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  • 08/10/2007 I festeggiamenti per l’VIII centenario della conversione di Francesco e del suo arrivo a Gubbio (1) (Loris Lauretano, http://www.korazym.org)

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    Dalla seconda patria di san Francesco, Rai Uno ha trasmesso in diretta "A Sua Immagine" di sabato e la Santa Messa di domenica mattina, mentre i tre vescovi di Gubbio hanno concelebrato la Santa Messa serale nella chiesa di San Francesco.

    La Città di Gubbio, nelle sue componenti civili e religiose, è al centro in questi giorni di alcuni eventi mediatici unici e di altissimo profilo. "Questo ci inorgoglisce e ci rende consapevoli - commentano il sindaco Orfeo Goracci e l’assessore Renzo Menichetti - dell’importanza crescente del valore di una città come Gubbio, del suo messaggio di pace e dialogo nel mondo, della capacità di essere punto di riferimento per laici e credenti, grazie ad iniziative di spessore che in questi anni sono state realizzate". Nei prossimi giorni parleremo su Korazym.org di alcuni di questi eventi, che si sono svolti proprio nello scorso fine settimana. Iniziamo oggi con le trasmissioni in diretta su Rai Uno dalla seconda patria di san Francesco della puntata di sabato di "A Sua Immagine" e della Santa Messa di domenica, in occasione dell’Ottavo centenario della conversione del Poverello e del suo arrivo a Gubbio.



    La lettera autografa (una delle due uniche esistenti) scritta da san Francesco a frate Leone, conservata a Spoleto ed esposta a Gubbio, in occasione della conclusione dell'ottavo centenario della conversione e dell'accoglienza di san Francesco a Gubbio (Foto di Daniele Morini).

    La solenne Santa Messa di domenica 7 ottobre concelebrato dai tre vescovi di Gubbio


    Il cardinale Ennio Antonelli, già vescovo di Gubbio ha presieduto alle ore 18.30 di ieri, domenica 7 ottobre la solenne Concelebrazione Eucaristica nella chiesa di San Francesco, nell’ambito dei festeggiamenti per l'Ottavo centenario della conversione di san Francesco (Foto di Paolo Tosti).


    Il cardinale Ennio Antonelli, già vescovo di Gubbio presiede domenica 7 ottobre la solenne Concelebrazione Eucaristica nella chiesa di San Francesco, nell’ambito dei festeggiamenti per l'Ottavo centenario della conversione di san Francesco. Concelebravano il vescovo di Gubbio mons. Mario Ceccobelli (a sinistra) e il vescovo emerito di Gubbio mons. Pietro Bottaccioli (a destra) (Foto di Paolo Tosti).


    Il manoscritto di san Francesco esposto durante la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal cardinale Ennio Antonelli domenica 7 ottobre nella chiesa di San Francesco a Gubbio per l'Ottavo centenario della conversione di san Francesco (Foto di Paolo Tosti).

    La Santa Messa del mattino in diretta su Rai Uno dalla chiesa di San Francesco in Gubbio

    "Quello che si sta per celebrare, niente sarebbe se non fosse per fede e con fede!". È questo il tema che la Parola di Dio ha posto alla nostra attenzione nella XXVII Domenica del Tempo Ordinario.



    Due dei tre concelebranti della Santa Messa trasmessa in diretta da Gubbio su Rai Uno: al centro fra Bernardo Commodi, ministro provinciale per l'Umbria dei frati minori conventuali; a sinistra padre Domenico Foderaro, rettore della Comunità dei frati minori conventuali di Gubbio; a destra il cerimoniere don Mirko Orsini (Foto di Daniele Morini).

    Presiede la Celebrazione Eucaristica delle ore 11.00, trasmessa in diretta su Rai Uno dalla chiesa di San Francesco a Gubbio, fra Bernardo Commodi, OFM Conv. provinciale dei frate minori conventuali. Concelebrano il rettore fra Domenico Foderato, OFM Conv. e fra Giovanni Borsa, OFM Conv. della comunità dei frati minori conventuali di Gubbio, originario della Romania.



    Il coro dei "Cantores Beati Ubaldi" diretto dal maestro Renzo Menichetti, durante la Santa Messa trasmessa in diretta su Rai Uno da Gubbio (Foto di Daniele Morini).

    Anima la Santa Messa il coro della cattedrale di Gubbio "Cantores Beati Ubaldi" e dei pueri cantores, allievi della scuola di musica sacra diocesana di Gubbio, diretto dal maestro di coro e organista della cattedrale di Gubbi Renzo Menichetti. All’organo maestro Eugenio Becchetti. Il servizio liturgico è stato coordinato dal ceremoniere don Mirko Orsini.



