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  • 21/04/2007 Limbo addio: la misericordia di Dio è più grande del peccato originale (Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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    Pubblicato il documento della Commissione teologica internazionale sull'esistenza del luogo in cui si è a lungo pensato fossero destinati i bambini morti senza battesimo. Non fu mai un dogma: ora l’ipotesi tramonta definitivamente. Il limbo? Abolito ufficialmente, e il perché è molto semplice: riflette una “visione eccessivamente restrittiva della salvezza”. La misericordia di Dio è più grande del peccato originale non sanato dal battesimo. Dopo lunghi anni di studio, un documento della Commissione teologica internazionale accantona completamente il limbo (quel luogo indicato nella tradizione come quello nel quale trovavano accoglienza i bambini morti senza essere stati battezzati) e afferma che molti fattori danno “serie basi teologiche e liturgiche alla speranza che i bambini morti senza battesimo siano salvi e godano della visione beatifica”. Dunque, cade definitivamente quella che è sempre stato solo una ipotesi teologica, e mai ufficialmente un dogma di fede: ipotesi che nei secoli passati ha avuto enormi fortune e che oggi invece viene messa da parte in via ufficiale.

    E’ stato lo stesso Benedetto XVI ad autorizzare la pubblicazione del documento di 41 pagine intitolato «La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere battezzati» curato dalla Commissione teologica della Congregazione per la dottrina della fede incaricata di studiare la questione: un compito intrapreso nel 2004, quando al vertice della Congregazione vi era il cardinale Ratzinger, e che ora è giunta a conclusione con la presentazione del nuovo prefetto William Levada.

    "La nostra conclusione - si legge nel testo anticipato in ampi stralci dall'agenzia dei vescovi americani Cns - è che i molti fattori che abbiamo considerato (...) danno serie basi teologiche e liturgiche alla speranza che i bambini morti senza battesimo siano salvi e godano della visione beatifica".   Gli esperti vaticani spiegano che l'abolizione del limbo non è un fatto solo teorico bensì "un problema pastorale urgente", perché il numero dei bimbi morti senza battesimo è in aumento sia perché molti genitori non sono cattolici sia perché molti piccoli sono "vittime di aborti".Oggi, argomenta la Commissione teologica, “la gente trova sempre più difficile accettare che Dio sia giusto e misericordioso e che escluda i bambini che non hanno peccati personali dalla felicità eterna".  Il documento osserva prima che non si ha "nessuna esplicita risposta" a questo problema "dalla Scrittura e dalla tradizione" e presenta poi con chiarezza le questioni dottrinali che in passato hanno spinto i teologi a ipotizzare l'esistenza del limbo, insieme ai motivi che consentono oggi di mettere da parte queste formulazioni, senza compromettere la fede della Chiesa. E si tratta di questioni non da poco, come la necessità del battesimo proclamata da Gesù, il concetto di peccato originale, la volontà di Dio di salvare, il valore dei sacramenti.

    Come detto l’esistenza del limbo non era mai stato definito come dogma dalla Chiesa e il Catechismo del '92 non lo citava neppure: sempre era stata posta particolare attenzione nel lasciarlo come questione dottrinale aperta. Con rigore accademico si può affermare che il Limbo è stato per lungo tempo pensato come il luogo nel quale finivano le anime di quanti non erano dannati (non destinati cioè all’Inferno) né purificati (non destinati al Purgatorio), né avvolti dalla beatitudine, cioè in Paradiso. Nel cosiddetto “Limbo dei padri” dovevano andare persone buone e “sante” morte prima della resurrezione di Cristo, nel “Limbo dei bambini” finivano i bimbi nati senza aver avuto il tempo di essere battezzati, che perciò a causa del peccato originale non avrebbero avuto una visione di Dio ma solo una felicità derivante dalla natura.

    Tale dottrina prevalse in epoca medioevale, in particolare nella Scolastica e grazie a San Tommaso (1225-1274), e costituisce un addolcimento di quanto si affermava in precedenza e di quanto sosteneva lo stesso Sant'Agostino (354-430) che collocava i bambini morti senza battesimo nell’Inferno a causa del peccato originale (per quanto condannati a «fiamme mitissime»).
    Col passare del tempo e sempre di più in età moderna, la teologia ha messo in discussione il concetto di limbo come luogo dove anime innocenti che non erano state battezzate erano affidate a Dio.

    Ora, la questione chiave del battesimo necessario per la salvezza è risolta con la considerazione del fatto che “i bimbi non pongono alcun ostacolo personale nella via della grazia redentrice” e che “Dio può sempre dare la grazia del battesimo anche senza che sia conferito il sacramento, e questo in particolare quando il conferimento del battesimo fosse impossibile”. Ciò se da un lato non nega, spiegano gli esperti, che la salvezza viene da Cristo e in qualche modo dalla Chiesa, dall’altro richiede comunque una più attenta comprensione di come ciò possa accadere: e le strade attraverso le quali i bimbi morti senza battesimo sono "uniti a Cristo" possono essere molteplici e ricondotte al concetto biblico della "sovrabbondanza" della grazia sul peccato: una speranza che anche dal punto di vista liturgico si esprime con il funerale dei bimbi non battezzati.

    Nel limbo, al primo cerchio dell’Inferno, Dante collocava le grandi personalità dell’antichità e i Padri dell’Antico testamento, e perfino Virgilio, la guida che accompagnerà il poeta toscano fino alle porte del Paradiso. Abolito, dunque, o se preferite mai esistito. Ma nella Divina Commedia resterà per sempre.

    Nella foto: "Cristo nel Limbo" di Michael Wolgemut (1491), 46 x 61 cm.

    Leggi anche:

  • il Limbo? Anzi mai esistito. Era solo un'ipotesi teologica ....

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