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  • 05/12/2008 Censis: contro la crisi "temperanza dei consumi". De Rita: dalla crisi si esce con una "seconda metamorfosi" (Sabrina Bergamini, http://www.helpconsumatori.it)

    Ricerca personalizzata

    Gli italiani affrontano la crisi con strategie di risparmio. Ma le difficoltà possono avviare una "seconda metamorfosi" che "forse è già silenziosamente in marcia". E' quanto rileva il Censis che oggi ha presentato il Rapporto sulla situazione sociale del Paese.

    La "temperanza dei consumi" è la risposta italiana alla crisi e la cautela si sta dimostrando "una polizza contro l'erosione delle risorse familiari". Gli italiani affrontano la crisi con strategie di difesa e maggiori risparmi, vengono da un anno caratterizzato dalla moltiplicazione delle paure ma a fronte di una società che continua a restare "mucillagine" (questa la definizione d'effetto usata l'anno scorso) la crisi odierna può attivare anche processi di cambiamento profondo, un adattamento innovativo che dà vita a una "seconda metamorfosi" - dopo la prima compresa fra il '45 e il '75) - dove i fattori innovati esogeni e trainanti sono l'internazionalizzazione permanente, gli immigrati, le mega cities, le donne e la cultura digitale. E questa metamorfosi "forse è già silenziosamente in marcia". È il panorama tracciato dal Censis che ha oggi pubblicato il "Rapporto sulla situazione sociale del paese 2008".

    Quali i numeri? A fronte della crisi, il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto dei mercati finanziari potrà avere ripercussioni dirette sulla propria vita mentre solo il 28,3% dichiara che ne uscirà indenne. Ma l'atteggiamento degli italiani rivela anche le possibilità insite nella crisi. Il 37% pensa infatti che la crisi potrebbe migliorarci e avere un impatto positivo costringendo a rivedere quello che non va; il 30,3% dichiara, "più cinicamente" afferma il Censis, che tutto ci scivolerà addosso; un altro 32,8% crede pessimisticamente che la crisi farà emergere egoismi e interessi esasperati.

    Gli italiani sono preoccupati più di tutto (71,1%) dal rischio di dover rinunciare in futuro al tenore di vita raggiunto. Ma chi è in difficoltà? L'11,8% delle famiglie italiane, circa 2,9 milioni, possiede azioni o quote di fondi comuni, soggetti al mercato borsistico. Ci sono circa 250 mila famiglie che hanno molta difficoltà a pagare le rate del mutuo. In particolare, quasi il 60% delle famiglie con mutuo (oltre 2,8 milioni) non ha difficoltà nel pagamento delle rete, mentre il 29,1% pari a 838 mila famiglia ha qualche difficoltà ma senza rischi di insolvenza. Le aree più critiche riguardano il 9,7% delle famiglie con mutuo (circa 279 mila) che ha notevoli difficoltà e un altro 2,8%, pari a 81 mila famiglie, che non riesce a rispettare le scadenze.

    I consumi hanno subito una flessione in termini reali e il livello di indebitamento delle famiglie è aumentato negli ultimi tre anni, attestandosi al 48,5% del reddito disponibile. Si tratta comunque, rileva il Censis, di livelli più bassi rispetto alla media dei paesi dell'area euro: in Francia, Spagna e Regno Unito le passività finanziarie delle famiglie superano infatti il valore del reddito disponibile.

    Quali strategie per affrontare la crisi? Soprattutto risparmiare e rivolgersi a un consumo meno emozionale, più razionale. Significativamente, fra le strategie non si afferma quella di lavorare di più. Il 33,9% degli italiani dichiara infatti che intende risparmiare di più, il 25,2% sembrerebbe non avere altra strada che il taglio dei consumi mentre solo il 7,4% è orientato a lavorare di più e l'8,6% a barcamenarsi spendendo di meno. Il 3,8% dichiara che sarà costretto a intaccare i risparmi e lo 0,5% che si indebiterà.

    Gli italiani sono dunque orientati alla liquidità, ritengono che i soldi vadano tenuti in contanti o in depositi bancari o postali (rispettivamente, 29,3% e 23,4%), che al limite vadano usati per le occasioni sul mercato immobiliare (22,2%) o, se si deve investire, per ricorrere ai titoli di Stato (16,4%). "La propensione alla cautela - scrive il Censis - si sta dimostrando una polizza contro l'erosione delle risorse familiari".

