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  • 12/08/2007 Padre Bossi torna in Italia. L'abbraccio con i familiari (Mattia Bianchi, http://www.korazym.org)

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    Il missionario rapito a giugno nelle Filippine rientra a casa. Il volo proveniente dallo scalo di Dubai è atterrato all'aeroporto di Roma-Fiumicino, dove padre Bossi è stato accolto dai familiari.

    Sto bene, va tutto bene". Sono state queste le prime parole di padre Giancarlo Bossi appena sceso dall'aereo che lo ha riportato in Italia. Il volo proveniente dallo scalo di Dubai è atterrato oggi, poco prima di mezzogiorno, all'aeroporto di Roma-Fiumicino. Sorridente e sereno, seppure dimagrito, il missionario italiano ha salutato tutti con cenni della mano, per poi riabbracciare i suoi familiari nella saletta del cerimoniale dell'aeroporto. 

    Un'atmosfera di grande commozione, che si è distesa quando padre Bossi ha scambiato qualche battuta sulla sua magrezza con la nipotina più piccola, Chiara, che si era avvinghiata alla sua gamba per tutto il tempo ed alla quale il missionario ha detto di essere dimagrito di circa 20 chili a causa della dieta povera, a base di riso e sale, o di riso e pesce secco.

    A poco più di tre settimane dalla liberazione, avvenuta il 19 luglio scorso, il religioso del Pime ha lasciato così le Filippine per un periodo di riposo, ma anche per partecipare insieme ai giovani italiani all'Agorà di Loreto, l'incontro con Benedetto XVI, in programma l'1 e 2 settembre. A Roma, padre Bossi verrà sottoposto agli interrogatori di rito dai magistrati che hanno aperto un'inchiesta sul suo rapimento, avvenuto per opera di una banda di criminali nel villaggio di Payao, dove padre Bossi aveva costruito la sua chiesa.

    Nei giorni scorsi, a Manila, il missionario ha partecipato al meeting dei suoi confratelli del Pime che operano nelle Filippine. Ha espresso la sua emozione per il rientro in Italia, il desiderio di riabbracciare i propri cari - la madre, il fratello, la sorella - e anche il timore, per lui che non ama la pubblicità, del bagno di folla che potrebbe attenderlo a Loreto. ”Ci saranno molti ragazzi, - ha deto - forse la loro presenza mi suggerirà le parole giuste da dire. Certo, io avrei preferito un incontro più discreto, non amo tutta questa pubblicità, voglio tornare al più presto nell'anonimato”.

    Per il momento, tuttavia, padre Bossi sente il bisogno adesso di dedicarsi interamente alla famiglia. ''Insieme - spiega - rifletteremo e cercheremo di capire perché il Signore ha voluto per me questa esperienza. Sono convinto che un motivo c'è ma lo devo ancora trovare”. “Il ricordo del rapimento è sempre vivo, la mia è stata una esperienza brutta da fare, io non la auguro a nessuno, è di quelle che ti cambiano la vita”.

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