    La Santa Messa nella chiesa di San Francesco a Gubbio durante la diretta su Rai Uno (Foto di Daniele Morini).

    Tra i canti polifonici eseguiti, alcuni scritti dal maestro Menichetti. Come canto alla Comunione è stato eseguito "Fratello Sole, Sorella Luna":

    Dolce sentire,
    come nel mio cuore
    ora umilmente
    sta nascendo amore.

    Dolce capire
    che non son più solo,
    ma che son parte
    di una immensa vita
    che generosa
    risplende intorno a me;
    dono di Lui,
    del suo immenso amor.

    Sia laudato - nostro Signore
    che hai creato - l'universo intero.

    Sia laudato - nostro Signore
    noi tutti siamo - sue creature:
    dono di Lui - del suo immenso amore,
    beato chi lo serve - in umiltà.

    Ci ha dato il cielo
    e le chiare stelle,
    fratello sole
    e sorella luna;
    la madre terra
    con frutti, prati e fiori
    il fuoco e il vento,
    l'aria e l'acqua pura
    fonte di vita
    per le sue creature.

    Dono di Lui,
    del suo immenso amore.

    Dono di Lui,
    del suo immenso amore.


    La Santa Messa nella chiesa di San Francesco a Gubbio durante la diretta su Rai Uno (Foto di Daniele Morini).

    Testo integrale dell’omelia di fra Bernardo Commodi, OFM Conv.

    La penna solitamente raffinata di Luca appare oggi alquanto ruvida ed aspra nel trasmettere un discorso di Gesù difficile ed anche sconcertante, dal quale però emergono nitidi due temi rilevanti.

    Innanzitutto la fede. Dice Gesù: se aveste fede quanto un granellino di senapa, cioè se aveste anche una fede piccola, esile, potreste con una parola spostare dalla terraferma al mare un gelso, pianta dalle radici profonde e resistenti. Dietro l’iperbole, c’è l’appello a credere fiduciosamente in Dio. E in questo consiste la fede. Certamente essa è un dono di Dio, è il suo venirci incontro, il suo apparire nella nostra esistenza, nelle bufere della vita, nell’aridità del cuore, nelle situazioni di morte e di peccato, per aprirci nuove strade. Ma la fede è anche una nostra risposta: è credere all’amore di Dio che si è manifestato in pienezza in Gesù; è aderire, fidarsi e affidarsi a lui, e abbandonarsi con fiducia nelle sue mani. In questa fede-fiducia-abbandono sta la salvezza, la vita: Il giusto vivrà per la sua fede", secondo la scultorea frase di Abacuc, proclamata nella prima lettura e resa celebre da Paolo nella Lettera ai Romani. È proprio così: il credente che si affida a Dio vive una vita ricca di significato, ha una bussola per navigare nei mari travagliati della storia, ottiene luce nella notte oscura dell’anima, trova in ogni situazione minacciosa l’ancora della salvezza, riceve forza, serenità e consolazione.

    Così è accaduto a Francesco d’Assisi. Sedotto dalla grazia, egli rispose con una resa incondizionata a Dio: lasciò la sua vita di play-boy, il ruolo di "re delle feste", i suoi sogni di gloria, i suoi beni e si abbandonò all’amore, si consegnò fiduciosamente al Padre celeste, sperimentando una grande forza e pace interiore anche in mezzo a incomprensioni e ostilità, a incominciare dalla netta opposizione del padre Pietro Bernardone che gli intentò una lite giudiziale e lo costrinse ad esulare da Assisi in direzione di Gubbio. Francesco curò la bruciante ferita infertagli dal padre terreno affidandosi totalmente al Padre che è nei cieli.

    Forse la nostra fede è un po’ oscillante come il pendolo: o a motivo della nostra instabilità o perché è messa a dura prova da tante situazioni amare in cui Dio sembra assente o silente. Allora con il discepoli di Gesù imploriamo: "Signore, aumenta la nostra fede".

    Il secondo tema è il servizio gratuito, illustrato dal racconto parabolica dei servi operosi che nella casa del padrone lavorano giorno e notte, senza sosta, senza diritti e senza rivendicazioni, e alla fine paradossalmente affermano: "Siamo servi inutili; abbiamo fatto quanto dovevamo fare". Al di là delle immagini ed espressioni un po’ urtanti per la nostra sensibilità sociale, il messaggio è chiaro: la fede per essere autentica deve esprimersi in gesti concreti di amore gratuito. Come ha fatto Francesco che, ospite a Gubbio della famiglia Spadalonga, non rimase molto tempo nella confortevole casa amica, ma si recò presso l’ospedale di san Lazaro, fuori le mura, tra i lebbrosi, i più emarginati, gli ultimi della terra, "per servirli in ogni necessità per amore di Dio".

