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  • 01/01/2010 Codacons notifica le prime due Class Action in Italia

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    Da oggi è in vigore la legge sulla class action che consente l'azione legale collettiva per la tutela dei diritti.

    La class action fu introdotta dal governo Prodi per la prima volta nel 2008, poi rimandata dal governo Berlusconi ed infine modificata dallo stesso governo che l' ha resa poco efficace per la mancanza di forti sanzioni come avviene negli Usa.

    Il Codacons, una delle principali associazioni di tutela dei consumatori, ha ha reso noto di aver già presentato in tribunale due citazioni contro altrettanti istituti di credito: Unicredit e Intesa Sanpaolo, per denunciare l'introduzione di nuove e più onerose commissioni a carico degli utenti, fino a 15 volte più care delle precedenti, come il "massimo scoperto", ora eliminato.

    Saranno ora possibili le cause collettive anche contro la Pubblica Amministrazione. Questo è quanto si apprende dal il comunicato a firma del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, riporta: "L'azione poggia sulle rilevazioni dell'Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l'eliminazione della 'commissione di massimo scoperto' introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto.

    Comportamento illegittimo che produce un danno economico ingente ai consumatori, come dimostrato anche dall'Autorità della concorrenza e del mercato.

    Di qui la class action notificata al Tribunale di Torino (per Intesa SanPaolo) e a quello di Roma (per Unicredit) contro le due maggiori banche italiane. Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell'associazione migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class action chiedendo di essere risarciti per le maggiori spese sostenute e senza necessità di rivolgersi al Giudice. La somma richiesta in giudizio dai correntisti si calcola che sarà pari a 1 miliardo di euro per ciascuna banca.

    Si tratta della prima azione collettiva in Italia sulla base del Codice del consumo e speriamo che serva per disincentivare i colossi economici a fare scorrettezze gravi contro i consumatori che per pochi euro non farebbero mai causa individualmente, anche se la mancanza di forti sanzioni come avviene negli Usa rende questo strumento poco incisivo ed efficace."

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