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  • 07/09/2011 I numeri della manovra approvata dal senato (Tito Boeri, http://www.lavoce.info)

    Ricerca personalizzata

    Prima del voto in aula, alla manovra sono stati aggiunti l’inasprimento dell'Iva e il contributo di solidarietà per i redditi superiori a 300 mila euro. Questo fa gravare ancora di più sul lato delle entrate l’aggiustamento: la pressione fiscale è destinata a salire di due punti di Pil, al 44,5 per cento; il peso delle entrate sul Prodotto interno lordo si avvicina pericolosamente al 50 per cento (48,7). Quasi metà della manovra rimane indeterminata dato che resta la clausola di salvaguardia sulla delega fiscale e assistenziale.

    I TAGLI QUESTI  SCONOSCIUTI

    La tabella qui sotto documenta i nuovi numeri. I saldi sono migliorati dopo l’introduzione dei nuovi provvedimenti di fronte al deterioramento dello spread. Conta soprattutto l’inasprimento Iva, che vale a regime più di 4 miliardi. Il contributo di solidarietà sui redditi superiori a 300 mila euro è deducibile (non sarebbe stato più semplice alzare l’aliquota marginale?) e quindi vale solo 140 milioni a regime. Il contributo delle tasse sale al 73 per cento (dal 61 per cento) nel 2012. Se teniamo conto che gli enti locali si rifaranno dei tagli ai trasferimenti aumentando le addizionali Irpef, come loro consentito già nel 2012 dalla manovra, la quota delle entrate arriva all’86 per cento del totale. Spariscono del tutto i tagli ai costi della politica a livello provinciale e comunale che erano comunque talmente esigui da non venire quantificati dalla relazione tecnica. Ridotti ulteriormente i pochissimi tagli ai compensi dei parlamentari. Insomma, i tagli di spesa si sono ormai ridotti al lumicino. Si noti che nei documenti presentati alle autorità europee, il Governo si era impegnato a un aggiustamento “prevalentemente sul lato della spesa” e che il ministro Tremonti nell’anticipare la manovra alla Camera aveva parlato di “obiettivi che si devono raggiungere attraverso riduzioni della spesa”.

    UN EURO SU DUE GENERATO IN ITALIA È DESTINATO ALL’ERARIO

    Non stupisce allora l’incremento della pressione fiscale. Arriverà al 44,5 per cento, due punti in più che in assenza della manovra. La quota delle entrate (tributarie e non) sul prodotto interno lordo è destinata ad arrivare al 48,7 per cento. Insomma un euro ogni due generati in Italia andrà all’erario. Tasse finlandesi con servizi italiani come si può ben vedere da questo grafico.

    L’INCERTO ALLARGAMENTO DELLA BASE IMPONIBILE

    Può consolare il fatto che almeno in piccola parte la manovra cerchi di allargare la base imponibile, facendo pagare le tasse anche a chi non le pagava sin qui. Ma meglio stare coi piedi per terra. Stupisce che la Ragioneria dello Stato quantifichi in più di un miliardo gli effetti di misure dall’esito aleatorio e da molti ritenute inefficaci come l’obbligo di fornire le coordinate bancarie in dichiarazione dei redditi (perché non fornire anche i saldi di conti corrente?), la prigione per chi evade più di 3 milioni (quanti sono i contenziosi di quella entità, quanti i grandi evasori che rischiano di andare in prigione? Perché l’Agenzia delle entrate non ce lo dice?). Le stime fanno riferimento al solo effetto di dissuasione che è molto difficile da valutare. Più prudente sarebbe stato non contare su queste entrate. Tra l’altro, in Commissione alcune di queste misure sono state depotenziate, a partire dalla comunicazione obbligatoria delle coordinate bancarie che doveva servire per quegli accertamenti selettivi che nella relazione tecnica venivano valutati fino a 665 milioni.

