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  • 27/01/2010 "La class action: questione di parole e non solo" (L. Ciccarelli, http://www.helpconsumatori.it)

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    Come sappiamo il 2010 è l'anno dell'entrata in vigore della così detta class action, nuova azione di tutela giudiziaria a disposizione dei cittadini consumatori. Non vogliamo esaminare qui il testo e il meccanismo processuale, vogliamo soffermarci "solo" su un aspetto apparentemente linguistico ma in realtà molto significativo .

    L'art 140bis del codice del consumo, finalmente in vigore, non parla di azione collettiva risarcitoria (come invece la precedente versione mai entrata in vigore) ma di azione di classe.

    Non è un dettaglio di poco conto , le parole hanno sempre un peso. La nuova azione giudiziaria è concepita come una azione di tanti singoli cittadini che unendosi costituiscono una classe di soggetti con diritti identici. Questo vuol dire che tanti singoli cittadini con lo stesso identico diritto leso non sono dinanzi ad un giudice per rappresentare un interesse collettivo ma semplici diritti individuali, che invece di essere rappresentati dinanzi a tanti giudici sono riuniti per una logica di economia processuale in un unico processo.

    Le stesse associazioni di consumatori, o altri comitati, non sono portatori di un interesse generale ma servono solo da contenitore, non hanno un loro specifico interesse da rappresentare .

    L'obiettivo pertanto legittimo e dichiarato di questa nuova azione è di pura "judicial economies". Da questo punto di vista pertanto avere una azione giudiziale nuova dal contenuto risarcitorio non significa veder riconosciuto come interesse collettivo la cura di beni comuni quali : l'equità contrattale nell'erogazione di servizi di interesse generale, la correttezza delle pratiche commerciali, la trasparenza e la correttezza delle informazioni sulle caratteristiche dei prodotti , la concorrenza leale tra imprese ecc..

    E' evidente il ridimensionamento politico del ruolo delle associazioni, dei comitati ma anche del singolo cittadino (soggetti legittimati attivi, che possono cioè intraprendere l'azione); eppure la costituzione italiana riconosce al cittadino , singolo o associato, la titolarità di promuovere iniziative di interesse generale (118 u.c. costituzione) .

    L'azione di classe quindi non è la traduzione e il riconoscimento di ruoli e funzioni dei cittadini singoli o associati che operano nell'interesse generale anche in sede giudiziaria.(rimane comunque l'azione di inibitoria generale esperibile dalle associazioni dei consumatori ai sensi del codice del consumo).

    Il vizio di fondo è anche di natura culturale. Quando si parla di consumatori primeggiano categorie legate agli interessi individuali quasi esclusivamente egoistici. I nostri padri costituenti invece avevano una visione ben più moderna e profonda come dimostra il dibattito dell'ottobre del 1946 in merito all'art 43 della costituzione "tutti i cittadini sono consumatori, e difendere il consumatore significa soprattutto difendere gli interessi delle categorie meno abbienti. La difesa del consumatore diventa anche difesa sociale per l'affermazione di una migliore giustizia sociale".

    Con la class action si giocava quindi la partita della rappresentatività del cittadino consumatore portatore come tale di un interesse collettivo (es giustizia sociale) oltre che individuale. Al momento non è stato fatto un passo in avanti in questa direzione, ma il dibattito continua anche in altre sedi. Ad esempio con la nuova stagione della normativa regionale sui requisiti di rappresentanza delle stesse associazioni di consumatori. Si è rappresentativi se si ha un certo numero di iscritti o di sportelli (requisiti che mettono in discussione anche la rappresentatività di tipo sindacale) o anche se si incide con azioni (giudiziarie, civiche , sociali) su aspetti decisivi per lo sviluppo e la promozione dei diritti ?
    E' l'interesse generale, la cura dei beni comuni e il grado di partecipazione dei cittadini singoli o associati la posta in gioco da tener presente e da non sottovalutare.

    Liliana Ciccarelli
    Cittadinanzattiva


    http://www.helpconsumatori.it

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