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  • 28/09/2007 Diabete, individuate staminali per riparare il pancreas (http://www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

    Ricercatori italiani, insieme a colleghi inglesi, hanno identificato e moltiplicato cellule staminali in grado di riparare le cellule del pancreas danneggiate dal diabete, riavviando la fabbrica dell'insulina. Il progetto, condotto in collaborazione dall'Area di Endocrinologia e diabetologia dell'universita' Campus Biomedico di Roma e dal Centro di diabete del Queen Mary College di Londra, e' una delle presentazioni del 43esimo Congresso della Societa' europea per lo studio del diabete (Easd), in corso ad Amsterdam.

    I test sono stati per ora "condotti con successo sui topi", spiega all'ADNKRONOS SALUTE Paolo Pozzilli, direttore dell'Area di Endocrinologia e diabetologia del Campus Biomedico, augurandosi che "nel giro di qualche anno si arrivi all'applicazione sull'uomo. E' un approccio terapeutico al diabete innovativo: una terapia 'naturale', che non pone problemi etici e di rigetto". Le staminali in questione sono cellule progenitrici dell'endotelio, prelevate dal midollo osseo dello stesso paziente a cui, dopo essere state opportunamente trattate, vengono ritrapiantate. La loro vocazione naturale e' di migrare verso i tessuti danneggiati e ripararli. Il problema, afferma lo specialista, e' che "queste cellule sono poche. Per cui vanno isolate e moltiplicate in laboratorio, per poi essere ritrapiantate nel pancreas dove le cellule beta, danneggiate dal diabete, non producono piu' insulina".
    Il progetto di ricerca, partito da un anno, andra' avanti per altri due e ha ricevuto, per la parte italiana, i finanziamenti del ministero della Ricerca. "E' rivolto a identificare cellule progenitrici che migrando dal midollo osseo possano andare a ripopolare quella parte del pancreas dove le cellule beta sono state distrutte dal processo autoimmune dando origine al diabete di tipo 1, quello insulinodipendente".

    Uno degli obiettivi, sottolinea, "e' favorire l'identificazione e la migrazione di queste staminali per la rigenerazione delle cellule beta che producono insulina, riattivando la fabbricazione di questo prezioso ormone. Il vantaggio e' che si tratta di una terapia endogena, senza alcun farmaco. Si prendono cellule autologhe, cioe' dello stesso paziente a cui verranno ritrapiantate senza possibilita' di rigetto. Si preparano in vitro e si reiniettano per favorire lo sviluppo di cellule beta che producono insulina".

    L'esperto la definisce "una terapia naturale, che riproduce una strategia normalmente messa in atto dall'organismo per riparare tessuti danneggiati. Questo non puo' avvenire naturalmente, perche' le cellule progenitrici dell'endotelio sono pochissime. Dunque, vanno ampliate in laboratorio. Ma l'identificazione e il prelievo di queste cellule sono procedure molto semplici. Tale semplicita' e l'assenza di tossicita' di questa terapia potrebbero renderne possibile l'applicazione nell'uomo in un paio d'anni", conclude Pozzilli

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