    METÀ DELLA MANOVRA ANCORA DA DEFINIRE

    Quasi metà della manovra (20 miliardi) continuano a venire affidati alla norma capestro sul taglio delle agevolazioni fiscali: se la delega per la riforma fiscale non venisse esercitata entro il settembre 2012 si procederà a un taglio automatico del 5 per cento di agevolazioni e deduzioni Irpef e Iva, a scapito soprattutto delle persone con redditi più bassi. Il taglio salirebbe al 20 per cento nel 2014. Sono più tasse e sono regressive e colpiscono soprattutto le famiglie a basso reddito. È una norma che lo stesso governo dichiara di non voler mettere in pratica e di tenere solo come extrema ratio nel caso non si arrivasse all’approvazione di una imprecisata riforma fiscale e assistenziale. Insomma, a più di due mesi dall’apertura di una crisi di credibilità drammatica per il nostro Paese, a quasi quattro settimane dalla decisione della Bce di intervenire a sostegno dei nostri titoli di Stato a fronte dell’impegno del nostro governo ad anticipare l’aggiustamento e a tre settimane dal Consiglio dei ministri che ha impegnato il nostro paese al pareggio di bilancio entro il 2013, il nostro governo non è ancora riuscito a chiarire come raggiungerà questo risultato.

       

    2011

    2012

    2013

    2014

    Maggiori entrate  

    3,0

    20,5

    35,3

    39,2

    di cui

             

       imposta deposito titoli

     

    0,7

    1,3

    3,8

    2,5

    tasse sui giochi

     

    0,4

    0,5

    0,5

    0,5

    accise benzina/tabacchi

     

    0,0

    5,4

    3,5

    3,5

      IRAP su banche/assicurazioni

     

    0,0

    0,9

    0,5

    0,5

    taglio agevolazioni fiscali (1)

     

    0,0

    4,0

    12,0

    20,0

    rendite finanziarie

     

    0,0

    1,4

    1,5

    1,9

    norme antievasione (2)

     

    0,0

    0,4

    1,2

    1,2

    contributo solidarietà (>300k)

     

    0,0

    0,1

    0,1

    0,1

    aumento aliquota iva

     

    0,7

    4,2

    4,2

    4,2

    ticket sanità e contributo pensioni

     

    0,0

    0,4

    3,2

    5,7

    altre entrate tributarie(3)

     

    1,2

    12,7

    11,7

    6,1

               
    Minori spese  

    -0,1

    7,6

    18,8

    20,4

    di cui

             

    sanità

     

    0,0

    0,0

    2,5

    5,0

    altri trasferimenti EELL(4)

     

    -0,4

    3,8

    6,7

    7,4

    pensioni

     

    0,0

    0,7

    1,5

    1,6

    pubblico Impiego

     

    0,0

    0,0

    0,0

    0,6

    ministeri

     

    0,1

    7,7

    6,9

    6,0

    altre (5)

     

    0,2

    -4,6

    1,2

    -0,1

               
    TOTALE  

    3,0

    28,1

    54,2

    59,7

    Contributo entrate  

    103%

    76%

    65%

     
     

    2010

    2011

    2012

    2013

    2014

    Pressione fiscale pre manovra

    42,60%

    42,5%

    42,7%

    42,6%

    42,5%

    Pressione fiscale

    42,60%

    42,7%

    44,0%

    44,5%

    44,4%

    Entrate (%PIL)

    46,6%

    46,6%

    48,0%

    48,7%

    48,7%

    Entrate(%PIL) pre manovra

    46,6%

    46,4%

    46,8%

    46,6%

    46,4%


    (1)
    Clausola salvaguardia delega fiscale
    (2)
    Comunicazione anagrafe di operatori finanziari, controlli IVA, prigione evasori, etc.
    (3)
    Aumento accise, precedenti provvedimenti lotta ad evasione, etc.
    (4)
    Al netto di dotazione fondo trasporti
    (5)
    Provvedimenti "sviluppo", dotazione fondo ISPE, riduzione finanziamento partiti, etc.