    Lasciamoci invadere anche noi da una sana inquietudine, di fronte a tante persone afflitte da povertà antiche e nuove, e traduciamo in fatti concreti la nostra fede, diventando spazio aperto, accogliente, benevole e solidale, all’insegna della pura gratuità.

    Tale qualità caratterizzi anche il rapporto con Dio, purificandolo da ogni interesse. Traggo dalla letteratura mistica islamica questa struggente preghiera: "O Signore, se ti adoro per la paura dell’infermo, bruciami nell’inferno. Se ti adoro con al speranza del paradiso, impediscimi di entrarvi. E se ti adoro per amore di te stesso, non privarmi della tua eterna bellezza".

    Ad essa fa quasi eco una preghiera di Francesco: "Mi rapisca, Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore, sicché io muoia d’amore per amor tuo, come ti sei degnato di morire d’amore per amor mio".

    Proviamo anche noi ad amare Dio così, per il solo fatto che esiste e si rivela, ad amare l’altro così, per il solo fatto che c’è ed è un fratello, senza esigere nulla in cambio, gratuitamente, intensamente, incondizionatamente, come ha insegnato e testimoniato Gesù, il Figlio di Dio venuto per servire e dare la vita per amore, solo per amore.



    La Santa Messa nella chiesa di San Francesco a Gubbio durante la diretta su Rai Uno (Foto di Daniele Morini).

    La puntata di "A Sua Immagine" di sabato 6 ottobre in diretta da Gubbio

    Ancora una ribalta televisiva per la Città di Gubbio e la sua storia religiosa. Oltre alla diretta della Santa Messa di domenica 7 ottobre su Rai Uno, sempre dal complesso della chiesa e del convento di San Francesco, la rubrica religiosa A Sua Immagine di Rai Uno ha realizzato una puntata interamente nella Città di Sant’Ubaldo, andata in onda sabato 6 ottobre, dedicata alla figura di San Francesco d’Assisi. Lo spunto è stato quello dell’Ottavo centenario della conversione del Poverello e del suo arrivo a Gubbio, dove Francesco fu accolto dalla famiglia Spadalonga.



    Il conduttore di "A Sua Immagine" (Rai Uno) Andrea Sarubbi, al centro fra lo storico Franco Cardini (a destra) e Gianluca De Gennaro dell’Ufficio politiche di pace del Comune di Gubbio (a sinistra), durante la trasmissione di sabato 6 ottobre in diretta da Gubbio (Foto di Daniele Morini).

    Il tema della puntata di A Sua Immagine è stato soprattutto il rapporto tra san Francesco e l’ambiente. Quindi uno spazio particolare, nella scelta di ospiti e contributi filmati, è stato riservato al "Sentiero Francescano della Pace" Assisi-Gubbio, titolo suggestivo con il quale si è voluto rievocare, in tempi recentissimi, l'avventuroso viaggio o "esodo", che Francesco d'Assisi seguitò coraggiosamente, all'indomani della sua radicale "conversione" al Vangelo di Gesù Cristo, lasciando alle sue spalle la città natale per volgersi alla città di Gubbio, che fu per lui davvero una città "ospitale".


    Altro episodio evocato, l’incontro tra Francesco e il lupo.

    Tra gli ospiti previsti anche alcuni attori della fiction televisiva "Chiara e Francesco", girata in gran parte nel territorio eugubino, che è trasmessa proprio da Rai Uno in due episodi da 100 minuti a partire da domenica 7 ottobre.



    Il conduttore di "A Sua Immagine" (Rai Uno) Andrea Sarubbi e il francescano fra Luigi Marioli, OFM Conv. durante la trasmissione di sabato 6 ottobre in diretta da Gubbio (Foto di Daniele Morini).

    La puntata di A Sua Immagine in diretta da Gubbio è stata condotta come di consueto da Andrea Sarubbi e diretta dal regista Marco Brigliadori, mentre ideatore della puntata e autore dei testi è stato il giornalista professionista eugubino Daniele Morini, direttore responsabile dell’Agenzia Pressnews, da tempo collaboratore delle rubriche religiose di Rai Uno, insieme a padre Giulio Michelini e Aurelio Molè. Il produttore esecutivo Rai a Gubbio per coordinare la diretta di sabato 6 ottobre era Laura Misiti.



