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  • 02/09/2007  Pellegrini sulla strada del ritorno. ''A Loreto, ho riscoperto la felicità'' (Salvatore Scolozzi,  http://www.korazym.org)

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    Ora via, tutti a casa. I giovani lasciano la spianata di Montorso, che li ha accolti come una culla ai piedi della Santa Casa di Loreto. Sulla strada del ritorno, è tempo di bilanci. Li abbiamo raccolti.

    Dal nostro inviato.

    MONTORSO (Loreto) - Ora via, tutti a casa. I giovani lasciano la spianata di Montorso, che li ha accolti come una culla ai piedi della Santa Casa di Loreto per una due giorni intensa e ricca di contenuti. “Mi dispiace tanto per quelli che non sono stati qui con noi. E’ un peccato che non siano venuti, non sanno cosa si sono persi. Grazie Benedetto XVI”. Questo il commento molto diffuso tra i pellegrini dell’Agorà: volti stanchi ma fieri, acciaccati dalla notte in sacco a pelo e arrossiti dal sole della mattinata. I disagi fisici e gli imprevisti logistici dovuti al grande afflusso, non hanno retto il confronto con la felicità di incontrare il papa e di sapere che c’è qualcuno che confida ancora in loro. E così a mezzogiorno, con il pontefice che ha appena lasciato la spianata, tra i tanti sentimenti prevale la contentezza per un’esperienza che, comunque, rimarrà nello scorrere della loro vita.

    “Ho visto tanti sguardi di gioia, di persone che si ritrovano insieme, e non come fossero ad un concerto o ad un raduno – fa notare Sara, giovane di Torino - Sono stati qui tutti insieme perché in cerca qualcosa di profondo: in fondo tutti si portano dietro delle domande. Sono stati tanti i piccoli gesti che ho colto, che mi hanno colpito e rallegrato”. “All’Agorà ho riscoperto la vera felicità e la vera comunione con i fratelli”, dice Rita da Bari. “Mi rimarranno nel cuore le emozioni stupende di un’esperienza bellissima - aggiunge Angela di Acerenza - E’ stato un modo speciale per conoscersi e per riflettere. E poi, che dire, vedere il papa da vicino è sempre un’emozione grandissima”.

    Benedetto XVI ha dimostrato un grande appeal fra i giovani. Per molti di loro non è stato il freddo e austero professore tedesco. “Benedetto XVI mi ha stupito – spiega soddisfatto Antonio da Napoli - E’stato un padre e un amico, che ha saputo darci delle risposte vere, semplici e forti”. “Ci ha dimostrato il suo grande amore per i giovani – aggiunge Roberto da Roma – E’ bellissimo sapere che il papa tiene a noi, dialoga e ci guida da amico saggio e autorevole”. “A me sono rimaste impresse le parole ‘eccomi’ e ‘amore’ – dice Rita - Cercherò di dire questo ‘eccomi’ nella mia parrocchia e dove il Signore mi chiamerà ad operare nella vita di ogni giorno”.

    Già, il dopo. E' qui tutto il dilemma… Alcuni parlano di questo tipo di eventi di massa come di realtà di apparenza e di facciata. In molti a Loreto non sono d’accordo e sul punto hanno le idee chiare. “Per me è stata la prima volta – spiega Enrita di Calgiari - Non lavoro in parrocchia, ma oggi ho capito che vale la pena spendersi per le cose importanti. Non vale la pena prendersela per le cose superficiali della vita ma bisogna puntare in alto, e questo è un appuntamento che aiuta a guardare all’insù”.

    Sulla stessa lunghezza d’onda Pietro, di Brescia, un veterano delle GMG e degli incontri con il papa, venuto a Loreto per capire qualcosa in più sulla sua vita. “E’ stata una bella esperienza, come tutti gli incontri con il papa. Essere qui è un modo per ritrovarci tutti assieme e pregare il nostro amore al Signore. Mi porto a casa un bel po’ di riflessione sulla mia vita e sulle mie vocazioni”. “Io mi porto a casa una rinascita – dice radiosa Sara - Mi sono confessata durante il gemellaggio nella dicesi di Fermo ed è stata una riconciliazione proprio in vista di Loreto. Mi porto dentro questa gioia, le conoscenze fatte, gli amici ritrovati e quelli nuovi. Ma più di tutto vedere una Chiesa nuova, viva ed autentica, lontana da quella che molto spesso i media fanno passare”.

    Concluso l’evento ora la prospettiva si sposta, inesorabilmente. Archiviato il primo anno di Agorà, tutti gli occhi si spostano su Sidney, verso la GMG del 2008, la seconda di Benedetto XVI. E i pellegrini di Loreto lo sanno bene, e, ancora a Montorso in attesa di ripartire, pensano già oltre e si dicono sono pronti a sfidare costi e distanze per poter essere in Australia con i giovani del mondo, almeno sul piano della semplice speranza. Emblema la giovanissima Marina di Sant’Agata di Militello: “Dopo Loreto, Sidney? Speriamo di si…”

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