    Un segno negativo su minori spese significa che le spese aumentano

    Francesco Daveri 14.09.2011

    Con le ultime notizie dalla Grecia è ripartita la crisi del debito degli Stati. C'è chi pensa che l'euro sia una coperta troppo corta. Non è così: i costi del break up lo rendono una strada a senso unico. E allora bisogna mettersi con pazienza e poco alla volta a rifondare "alla tedesca" il funzionamento dell'Unione Europea, non solo quella monetaria. Dopo aver salvato la Grecia: altrimenti non ci sarà nessuna Unione da rifondare.

    La parola ai numeri / Conti Pubblici

    07.09.2011

     
    Conti Pubblici NEW

    Paolo Manasse 13.09.2011

    Quanto funzionano le regole fiscali imposte dalla legge, come il vincolo del pareggio di bilancio dello Stato inserito nella Costituzione previsto dal disegno di legge approvato dal governo? Varie esperienze internazionali suggeriscono che sono i paesi (gli uomini) virtuosi che si danno delle regole e le applicano; non sono le regole che rendono i paesi (gli uomini) virtuosi.

    Istituzioni e Federalismo NEW

    Fabrizio Onida 13.09.2011

    Contenuto nella manovra di agosto, il taglio di consiglieri e risorse del Cnel potrebbe favorire una utile riforma dell'organismo, previsto dalla Costituzione, sottraendolo all'immagine di ente inutile. Tra le modifiche di prassi, si dovrebbe arrivare a un innalzamento della quota di consiglieri donne e a una maggiore trasparenza dei criteri con cui le parti sociali designano i propri candidati. La presenza di riconosciute personalità tecniche e scientifiche contribuirebbe poi a migliorare la qualità, l'incisività e l'autorevolezza dei lavori del Consiglio.
     
    Concorrenza e Mercati NEW

    Andrea Goldstein 13.09.2011

    Marchionne lancia la Fiat in una nuova avventura, la globalizzazione della struttura manageriale, che precede la prossima fusione con la Chrysler. L’esperienza dell’industria automobilistica suggerisce di dedicare molta attenzione all’integrazione tra diverse culture aziendali, per costruire sinergie a partire dalla diversità senza imporre la visione del più forte. Cosa che non riuscì all’Olivetti 50 anni fa quando ottenne il controllo della Underwood, all’epoca la maggiore acquisizione di una società americana da parte di una multinazionale straniera.
     
    Innovazione e Ricerca NEW

    Stefano Breschi e Francesco Lissoni 13.09.2011

    Scienziati legati da una forte prossimità sociale hanno una maggiore probabilità di scambiare idee e conoscenza, anche se separati geograficamente, rispetto a colleghi debolmente connessi, per quanto fisicamente prossimi. Possiamo dunque sperare che le idee dei cervelli che hanno lasciato l'Italia arrivino anche nel nostro paese e diano un contributo alla ripresa? Accademia e industria sono comunque comunità distinte e una certa prossimità spaziale è necessaria per sopperire alla distanza sociale. L'industria italiana, poi, assume sempre meno personale scientifico.
     
    Scuola e Università / Lavoro NEW

    Francesco Pastore 13.09.2011

    La durata della transizione scuola-lavoro varia da paese a paese. Un confronto sul rapporto fra tasso di disoccupazione dei giovani e degli adulti mostra che i risultati migliori si registrano nei paesi anglosassoni, che hanno il mercato del lavoro più flessibile. Al loro fianco, Germania e Giappone, dove funziona bene il collegamento fra sistema di istruzione e mondo del lavoro. Con la crisi, però, la disoccupazione giovanile è aumentata ovunque. Ma i paesi ex-socialisti e quelli mediterranei hanno migliorato le loro posizioni.

     
    Conti Pubblici

    Tito Boeri 07.09.2011

    Prima del voto in aula, alla manovra sono stati aggiunti l’inasprimento dell'Iva e il contributo di solidarietà per i redditi superiori a 300 mila euro. Questo fa gravare ancora di più sul lato delle entrate l’aggiustamento: la pressione fiscale è destinata a salire di due punti di Pil, al 44,5 per cento; il peso delle entrate sul Prodotto interno lordo si avvicina pericolosamente al 50 per cento (48,7). Quasi metà della manovra rimane indeterminata dato che resta la clausola di salvaguardia sulla delega fiscale e assistenziale.
     