    Sul fronte "consumi" sono 5,5 milioni gli italiani che spenderanno allo stesso modo contro 880 mila che dovranno effettuare un radicale taglio dei consumi e delle spese. Ci sono poi quote di italiani che considerano "irrinunciabili" singoli settori di consumo: il cellulare (59%, oltre il 69% fra i giovani), una vacanza l'anno di almeno una settimana (53,7%), l'automobile (50%), gli alimenti per la propria dieta quotidiana (53,7%), le spese per sport e fitness (47,8%), il parrucchiere e l'estetista (41%) mentre naturalmetne spese per dentista e visite mediche specialistiche coprono una percentuale maggiore (85,8%).

    di Sabrina Bergamini

    05/12/2008 SOCIETA'. Censis, De Rita: dalla crisi si esce con una "seconda metamorfosi" (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Le difficoltà che l'Italia ha di fronte possono avviare un processo di adattamento innovativo - che il Censis chiama "exaptation" - spinto da fattori esogeni e da agenti di trasformazione che producono cambiamento e spingono verso una "seconda metamorfosi", dopo quella attraversata dall'Italia nel periodo fra il '45 e il '75. Quali sono questi fattori? La presenza e il ruolo degli immigrati, l'azione di minoranze come i players internazionali, il ruolo delle donne, la nuova struttura territoriale con le grandi conurbazioni urbane, un insieme oligarchico di soggetti economici e una geopolitica che guarda sempre di più a Est e a Sud. È l'analisi che accompagna il Rapporto sulla situazione sociale del Paese presentato dal Censis. Con le parole del presidente Giuseppe De Rita: dalla crisi "se ne esce con una metamorfosi che probabilmente è già in atto anche se non ce ne siamo accorti".

    Presentando il rapporto oggi a Roma, De Rita ha analizzato la crisi e l'impatto che questa ha fra gli italiani. "Alla crisi ci crediamo e non ci crediamo", ha detto, perchè la paura e l'emozione che l'accompagnano si sono un po' consumate, per la tendenza a considerarla una bolla, per la solidità del sistema italiano e perchè gli interventi messi in atto sono "sostanzialmente minimali". Ma "questa è una crisi che segna - ha spiegato De Rita - perchè per la prima volta non abbiamo la dimensione collettiva del 'sotto-sforzo': la popolazione non si impegna, tende a guardare, solo l'8% vorrebbe lavorare di più mentre nella crisi del '92/'93 il nostro sistema reagì collettivamente". Di fronte alla crisi, ha detto De Rita, "il corpo sociale italiano oggi non reagisce". Allo stesso tempo,"la crisi di oggi si gioca sulla coazione alla liquidità". "Può darsi - ha aggiunto De Rita - che la crisi si accentui proprio per questa debolezza interna, di non reagire tutti insieme, non mettersi sotto sforzo e restare liquidi".

    "Se ne esce - ha spiegato però De Rita - con una metamorfosi che probabilmente è già in atto anche se non ce ne siamo accorti". Si tratta di un cambiamento che innesta elementi di invenzione e inovazione, "fattori tramutanti", sui caratteri storici del paese. Nella "nuova metamorfosi", ha spiegato il presidente Censis nella sua analisi, c'è la presenza degli immigrati, ci sono le "persone che fanno i players internazionali", la crescente presenza femminile, il senso del temperamento del consumo, il meccanismo dei territori con le seconde e terze cinture urbane e i "dieci milioni di pendolari", le megacities, "la dimensione oligarchica dei soggetti economici", lo sguardo che nei prossimi anni andrà sempre di più vero Est e Sud. "La nuova metamorfosi - ha detto De Rita - è anche invenzione di qualcosa che tramuta chimicamente il sistema".

    di Sabrina Bergamini

    05/12/2008 CONSUMI. Confesercenti: sarà un Natale "preoccupato" (VC, http://www.helpconsumatori.it)

