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  • 14/10/2005 Occidente motore della censura on-line (Tommaso Lombard, http://punto-informatico.it/p.asp?i=55557&r=PI)

    Ricerca personalizzata

    Uno studio accademico promosso da OpenNet Initiative precipita anche il Myanmar nel gruppo dei paesi autoritari che filtrano e censurano Internet. Questi paesi - dicono gli esperti - usano tecnologie occidentali

    Cambridge (UK) - L'ultimo rapporto stilato da OpenNet Initiative sulla situazione di Internet nel Myanmar delude le speranze di chi sogna un cammino congiunto per libertà individuali e diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione.
    L'associazione, che riunisce i prestigiosi atenei di Cambridge, Harvard e Toronto, ha precipitato questa inossidabile dittatura asiatica in compagnia di Iran, Cina ed Arabia Saudita: i quattro paesi rappresentano, nell'opinione degli esperti, la punta di diamante nel panorama globale del controllo sistematico della Rete e della libertà d'espressione.
    I risultati delle indagini di ONI sono inquietanti: il governo dell'ex Birmania filtra quasi l'85% dei servizi gratuiti di posta elettronica e circa l'84% di siti stranieri che contengono informazioni su tematiche fondamentali come politica e promozione dei diritti umani. «È uno dei sistemi di censura e controllo più rigidi che abbiamo mai studiato» sostiene Ronald J. Deibert, direttore del Centro Studi Internazionali dell'Università di Toronto e collaboratore di ONI.
    Aung San Suu Kyi, leader clandestino del vietatissimo partito democratico del Myanmar, è convinto che il regime dittatoriale miri all'eliminazione di qualsiasi forma d'opposizione politica grazie al pugno di ferro su Internet. I due ISP nazionali, entrambi sotto il controllo dello Stato, si avvalgono di leggi vaghe e durissime per esercitare il loro potere liberticida su una popolazione online di appena 30.000 utenti, paralizzati da un reddito medio pro capite pari a 180 dollari mensili.

    La totalità delle pubblicazioni online che promuovono la democrazia per il Myanmar, fornito di connettività a banda larga nelle zone più urbanizzate, sono messe all'indice grazie all'uso estensivo di filtri software prodotti in occidente. Lancia l'allarme anche John Palfrey, giurista di Harvard che si interessa dello sviluppo della Rete nel mondo: «Le tecnologie di controllo stanno diventando sempre più precise e sofisticate, grazie soprattutto alle aziende occidentali che si arricchiscono grazie alla censura».
    E l'industria IT degli Stati Uniti guadagna una nuova maglia nera: i ricercatori hanno identificato la giovane azienda Fortinet come il principale fornitore di tecnologie censorie. Un nuovo record negativo per gli USA, recentemente scossi dal cosiddetto scandalo Yahoo!, impresa accusata di aiutare la Repubblica Popolare Cinese nella sua massiccia opera di controllo dell'informazione digitale. Fortinet, ma si fa anche il nome di Cisco, è ormai da tempo il partner per eccellenza di regimi e dittature che intendono tenere sotto torchio l'opinione pubblica locale. La compagnia, che produce un sistema speciale chiamato Fortiguard, si difende dicendo di «rispettare gli accordi internazionali siglati da Washington» e che non mantiene relazioni commerciali con «paesi colpiti da embargo per ragioni politiche».

    Tommaso Lombardi

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