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  • 16/11/2007 Class action, esultano i consumatori (SB, http://www.helpconsumatori.it)

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    Ieri il Senato ha dato il primo via libera all'azione collettiva. Immediate le reazioni delle associazioni dei consumatori che parlano di grande conquista

    Soddisfatte le associazioni dei consumatori per il via libera al Senato alle norme sulla class action, la disciplina dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori'. C'è chi parla di "giornata storica" o di "conquista" per tutti i cittadini. Ieri Palazzo Madama l'emendamento alla Finanziaria era passato con 158 voti a favore, contrari 49 e 116 astenuti.

    MC e MDC

    Ieri il Movimento Consumatori e il Movimento Difesa del Cittadino avevano parlato di "Una conquista non solo per i consumatori, ma per il mercato e per uno sviluppo economico equilibrato del Paese". "E' una svolta decisiva verso una migliore tutela dei diritti dei consumatori e anche uno stimolo per le aziende ad operare nell'offerta di beni e servizi senza clausole vessatorie, senza pubblicità ingannevoli e all'insegna della qualità e della trasparenza - avevano affermato Lorenzo Miozzi presidente del Movimento Consumatori e Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino.

    CONFCONSUMATORI

    "Una gran bella notizia per i consumatori" questa invece la definizione di Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori alla notizia dell'approvazione dell'azione collettiva. "Sarà così - prosegue - più semplice in futuro fare riconoscere i diritti dei cittadini truffati, senza costringerli a costose cause singole, intasando le aule dei Tribunali civili. Ci auguriamo che la Camera possa velocemente approvare a sua volta l'introduzione di questo importantissimo strumento".

     

    UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

    Per Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori "Oggi è un giorno storico per i consumatori e per l'associazione che ha sempre creduto nell'importanza della class action e che da diverso tempo si è prodigata affinchè essa venisse introdotta anche in Italia. Siamo ad un vero e proprio punto di svolta nella quotidianità dei cittadini, che ora potranno avvalersi di uno strumento fondamentale per assicurare spessore ed accrescere la valenza delle azioni promosse nei confronti di soggetti che, grazie a mezzi più potenti rispetto a quelli dei singoli cittadini, troppo spesso hanno la meglio proprio per la disparità messa in campo nel dare voce alle proprie ragioni. Oggi si è poggiata una pietra miliare sulla strada dei diritti civili e, forte di questo risultato, l'Unione Nazionale Consumatori moltiplicherà ulte il massimo supporto a tutti i consumatori che vorranno adire alla class action per tutelare i propri diritti".

    ADICONSUM

    "Se l'azione collettiva - commenta Adiconsum - verrà approvata definitivamente anche alla Camera, ed è ciò che auspichiamo, significa che nel nostro Paese si ridurranno in modo rilevante tutte quelle furbizie, raggiri e truffe che in questi anni sono cresciuti in modo esponenziale poiché oggi chi le attua sa di restare impunito. Con l'azione collettiva, quindi, tutti quei casi che abbiamo denunciato in questi anni (servizi non richiesti addebitati in bolletta, penali dovute non a responsabilità del consumatore, mancata o non corretta informazione sul risparmio o polizze assicurative non trasparenti, vendite piramidali, ecc.) e che sino ad oggi sono rimasti impuniti, domani potranno essere portati di fronte ad un giudice per rivendicare un risarcimento. Risarcimento che se riconosciuto dal giudice andrà a tutti i consumatori vittime della truffa e del raggiro".

    CODICI

    "Come esponente di una associazione a tutela del consumatore - dichiara il segretario nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli- sono sensibile a fatti come il crack Parmalat e Cirio come in cui l'azione del singolo incontra diverse difficoltà: tra queste, la certezza della sproporzione di forze con l'avversario insieme al rischio e al timore della soccombenza con il relativo costo esorbitante per il singolo soggetto". Pertanto, la risposta più ovvia di fronte alla forte richiesta di azione collettiva è quella fondata sul modello anglosassone della "class action". L'idea di base della "class action" è quella di un soggetto che, ritenendosi danneggiato dal comportamento di un terzo e con lui un numero elevato di altri soggetti nelle stesse condizioni, inizia un'azione legale e chiede che la causa possa essere condotta in rappresentanza dell'intera "class". La relativa sentenza favorevole avrà poi effetto valendo per tutti coloro che si trovano nell'identica situazione dell'attore. Attualmente, sono diversi gli Stati europei che guardano con attenzione a questa via processuale, già largamente diffusa negli Stati Uniti.

