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  • 02/09/2007 Se a Loreto, una sera di settembre... Lettera da una giovane dell'Agorà (Sara Bauducco, http://www.korazym.org)

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    “Se io fossi un angelo…". Inizia così una lettera-testimonianza di chi ha vissuto, toccato e sperimentato la dimensione più profonda dell'Agorà dei giovani. Dietro gli incontri di massa, tanti percorsi di fede individuali...

    Sabato 1 settembre 2007
    Agorà di Loreto
    Piana di Montorso

    Dedicato a…

    “Se io fossi un angelo…”. Così sta cantando ora dal palco…
    Sono quasi le 23 e la prima giornata di Agorà volge al termine.
    La stanchezza un po’ si affaccia ma quello che vedo mi riempie il cuore tanto da non sentirla…
    Piccole luci che si incrociano e migliaia di giovani…
    Forse, inizialmente, la stanchezza aveva posato anche un lieve velo di malinconia su di me, non so per chi o cosa… ma è svanita quando ho osservato gli occhi di una bimba di 5 mesi: anche lei qui in questa notte…

    Il Signore è per tutti!

    Per quanto uno abbia già sperimentato la bellezza del condividere la fede resta sempre un mistero il pensare a cosa un cuore racchiude in certi momenti come quello presente in cui mi sento felicemente protagonista anch’io insieme…
    … insieme a chi ora sta mangiando una mela accanto a me indossando una maglietta gialla da volontario…
    … insieme al ragazzo che dorme sotto il telo blu fissato ad un palo…
    … insieme a quelle due giovani con la maglietta rossa e i capelli legati che chiacchierano sorridendo osservando chi passa vicino a loro…
    … insieme a quella suora che si è raggomitolata sul sacco a pelo e con gli occhi semichiusi volge la faccia al cielo…
    … insieme a quel gruppo della parrocchia di Jesi che sta passeggiando dietro la tenda della Croce Rossa…
    … insieme a quei ragazzi che, allegramente e con vigore, caricano le pile senza batteria che erano nella sacca del pellegrino…
    … insieme a quel sacerdote che ascolta il mondo che gli vive accanto serrando tra le mani il breviario chiuso…
    … insieme a quella ragazza bionda con gli occhiali e la sciarpa bianca dell’Agorà al collo legata a nodo per l’aria fresca che inizia a sentirsi e assomiglia tanto ad un nuovo alito di vita che entra nell’anima…
    … insieme a chi sta ancora lavorando in sala stampa per informare sull’evento ticchettando sui tasti del computer…
    … insieme a chi fa le foto per non dimenticare nulla…
    … insieme a chi canta sul palco…
    … insieme a chi sta distribuendo panini caldi sotto il tendone…
    … insieme a chi sta già aspettando di avvicinarsi alle “fontane”…
    … insieme ai disabili del corpo e ai mutilati nello spirito che vagano per il campo o siedono nella tribuna…
    … insieme a chi mi sta pestando i piedi per passare su un sentiero che non esiste ai bordi della piana…
    … insieme a quei due fidanzati che tra una settimana si sposano e hanno deciso di farsi un regalo di nozze anticipato…
    … insieme a chi custodisce domande sul proprio futuro…
    … insieme a chi ha vissuto con me i giorni di gemellaggio nella diocesi di Fermo…
    … insieme a chi ha scritto qualche riga con me…
    … insieme a chi non sa di condividere con me questa esperienza…
    … insieme a chi non è qui fisicamente, ma lo è con il cuore e lo spirito…
    … insieme a chi…

    Se potesse durare all’infinito la musica che sento sotto questo cielo profondamente blu navigato dalle morbide auree dei fari di luce! Però la musica finisce e qualcosa di più grande e quasi inspiegabile resta e comprendo che quella che pareva essere malinconia, in verità, era sete di provare e gustare ancora questa pienezza di vita che mi rinvigorisce una volta di più per la quotidianità.

    Voglio farla mia questa pienezza e distribuirla a chi incontro, a chi amo, a chi penso, a chi scrivo e a chi non conosco ancora o non conoscerò mai…

    Quindi,
    “Fa buon viaggio amore mio!”.
    Sono le parole di una canzone che in questo istante sta coinvolgendo migliaia di giovani,
    ma è anche il mio augurio per te che leggi
    perché l’amore del Signore è così grande che tutti abbraccia
    e la gioia vera è poterlo
    provare
    restituire
    condividere.

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