    Quasi 38 miliardi di tredicesime in campo: corsa ai regali? Meglio al risparmio: "taglio" ai regali del 9% ma non per i bambini. Ed è boom per i mercatini.Nel vocabolario del natale entra la parola crisi. e' quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg secondo il quale per gli italiani si preannuncia un Natale sotto tono o, meglio, all'insegna della preoccupazione. In aumento coloro che prevedono un Natale austero (dal 14 al 16%) e difficile (dal 13 al 21%). Cala chi lo vede come un'occasione di speranza (dal 53 al 44%) o si dimezza la percentuale di chi lo immagina "gaudente" (dal 12 al 6%). Di conseguenza sono meno gli italiani che se lo aspettano migliore (dal 24 al 21%), od uguale (dal 57 al 50%) mentre cresce di 10 punti il numero di quelli che temono sia peggiore (dal 19 al 29%).

    Le tredicesime ammonteranno a 37 miliardi e 877 milioni di euro, quasi 17 miliardi andranno in spese per acquisti che risultano però in calo di 1 miliardo e 173 milioni rispetto al 2007.
    Salgono le quote destinate al pagamento dei conti in sospeso (+550 milioni di euro) e per i mutui (318 mln euro).

    A spendere di più in acquisti rispetto allo scorso anno resta un 4%, mentre il 65% è convinto che spenderà meno e fra questi ultimi c'è un 28% che taglierà le spese di ben oltre il 30%.

    A condizionare i comportamenti degli italiani non sono solo i prezzi: un italiano su cinque (il 21% contro il 16 dello scorso anno) pensa che peggiori la situazione economica familiare, uno su dieci (10% contro l'8% del 2007) è preoccupato per il futuro del suo lavoro.

    Ma dove andranno le tredicesime impiegate nelle spese natalizie? Ancora una volta a guidare la classifica sono le spese correnti per casa e famiglia, subito dopo ecco la voce "risparmio" seguita da quelle non meno impegnative dei "conti in sospeso". Solo dopo spunta il capitolo "regali" e quello dei "mutui". In testa troviamo l'abbigliamento (43% delle risposte), poi cibo e vino (un altro 26%), i libri (17%) che soffiano il terzo posto... ai giocattoli (16%). C'è un 9% che pensa ad un viaggio, mentre non pare annata per i gioielli confinati ad un 2%.

    Natale da risparmio anche per i regali. Il clima di "moderazione" produrrà un taglio che dovrebbe aggirarsi attorno al 9% superiore di quattro punti rispetto al calo già registrato nel 2007. Flette il numero di chi spenderà di più passando dal 17% dell'anno scorso al 13%. Sale di ben 16 punti invece la percentuale di chi ha deciso e di moderare il bugdet-regali (dal 35 al 51%). Ed un 16% di costoro ridurranno le spese per oltre il 30%.

    Ed i patiti dei regali tecnologici non hanno dubbi. Quest'anno il re dei regali per loro è il computer portatile seguito dal televisore al plasma o LCD ed a sorpresa dal telefonino tradizionale (anche in questo caso fa dunque capolino la tendenza al risparmio). Spese, va bene, ma senza indebitarsi: alla domanda se ricorreranno al credito al consumo quasi tutti rispondono no. Un vero e proprio plebiscito che coinvolge l'81% del campione. Ed è boom per i mercatini il cui indice di gradimento sale di 5 punti (dal 15 al 21%), mentre sono in calo sia la grande distribuzione (dal 50 al 45%), sia i piccoli negozi (dal 26 al 22%).

    A non subire i venti di crisi saranno i bambini per i cui regali non si prevedono rinunce. Se un sacrificio si deve fare gli italiani preferiscono riservarlo a se stessi: ed il calo è significativo, vale a dire di otto punti (dal 23 al 15%). Anche i parenti e gli amici dovranno accontentarsi: la loro quota scende di poco e si attesta al 21%. Si salvano le risorse destinate ai bambini che, anzi, sono in leggero aumento.

    I viaggi subiscono una leggere flessione: il 27% di italiani (l'anno scorso era il 24%) ha deciso di regalarsi un viaggio od una vacanza. Ma se la durata media resterà eguale (circa sei giorni) scenderà invece La spesa media: dai 601 euro del 2007 a 593 euro per quest'anno. Parola d'ordine: il riposo con netta preferenza per le mete italiane.

    http://www.helpconsumatori.it

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