     

    ALTROCONSUMO

    Altroconsumo sottolinea infine come "l'azione risarcitoria collettiva è molto diversa dalla class action americana, è già stata introdotta in diversi Paesi europei e non sarà uno strumento che mette a rischio aziende e lavoratori. Al contrario, permetterà finalmente ai consumatori di giocare un ruolo attivo e, affiancandosi alla vigilanza e al controllo da parte delle autorità pubbliche, renderà più efficiente il mercato e favorirà lo sviluppo economico". L'associazione elenca inoltre una serie di casi in cui la class action tornerà utile al cittadino. L'azione collettiva - afferma - risarcitoria potrà essere utilizzata, per esempio, per ottenere più facilmente:

    • la restituzione da parte della banca di una commissione illegittimamente addebitata sui conti correnti di migliaia di utenti.
    • il risarcimento dei danni causati ai risparmiatori da una frode finanziaria e da un prodotto difettoso, da una pratica commerciale sleale, da un comportamento anticoncorrenziale (per asempio un aumento di prezzo dovuto ad un cartello);
    • il rimborso del prezzo pagato e dei danni causati da disservizi come il black out energetico, i viaggi organizzati annullati, i voli cancellati.

    CITTADINANZATTIVA

    "Gli ambiti di applicazione della class action devono coincidere con quelli di cui tratta il codice del consumo. Per questo chiediamo che l'azione collettiva venga applicata non solo nei contratti di massa -cosiddetti per adesioni- stipulati con le imprese, ma anche nei confronti della Pubblica Amministrazione, per danni ambientali e alla salute", ha detto il vice segretario generale Giustino Trincia. L'associazione concorda con quanto espresso dal Ministro Bersani e, in particolare, segnala limiti ancora non superati che comprometterebbero l'effettiva portata dello strumento: riproposizione del limite dell'appilicazione della class action ai soli contratti di massa; manca un rafforzamento degli elementi di deterrenza per le aziende, quali potrebbero essere l'individuazione dei criteri di calcolo per la determinazione del danno risarcibile; permane l'obbligatorietà del tentativo di conciliazione tra l'azione collettiva e quella individuale, mentre sarebbe più opportuno renderlo facoltativo; mancata certezza su chi può intentare la class action, svilendo di fatto i requisiti di legge già recepiti nel Codice del Consumo; permane il mancato riconoscimento del risarcimento nella prima fase del giudizio almeno per i danneggiati già individuati; permane la preclusione per le associazioni di consumatori di stare in giudizio nella seconda fase del procedimento.

    16/11/2007 CLASS ACTION. Bersani: "Le liberalizzazioni vanno avanti" (SB, http://www.helpconsumatori.it)

    "Le liberalizzazioni vanno avanti. L'accelerazione che il Senato ha voluto dare alla norma sulla class action segnala che c'è una crescita di sensibilità sui processi di liberalizzazione che abbiamo attivato". Così il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, commenta il via libera di palazzo Madama all'articolo della legge finanziaria che introduce l'azione collettiva dei consumatori.

    "Nel merito - osserva Bersani - la norma è suscettibile di un miglioramento dal lato, in particolare, di un filtro di garanzia rispetto a possibili pratiche distorsive e abusi nei ricorsi. Abbiamo, infatti, sempre pensato ad un modello italiano di azione collettiva dei consumatori che faccia tesoro dei limiti di esperienze altrui. Adesso il Senato, esaurito l'esame della Finanziaria, avrà la possibilità di varare con immediatezza la cosiddetta terza lenzuolata. Mi auguro - auspica il ministro - davvero che questo avvenga".

    16/11/2007 CLASS ACTION. Confindustria: "Un provvedimento rozzo" (SB, http://www.helpconsumatori.it)

    "E' un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi. E i benefici per i consumatori saranno sostanzialmente risibili". Chiara la critica di Confindustria nei confronti della class action ieri approvata al Senato. Secondo le imprese il testo "presenta chiari profili di incostituzionalità perché legittima associazioni ad agire per conto di singoli senza averne il diritto. La Costituzione prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato.

