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  • 25/01/2005 Sos Umanitario (www.verdi.it)

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    Allarme dell'Unicef per 29 crisi dimenticate. Servono 805 milioni di dollari, un terzo solo per il Sudan. I bambini i più esposti


    I disastri naturali e le crisi umanitarie, che l’anno scorso hanno ferito improvvisamente il mondo, hanno fatto dimenticare le molte emergenze che colpiscono continuamente milioni di bambini e di famiglie esposte a malattie, malnutrizione e violenza. È quanto denuncia l’Unicef nel “Rapporto sull’Intervento umanitario 2006” presentato lo scorso 23 gennaio a Ginevra.

     

    L’agenzia delle Nazioni Unite per i Diritti dell’infanzia lancia un vero e proprio allarme e chiede che vengano devoluti 805 milioni di dollari per aiutare donne e bambini in 29 emergenze sottofinanziate, di cui un terzo (331 milioni di dollari) destinato alla crisi nel Darfur. Nella regione occidentale del Sudan, infatti, già 3,4 milioni di persone sono morte a causa del conflitto e dell’instabilità che colpiscono la zona e sono minacciati dallo stesso destino 1,4 milioni di bambini, 500.000 dei quali al di sotto dei 5 anni d’età.

     

    Il Rapporto fornisce una panoramica dei programmi d’intervento previsti dall’agenzia nel corso del 2006 e presenta le attività di soccorso per aiutare i popoli bisognosi. L’Unicef, infatti, segnala che nel 2005 soltanto 4 dei 25 appelli lanciati hanno ricevuto finanziamenti superiori al 50% della cifra necessaria.

     

    Un’attenzione particolare va rivolta soprattutto al Sudan dove, oltre alla crisi già segnalata, 17 milioni di persone non hanno disponibilità di acqua potabile e oltre 20 milioni non hanno accesso a servizi sanitari sicuri; all’Africa orientale e meridionale, dove siccità, malnutrizione e diffusione del virus HIV/AIDS hanno provocato una delle più gravi emergenze mondiali degli ultimi 10 anni; Asia meridionale, dove si segnala il più alto tasso di povertà infantile con 330 milioni di bambini che soffrono delle più gravi privazioni (casa, sanità, acqua, cibo e istruzione); Asia orientale e Pacifico, dove alla crisi provocata dallo tsunami va aggiunta quella dell’influenza aviaria, della povertà e della carenza di cibo; infine, Medioriente e Nord Africa, dove la guerra in Iraq e i continui fenomeni terroristici hanno un forte impatto sui giovani.

     

    “In molto di questi paesi – ha detto Dan Toole, direttore dell’Ufficio per i Programmi di emergenza dell’Unicef – i bambini vivono in costante stato di emergenza perché stanno crescendo in condizioni di estrema povertà, senza accesso all’istruzione o ai più elementari servizi sanitari di base. Per questo – ha concluso Toole – rispondere velocemente ed efficacemente alle crisi è essenziale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo a lungo termine”.

     

    In base al Rapporto, le attività di soccorso e di assistenza includono forniture di base per la sopravvivenza, per l’istruzione, per la nutrizione e la tutela della salute: kit scolastici, acqua potabile, servizi sanitari, medicinali e, soprattutto un forte contributo alla smobilitazione e al recupero dei bambini soldato

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