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  • 09/01/2007 Pascià 2007: Lo spreco I (Rita Pennarola, www.lavocedellacampania.it visto su http://www.canisciolti.info)

    Ricerca personalizzata

    Mentre l’Italia diventa un Paese sempre più “sudamericanizzato”, con una forbice abissale che separa oligarchie opulente da vecchi e nuovi poveri, andiamo a cercare alcune ragioni nascoste del disavanzo pubblico, di quelle stesse spese folli che si rinnovano ad ogni legislatura che cambia. E portiamo alla luce due categorie, una pubblica, l’altra privata, che non temono la “quarta settimana”.

    La notizia, travolta nell’euforico sciocchezzaio dei festeggiamenti di fine anno, è passata completamente inosservata. Nella notte fra il 22 e 23 dicembre a Napoli, capitale mondiale dell’immondizia, uno dei rari camion della NU in circolazione ha caricato insieme al cumulo di rifiuti abbandonati in strada da settimane un extracomunitario di 57 anni. Dormiva. Forse era ubriaco. In un primo momento, pare che non si sia accorto di nulla. Il suo corpo è stato triturato dalle pale meccaniche del mezzo prima che qualcuno, uditi i gemiti, provvedesse ad arrestare quell’orrendo tritacarne umano che, la notte dell’antivigilia di Natale, stava riducendo a brandelli il corpo di un immigrato clandestino arrivato a Napoli per cercare fortuna. «Ivan Kovardakov di origine moscovita - si legge nell’unica, scarna agenzia del 30 dicembre - ha subito un delicato intervento chirurgico di ricostruzione dell'anca e del femore».

    Così va il mondo e così continuano ad andare Napoli e questo Paese, in cui il divario fra oligarchie straricche e fasce di popolazione in avanzato scivolamento verso i limiti della sopravvivenza diventa ogni giorno più simile a una voragine, un buco nero che inghiotte - ora non solo metaforicamente - intere generazioni di esseri umani. Qualche dato. Secondo il rapporto annuale dell’Istat nel 2005 vivevano in condizioni di povertà oltre 7 milioni e mezzo di persone. Fanalino di coda, come sempre, il Sud: il 42,5% delle famiglie meridionali dichiara di non poter far fronte a una spesa imprevista di 600 euro, il 28,3% non ha avuto soldi per comprare vestiti; il 22,4% non ha potuto permettersi di riscaldare la casa in modo adeguato; il 21 ha avuto difficoltà a pagare le spese mediche. Il 7,4 per cento dichiara di non aver avuto i soldi per comprare il cibo.

    A fronte di questo crescente esercito di precari dell’esistenza, mentre anche la Finanziaria 2007 sta facendo assaggiare i primi, consistenti rincari di tariffe e beni essenziali, andiamo a fare un po’ di conti in tasca a piccoli e grandi “nababbi” di casa nostra e soprattutto guardiamo a coloro che lo sono diventati (in senso relativo), potendo contare su retribuzioni elevate, fisse ed in continua escalation. Abbiamo preso a titolo di esempio due categorie tra le più fortunate, una nel settore pubblico, l’altra in quello privato: i magistrati e i funzionari ai massimi livelli di Telecom Italia, la holding recentemente finita nell’occhio del ciclone. E proprio avvicinandoci alla categoria del magistrati scopriamo subito nomi e numeri di un clamoroso spreco, tutto italiano, che si poteva e si doveva evitare.

    COMMISSIONI USA E GETTA

    Governo che viene, commissione che va. Potrebbe essere riassunta in questa semplice formuletta la storia infinita delle commissioni insediate al ministero della Giustizia per riformare codici e codicilli. Centinaia di esperti - magistrati, docenti universitari, avvocati - sottratti alle loro normali attività, riuniti in migliaia di sedute, retribuiti e profumatamente rimborsati con denaro pubblico (missione di viaggio, gettone di presenza, e poi soggiorni in hotel della capitale, pranzi, cene, aerei o treni), per poi essere “regolarmente” mandati a casa e sostituiti in blocco, ogni volta che cambia l’esecutivo di governo. Tutto cancellato. Non serve più. A luglio 2006, quando si è aperta l’era del guardasigilli Clemente Mastella, si è ufficialmente insediata la nuova Commissione di studio per la riforma del codice penale presiduta dal penalista e deputato del Prc Giuliano Pisapia.

    Tra esperti, consulenti e commissari effettivi, il team è composto da 28 professionisti, più quattro funzionari di via Arenula con mansioni di segreteria. Fra gli altri spiccano i docenti universitari Luciano Eusebi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Luigi Ferrajoli ed Antonio Fiorella dell’Università degli studi Roma Tre e il partenopeo Sergio Moccia della Federico II. Fra i giudici, Antonio Balsamo e Piergiorgio Morosini del Foro di Palermo, Donato D’Auria del tribunale di Napoli, Franceco De Socio, pm a Voghera e i magistrati di Cassazione Giorgio Lattanzi e Giovanni Silvestri. Nel comitato scientifico fa il suo ingresso l’avvocato Franco Coppi, passato alla storia come difensore di Giulio Andreotti; fra i “tecnici”, il penalista partenopeo Fabio Foglia Manzillo.

    «Ognuno di voi - ha raccomandato il ministro Mastella incoraggiando la sua task force - può dare la carica di ossigeno necessaria per mettere a punto questo progetto». La scadenza ultima per la consegna delle conclusioni è fissata al 31 luglio 2007. Solo 12 mesi per portare a termine la revisione del vecchio Codice Rocco di epoca fascista. Più facile andare sulla luna. E forse lo sa anche il ministro: «Fate il vostro lavoro il più velocemente possibile, è l'unico impegno che vi chiedo». Anche perchè di commissioni che avevano lavorato su questo delicato terreno istituzionale - e con risultati, a detta degli esperti, anche buoni - finora ne erano state mandate a casa ben tre.

    Indice

  • 09/01/2007 Pascià 2007: Lo spreco I
  • 09/01/2007 Pascià 2007: Lo spreco II
  • 09/01/2007 Pascià 2007: Lo spreco II

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