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  • 20/10/2005 Esenzione ICI Chiesa Cattolica Romana Uscita dalla Porta Rientra dalla Finestra con il Codazzo delle Altre Confessioni Religiose Riconosciute. Chi Paga? Contribuenti, Cittadini Onesti e Altri Culti, Essenzialmente Musulmani (Vincenzo Donvito, presidente Aduc, www.aduc.it)

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    Firenze, 20 ottobre 2005. La possibilita' che l'Imposta Comunale sugli Immobili (Ici) non debba essere pagata, per le proprieta' di cui si fa un uso commerciale, dalla Chiesa cattolica romana, sembrava sfumata nel mare di critiche che aveva seguito il decreto legge sulle infrastrutture decaduto nei giorni scorsi. Ma ora torna in auge riprendendo un emendamento (gia' bocciato in commissione Bilancio) che estendeva questa esenzione, oltre alla Chiesa romana, anche a tutte le confessioni religiose con cui lo Stato ha stabilito un'Intesa: Valdesi, Avventisti, Assemblee di Dio in Italia (ADI), Ebrei, Battisti, Luterani, Buddhisti e Testimoni di Geova (solo le prime sei Intese, tuttavia, sono operative, dato che sono state approvate con legge dello Stato. Le ultime due -Buddhisti e Testimoni di Geova- pur stipulate il 20 marzo 2000, sono ancora in attesa dell'approvazione del Parlamento. La Chiesa cattolica romana e le altre confessioni che hanno l'Intesa si spartiscono gia' l'otto per mille, tranne i Battisti che non se ne sono mai avvalsi).
    Sta quindi per concretizzarsi il trattamento fiscale agevolato per i contribuenti di serie A (confessioni religiose) e quelli di serie B (imprenditori e commercianti "puri"). In quest'ultima serie, ovviamente, includiamo anche tutti gli onesti contribuenti che pagano la gabella Ici ai loro Comuni per il solo fatto di possedere la casa in cui abitano.
    Ora la frittata e' completa! Riempiendo la bocca di quelle poche confessioni che, in nome della liberta' di culto, avrebbero potuto sollevare la questione. Vedremo, soprattutto, come si comporteranno i Valdesi che, fino a poco tempo fa, nell'ambito della spartizione dell'otto per mille accettavano solo le quote direttamente indicate dai contribuenti, restituendo allo Stato quelle che invece –non espresse- venivano attribuite d'ufficio in base alle decisioni di chi aveva scelto (poco meno del 50% dei contribuenti da' indicazione). "Vedremo", perche' i Valdesi sull'otto per mille hanno poi cambiato idea ("pecunia non olet"), e in materia non sappiamo cosa intenderanno fare (li citiamo, perche', tra tutte le confessioni, sono a nostro avviso quelle che hanno mostrato la maggiore trasparenza sui soldi ricevuti dallo Stato: > http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/pulce/indiceottopermille.html).
    Noi registriamo il pateracchio che si sta per consumare nei confronti di tutti i contribuenti, facendo pagare loro e i culti esclusi, essenzialmente (visto il numero) i musulmani. E auspichiamo che un minimo di spirito di giustizia, uguaglianza e diritto sia ancora nella coscienza dei nostri legislatori. Perche', in caso contrario, l'approvazione di questo privilegio, per noi sarebbe solo un grande invito all'evasione della gabella Ici da parte di chiunque.... o forse c'e' qualcuno che crede che i soldi di un'attivita' commerciale di una chiesa siano piu' "puri" di altri?
    Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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