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  • 05/06/2006 Il referendum è di tipo Confermativo del Testo di Legge Costituzionale

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    Il referendum costituzionale del 25/26 giugno 2006 non è un referendum come gli altri. Esso avrà per oggetto l’approvazione o la bocciatura della legge di riforma della II Parte della Costituzione, approvata dalla maggioranza di centro destra nella scorsa legislatura, e non ancora entrata in vigore. Il referendum è di tipo confermativo del testo di legge costituzionale che modifica alcune parti della Costituzione: si vota sì per approvare la legge e permettere lo stravolgimento della Costituzione Italiana; si vota no per bocciare la legge proposta con la possibilità di procedere sempre alla modifica della Costituzione ma gradualmente e con maggiore responsabilità.

    La legge è stata votata dal centrodestra con un accordo politico tra Berlusconi, Bossi e Fini per ridefinire i poteri delle Regioni, pregiudicando il diritto alla salute, il diritto all’istruzione ed alla sicurezza.  La Costituzione non è  intoccabile, ma essa non dovrebbe  essere modificata senza il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini. Basterebbe questo per dire No  alla riforma di pochi, riforma  elaborata da un comitato ristretto di persone con  un testo decisivo per il mutamento degli assetti della vita pubblica italiana,  approvato dal Parlamento senza coinvolgimento dei cittadini,  con un aumento del   peso delle burocrazie e dei potentati politici regionali e dello  spreco di denaro pubblico nel mantenimento di tante macchine amministrative inutili.

    Sarebbe, ad esempio, attribuita alle Regioni la competenza legislativa in materia di assistenza ed organizzazione sanitaria, il che significa significa introdurre 20 diversi Servizi Sanitari, uno per regione, con diverse regola di accesso ai servizi ed alle prestazioni, il tutto in funzione della capacità finanziaria di ciascuna Regione. E questo sarebbe una vera e propria violazione del principio di eguaglianza dei cittadini a favore delle regioni piu' ricche ed a discapito di quelle piu' povere: per queste ultime aumenterebbero i costi dei servizi sanitari e peggiorebbero i servizi sanitari ed ospedalieri (ospedali piu' scadenti, liste di attesa piu' lunghe, costi maggiori)

    Anche il diritto all' istruzione sarebbe fortemente pregiudicato in quanto sarebbe attribuita alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nella organizzazione scolastica e nella formazione dei programmi scolastici e formativi che sarebbero adeguati alle esigenze della regione, sempre in funzione elle capacità finanziarie delle singole Regioni: alle Regioni piu' povere una scuola piu' limitata ed una preparazione piu' scadente con discriminazione nell' accesso al lavoro.

    Anche per la sicurezza subentrerebbero le Regioni nell' amministrazione della polizia, nell' istitiuzione di nuovi corpi armati, ecc. La riforma costituzionale proposta dal Centro-destra sostituisce l' attuale forma di governo democratico basato sulla centralità del Parlamento e sull’equilibrio dei poteri con un sistema fondato sulla prevalenza del Primo Ministro

    La riforma in corso di approvazione aumenta  i poteri del presidente del consiglio al quale viene  attribuito perfino il potere di scioglimento delle Camera, e trasforma l' attuale  regime parlamentare in regime elettorale del primo ministro, impedendo  di fatto il funzionamento del fondamentale principio della separazione dei poteri, riducendo  gravemente il ruolo di bilanciamento e di controllo esercitato dagli organi di garanzia (Presidente della Repubblica,  Corte costituzionale, autorità amministrative indipendenti).

    Il Primo Ministro puo' determinare da solo la politica del Governo, revocare i Ministri, sciogliere la Camera dei Deputati e costringere i deputati ad approvare le sue leggi, togliere la competenza legislativa al Senato e trasferirla alla Camera dei Deputati
    Il primo Ministro prevale sul Senato Federale della Repubblica, sul Presidente della Repubblica e sulla sua stessa maggioranza parlamentare, insomma un ordinamento fondato sulla dittatura elettiva del Primo Ministro.

    La riforma della Costituzione, approvata dalla maggioranza di centro-destra nel novembre del 2005, stravolge anche la I parte della Costituzione pregiudicando i diritti e la libertà che la Costituzione italiana, nata dalla resistenza, ha attribuito ad ogni cittadino italiano. Il referendum di giugno è un referendum istituzionale, paragonabile soltanto a quello del 2 giugno 1946quando il popolo fu chiamato a scegliere fra Monarchia e Repubblica. Ora viene chiamato per conservare la Costituzione.

  • 20/05/2006 Tutto sul Referendum Costituzionale del 25 Giugno
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