei centri trapianti internazionali, le patologie che trovano maggior supporto dalle cellule staminali cordonali sono la leucemia linfoblastica acuta (ALL), la leucemia mieloide acuta e cronica (AML), le immunodeficienze e le talassemie.
    Smartcells International, solo nel 2006, ha corrisposto a tre richieste di espatrio di cellule staminali cordonali per uso eterologo intrafamiliare per la cura della talassemia.
    Uno dei vantaggi di maggior rilievo della conservazione autologa e' la disponibilita' di cellule staminali per uso intrafamiliare vista la elevata omologia di istocompatibilita' all’interno del nucleo familiare pari 1:4 dei casi.
    Singapore, dicembre 2005: un bambino di Dubai affetto da talassemia ha ricevuto un trapianto di cellule staminali cordonali derivate dalla sorellina e conservate nell’aprile 2005. Il trapianto e' avvenuto con successo e il bambino non necessita piu' di trasfusioni. Prima del trapianto questo bambino riceveva trasfusioni mensili soffriva di complicazioni indotte dalla patologia e dai trattamenti terapeutici e aveva una aspettativa di vita non superiore ai 35 anni.
    USA, North Carolina, agosto 2006: alla Duke’s University Paediatric Blood and Marrow Transplant Center, la dott. Joanne Kurtzberg ha effettuato un trapianto tra fratellini di cellule staminali cordonali conservate presso il nostro laboratorio di Plymouth.
    Il trapianto e' avvenuto con successo. Per maggiori informazioni contattare il sito www.cancer.duke.edu/pbmt
    Germania, Munchen, ottobre 2006: al Kinderklinic und Poliklinic der Technischen Universitat, e' avvenuto il terzo trapianto del 2006 per talassemia con donazione eterologa tra fratellini. Oggi, il bambino e' indipendente dalle trasfusioni. Per maggiori informazioni contattate i siti www.kind.med.tu-muenchen.de o www.kms.mhn.de

    (*) Smartbank Srl e' il partner italiano del gruppo inglese Smart Cells International che opera sul territorio italiano dal 2005.

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