    Contrariamente agli ordinamenti di altri paesi - si legge in una nota - non si definisce la platea nei cui confronti l'eventuale provvedimento del giudice produrrà effetti. E' di estrema gravità il fatto che il testo approvato dal Senato non preveda alcuna valutazione preventiva di ammissibilità da parte del giudice per evitare azioni manifestamente infondate. Pur basate sul nulla queste azioni potrebbero portare - nel caso di società quotate - a turbative di mercato con conseguenze pesanti a danno dei risparmiatori e dei piccoli azionisti. Gli uffici giudiziari italiani già registrano tempi lunghi e un pesantissimo sovraccarico di lavoro. Saranno ora paralizzati con cause futili che impegneranno per anni giudici e strutture, a spese della collettività e delle imprese.

    Si tratta quindi per Confindustria di "capolavoro negativo", che renderà ancora più complicata e difficile la vita a migliaia di piccole, medie e grandi imprese. E' grave che la maggioranza di governo abbia anteposto logiche di puro equilibrio parlamentare alle ragioni del mondo produttivo accogliendo una proposta improvvisata ed estemporanea che nulla c'entra con la legge finanziaria. Con una fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi confronto, si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una pesante minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la crescita economica.

    Le paure di Confindustria sono per Adiconsum "artificiose". Per l'associazione "la verità è che l'azione collettiva fa paura a Confindustria perché ancora molte sono le imprese, private e pubbliche, che basano il loro business sulle informazioni ingannevoli, sulle pratiche commerciali scorrette, sulle furbizie e sui raggiri o mettendo sul mercato prodotti a rischio con la certezza oggi di restare impuniti. L'azione giuridica individuale non tutela il consumatore di fronte ad una crescita esponenziale di pratiche commerciali scorrette o ingannevoli soprattutto nei servizi pubblici liberalizzati. Vale un esempio: la vicenda dei bond. Sono state circa mezzo milione le vittime tra Parmalat, Cirio e Argentina, ma solo pochissimi consumatori sono ricorsi dal giudice. Un avvocato di un'importante banca così si confidava: "Sappiamo bene che la banca ha torto, ma se anche il giudice dovesse dar ragion al consumatore, noi ricorreremo a tutti i gradi di giudizio, perché l'obiettivo è scoraggiare tutti gli altri consumatori dal presentare ricorso". Se l'azione collettiva sarà approvata anche alla Camera, molte delle denunce fatte in questi anni rimaste insolute, potranno avere un esito diverso. Ci riferiamo ai servizi addebitati in bolletta non richiesti, alle vendite piramidali truffaldine, ai contratti di prodotti finanziari a rischio venduti con informazioni ingannevoli".

    16/11/2007 CLASS ACTION. Il commento di Federcontribuenti e dei Giovani Avvocati (SB, http://www.helpconsumatori.it)

    Soddisfazione è stata espressa nei confronti dell'approvazione della class action da Federcontribuenti: "E' un risultato sicuramente positivo per la tutela dei cittadini - afferma il Presidente nazionale Carmelo Finocchiaro - A questo punto la nostra proposta di estendere questo istituto anche alla materia tributaria diventa di assoluta priorità. Non è infatti possibile che il cittadino possa ricorrere collettivamente di fronte ad ingiustizie che vengono perpetrate da privati e non possa fare lo stesso di fronte ad iniziative illegittime da parte della Pubblica Amministrazione e di quella finanziaria in particolare".

    Un giudizio negativo arriva invece dai Giovani Avvocati che parlano di "fals action". "Abbiamo dato il nostro contributo ad un tema importante, quale quello della class action, e lo stesso hanno fatto tante altre categorie del paese, nel tentativo di fornire una risposta adeguata alla domanda di giustizia. Siamo costretti a prendere atto del disprezzo nei confronti della Commissione Giustizia della Camera - commenta Presidente dell'Aiga Valter Militi - La norma varata dal Senato ha in realtà introdotto una "fals action", utile solo come pubblicità al Politburo delle Associazioni dei Consumatori riunite nel CNCU.

    Secondo Militi "I limiti obiettivi sono stati riconosciuti anche dallo stesso presentatore Sen. Manzione, e nonostante questo la norma è stata posta in votazione: ci domandiamo che senso abbia produrre strumenti inadeguati, destinati a rimaneggiamenti e rivisitazioni. E riflettiamo su come, ancora una volta, il diritto effettivo dei cittadini sia ostaggio di uno scontro politico nel quale non c'è spazio per il dialogo e per la sintesi. Peraltro dalle notizie di stampa risulta che la class action sia stata approvata per un errore di voto da parte di un Senatore dell'opposizione: un errore che nasce da un errore non potrà che produrre orrori (giuridici)".

    http://www.helpconsumatori.it

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