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  • 18/05/2007  Unità per la Chiesa ortodossa russa. Si ricompone uno scisma lungo 80 anni (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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    Le porte reali della Cattedrale di Cristo Salvatore di Mosca aperte come nelle feste solenni per sottolineare il valore di una giornata storica. Dopo 80 anni, la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa ortodossa russa all'estero si sono riunite sotto la guida del patriarca di Mosca, Alessio II. La divisione risaliva agli anni '20, quando gli ortodossi filozaristi, in seguito alle persecuzioni sovietiche e alla definitiva sconfitta per opera dell'Armata rossa, ripararono prima in Turchia e poi in Serbia, dichiarandosi Chiesa ortodossa russa all'estero. Una sorta di scisma di clero e fedeli che fu sancito ufficialmente nel 1927, per durare fino a ieri, quando con una solenne concelebrazione la frattura è stata ricomposta.

    Con indosso i paramenti verde brillante delle grandi occasioni, il patriarca Alessio II, e il metropolita Lauro, guida della Chiesa ortodossa all`estero - in veste celeste - hanno sottoscritto il documento di riunificazione di fronte agli esponenti di spicco della comunità religiosa e ai parenti dell'ultimo zar. Un rito lungo tre ore, durante il quale – alla presenza di centinaia di fedeli e del presidente Vladimir Putin – è stata riconosciuta la comunione canonica che ha definito il nuovo ruolo di guida di Alessio II, garantendo tuttavia una autonomia sostanziale alla ex Chiesa in esilio (molto diffusa all'estero) che continuerà a nominare i suoi preti e a gestire proprietà e affari quotidiani.

    L'accordo è una tappa fondamentale per gli ortodossi russi che da oggi potranno partecipare di nuovo insieme all'Eucaristia, ma anche per i cattolici che esprimono soddisfazione per una prova significativa di unità. "Siamo contenti”, ha detto all'agenzia Apcom, il presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani, cardinale Walter Kasper. Per il porporato tedesco, da anni stretto collaboratore del papa, "l'unità rappresenta un passo importante anche per noi e per il riavvicinamento con la Chiesa ortodossa". È la stessa convinzione del vescovo cattolico di Mosca, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, secondo il quale "la voce della Chiesa ortodossa, che difende le radici cristiane dell'Europa anche di fronte alle sfide del mondo contemporaneo, sarà più forte dopo questa unificazione".

    “Un fatto molto, molto importante - dice il presule alla Radio Vaticana - perché ogni unificazione avviene nella volontà di Gesù, perché è Lui a chiedere che tutti siano uniti, anche se in questo caso parliamo degli ortodossi”. Per mons. Kondrusiewicz, inoltre, l'accordo è significativo perché “oggi tanti russi vivono fuori del Paese e anche loro hanno bisogno della cura pastorale ed in questo caso la cura sarà più facile. Io, come cattolico, sono molto soddisfatto, perché finalmente queste due parti della Chiesa ortodossa sono unite. Auguro alla Chiesa ortodossa russa - conclude - che sia forte nella proclamazione del Vangelo di Cristo e nella difesa dei valori e delle radici cristiane del Continente".

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