    Europa / Conti Pubblici REFRESH

    Elias Papaioannou e Dimitri Vayanos 26.08.2011

    Il piano di salvataggio della Grecia non dà i risultati sperati. La recessione è più grave del previsto e cresce il malcontento della popolazione per misure di austerità sempre più pesanti. Il limite del pacchetto di aiuti concordato più di un anno fa con Unione Europea, Bce e Fmi è quello di non dare sufficiente importanza alle riforme strutturali, che invece potrebbero togliere molti degli attuali ostacoli alla crescita, spesso a costo zero per il bilancio dello Stato. Oltretutto, riforme di questo tipo avrebbero il pieno sostegno dei greci.

    Lavoro

    Luigi Oliveri 09.09.2011

    Non c'è solo l'articolo 8 nella manovra finanziaria a occuparsi delle regole nel mercato del lavoro. L'articolo 11 mette forti vincoli all'utilizzo del tirocinio di formazione, che invece è uno strumento utile per attivare un contatto diretto tra lavoratore e azienda. È vero che troppo spesso viene considerato come un sistema di reclutamento a buon mercato. Ma la nuova norma restringe eccessivamente il novero delle persone ammissibili a diventare tirocinanti, con alcune clamorose esclusioni. Per scongiurare gli abusi sarebbe bastato rendere obbligatorio un compenso minimo.
     
    Innovazione e Ricerca

    Matteo Bugamelli , Luigi Cannari , Francesca Lotti e Silvia Magri 09.09.2011

    Il ritardo di crescita e di competitività dell'economia italiana riflette anche un significativo deficit di innovazione. L'Unione Europea fissa al 3 per cento del Pil l'obiettivo al 2020 per la spesa in ricerca e sviluppo, ma nel nostro paese qualsiasi innalzamento di spesa in questo campo, per essere sostenibile e duraturo, dovrà essere graduale e tenere conto delle caratteristiche strutturali del sistema produttivo.
     
    Europa

    Pasquale Pasquino 09.09.2011

    La Corte costituzionale tedesca si è pronunciata a favore della partecipazione della Germania ai piani di salvataggio europei. Non è il plenum del parlamento a decidere su queste materie, ma la commissione bilancio. E non esclude nemmeno strumenti come gli Eurobond. Ma in dicembre il dibattito su misure più stabili di difesa della moneta unica ridarà la parola al parlamento tedesco. La Corte sarà probabilmente chiamata a intervenire di nuovo in un dibattito dal quale dipende il cammino ormai faticoso dell'Unione Europea.

     
    Informazione

    Riccardo Puglisi 09.09.2011

    La posizione ideologica dei media può avere effetti importanti e di lungo periodo sugli equilibri politici e sulle politiche, perché è da lì che i cittadini ottengono informazioni. Un recente articolo sostiene che i media americani si collocano più a sinistra dell'elettore medio americano. Una conclusione non corretta secondo un'analisi che confronta direttamente elettori e giornali. Ma cosa succede se i cittadini sono convinti di dover neutralizzare una distorsione dei media che non esiste?
     
    Fisco

    Carla Marchese 02.09.2011

    La manovra nella versione del 1° settembre prevede la pubblicazione sui siti web dei comuni delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti. Difficile prevedere se davvero si passerà all'atto pratico. In ogni caso, la discussione sull'argomento è annosa e gli effetti sono dubbi. L'importanza delle sanzioni sociali per rafforzare l'osservanza delle leggi è tanto maggiore quanto più numerose sono le persone che già obbediscono alla norma. E l'informazione sull'altrui evasione non punita può tranquillizzare l'aspirante evasore. Più efficace il "naming and shaming". Anche in Italia?


    http://www.lavoce.info

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