    La chiesa e il convento di San Francesco a Gubbio, da dove è stata trasmessa la diretta della Santa Messa di Rai Uno del 7 ottobre 2007 (Foto di Daniele Morini).

    La chiesa di San Francesco a Gubbio

    La monumentale chiesa di San Francesco a Gubbio sorge sul lato meridionale della piazza Quaranta Martiri e s’inserisce all’interno di un vasto complesso francescano costruito dagli eugubini sui terreni dell’antica famiglia degli Spadalonga che, nel 1206-7, avrebbe accolto e vestito San Francesco dopo l’abbandono della casa paterna e la rinuncia alle ricchezze. Fu qui che il Santo indossò per la prima volta la tunica che poi divenne l’abito dei francescani. Nell'adiacente convento meritano di essere visti i chiostri, il refettorio, la sala capitolare, con interessanti resti di affreschi. Nel convento è anche ospitata una raccolta d'arte ricca di opere di derivazione francescana.


    Foto di Gubbioweb.it.

    La chiesa venne costruita intorno al 1255 da un architetto locale per molto tempo scambiato per fra’ Bevignate da Perugia, di certo troppo giovane per assumersi un incarico di tale portata. Nel corso dei secoli la struttura originaria subì alcune modifiche, come l’apertura nel XIV secolo del piccolo rosone nella facciata che sovrasta il bel portale gotico (c’è un altro portale simile, che si apre anche sul lato sinistro della chiesa al di sotto della fila delle alte monofore), sopra la cornice ad archetti pensili, o la costruzione del campanile del XV secolo. I cambiamenti più sostanziali tuttavia avvennero nel 1720 quando l’antica copertura a capriate lignee fu sostituita dalle volte a crociera. Nello stesso periodo, la costruzione di alcuni altari barocchi rese necessaria l’occlusione di molte finestre e portò alla perdita di molti affreschi.


    Foto di Gubbioweb.it.

    Le tre absidi, di cui quella destra sovrastata dal campanile, presentano una struttura poligonale, interrotta da monofore. Alla destra dell'altare maggiore è visibile ciò che rimane di un'antica abitazione, tradizionalmente identificata con quella degli Spadalonga, che ospitarono san Francesco e gli donarono il saio della povertà. La chiesa a pianta ogivale, l'unica della città con una navata centrale e due navate laterali, fu costruita nella seconda metà del XIII secolo. L’interno è suddiviso in tre navate sorrette da 14 alte colonne con base ottagonale, chiaramente ispirato allo stile gotico. La copertura è caratterizzata da volte a crociera intervallate da archi diaframma nella navata centrale. I pilastri ottagonali sostengono la volta situata alla stessa altezza nelle tre navate. Le volte e i capitelli sono il risultato del restauro del XVIII secolo.


    Foto di Gubbioweb.it.

    Le pareti laterali che un tempo erano ricoperte da affreschi hanno perso in parte il loro splendore, ma nelle absidi si conservano ancora grandi capolavori del XIII-XV secolo. Nella cappella sul lato sinistro sono particolarmente interessanti i 17 riquadri delle "Storie della vita della Vergine", affreschi di notevole pregio dei primi anni del XV secolo eseguiti da Ottaviano Nelli; "Gesù in trono", affiancato da "San Pietro e San Paolo" e da "San Francesco e Sant’Antonio", attribuiti ad un seguace locale del Maestro di San Francesco (seconda metà del XIII secolo). Madonna con Bambino, San Cristoforo, Sant’Antonio Abbate ed altri dipinti del XV secolo nella cappella di destra.


    "Immacolata Concezione" di Antonio Gherardi da Rieti.

    E altri ancora degni di nota, così come anche alcune tele che decorano gli altari delle navate eseguite da artisti di notevole fama (XVI e XVII secolo). Nella navata a destra: "Deposizione dalla Croce" di Virgilio Nucci, "Estasi di san Giuseppe da Copertino" di G.B. Michellini, "Immacolata Concezione" di Antonio Gherardi da Rieti. Nella navata a sinistra: "Estasi di sant’Antonio da Padova" di Francesco Allegrini, "Madonna in trono e santi" di Benedetto Bandiere, "Madonna in trono e santi" di Francesco Fernandi (o Ferdinandi) dello l’Imperiale.

    Nella foto: la Santa Messa di domenica 7 ottobre trasmessa in diretta dalla chiesa di San Francesco a Gubbio (Foto di Daniele Morini).

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